Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Frattini, promuoviamo la democrazia con il dialogo

Data:

04/10/2010


Frattini, promuoviamo la democrazia con il dialogo

L’Italia vede nella democrazia “una base per lo sviluppo e la sicurezza internazionale” perché le democrazie, “più degli altri regimi/forme di governo, creano le condizioni migliori per lo sviluppo economico e le opportunità di vita per la persona umana” e poi riescono a risolvere i conflitti “senza il ricorso alla violenza”. I valori della democrazia, però, vanno promossi con “il dialogo, il rispetto e la persuasione” e non imposti. Lo ha sottolineato il Ministro Franco Frattini, intervenendo ad una conferenza internazionale organizzata dall’Alliance of Democrats sul tema 'Sicurezza, Sviluppo, Democrazia'.

Questo approccio vale anche per l’Afghanistan. L'Italia - ha spiegato il Ministro - da tempo sostiene "l'importanza di un approccio onnicomprensivo che dia sempre più rilievo alla componente civile" e che lavori alla "solidità delle istituzioni, in modo da renderle capaci di rendere irreversibile il processo democratico". Inoltre, "siamo convinti che realizzare scuole, ospedali, strade, università, tribunali siano obiettivi alla portata dello sforzo internazionale".

Approfondendo poi la questione sicurezza, Frattini ha ricordato che dopo l’11 settembre 2001 la natura della minaccia “è passata da quella più facilmente intuibile dell’epoca della guerra fredda, a quella più globale e sfaccettata rappresentata da una rete di fattori di instabilità potenzialmente interconnessi: terrorismo, narcotraffico, tratta di persone, criminalità organizzata, proliferazione nucleare”.

Frattini ha citato il caso di un’area in cima alle preoccupazioni dell’Italia. "L'arco di instabilità che va dal Corno d'Africa allo Yemen getta ombre inquietanti sulla sicurezza internazionale", ha detto il Ministro, evidenziando che in quest'area il quadro "sembra caratterizzato dalla coesistenza di tutti quei fenomeni critici che minacciano il mondo contemporaneo", la presenza di un "failed State" come la Somalia, la diffusione di correnti estremistiche di ispirazione islamica, il ruolo non sempre limpido e collaborativo dei Paesi vicini, l'efficacia della pirateria, le spinte secessionistiche in Sudan e Yemen ed il quadro preoccupante di sistematiche violazioni dei diritti umani.

Le soluzioni, secondo Frattini, passano attraverso “strategie coordinate” tra i principali attori globali ed il “sostegno ai processi di consolidamento istituzionale e riconciliazione politica interna”. Inoltre, “non bisogna trattare una situazione critica come avulsa dalla realtà circostante ma come aspetto di un quadro regionale e con l’imperativo di rimettere il dialogo al centro dell’azione internazionale”. L’Italia, ha ricordato Frattini, è in prima linea “per mantenere viva l’attenzione della Comunità internazionale sulla Somalia e sensibilizzare i Paesi dell’area”. Ma “ci vuole più Europa: non solo più fondi, ma più impegno politico, a cominciare da un inviato speciale UE per il Corno d’Africa”.


Luogo:

Roma

10787
 Valuta questo sito