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Governo Italiano

Afghanistan: Frattini, esserci è un dovere istituzionale e morale

Data:

13/10/2010


Afghanistan: Frattini, esserci è un dovere istituzionale e morale

"Sento da italiano il dovere istituzionale che l'Italia non venga meno al grande sforzo internazionale che tutti gli alleati della coalizione stanno compiendo. E' un dovere innanzitutto morale essere lì e partecipare a una fase in cui un Paese che ha a lungo sofferto possa risorgere". Così il Ministro Franco Frattini, durante la trasmissione “Porta a Porta”, tre giorni dopo la morte di quattro militari italiani in Afghanistan.

Frattini ha spiegato le "tre importanti e valide ragioni" per cui i soldati italiani sono in Afghanistan: "la prima è perché è la regione di instabilità più pericolosa del mondo da dove negli ultimi anni sono partiti gruppi terroristici che hanno cercato di colpire in casa nostra, l'Europa". "La seconda - ha proseguito - è che stiamo aiutando a risorgere un popolo che ha tanto sofferto. L'ultima buona ragione - ha ribadito - è che l'Italia onora un debito e un dovere istituzionali verso tre grandi organizzazioni internazionali: le Nazioni unite, la NATO che è stata per 60 anni la chiave di sicurezza che ci ha garantiti, l'UE".

Il Ministro ha poi spiegato che "la recrudescenza degli attentati nel 2010" si deve alla nuova strategia di del Presidente americano Obama e il nuovo impegno internazionale, che "stanno portando a un inasprirsi dell’azione terroristica perché i talebani stanno perdendo terreno". Per questo, ha continuato, "è evidente che le cose in Afghanistan non sono come le vorremmo". Tuttavia, "con l'azione dei nostri soldati di pace, diamo il meglio di noi italiani. Credo che questo orgoglio nazionale debba aiutare coloro che stanno lì, facendo sentire che tutto il Paese è dietro di loro", ha aggiunto il Ministro, avvertendo infine che "ogni messaggio di divisione e incertezza dell'Italia" sulla missione in Afghanistan "non aiuterà i nostri soldati a essere più forti sul campo". Perché "anche i terroristi guardano la televisione".


Luogo:

Roma

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