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Governo Italiano

Vertice NATO: Afghanistan, nel 2014 la sicurezza alle forze locali

Data:

22/11/2010


Vertice NATO: Afghanistan, nel 2014 la sicurezza alle forze locali

Riconsegnare la sicurezza di tutte le province alla forze locali entro la fine del 2014. E’ l’obiettivo della della missione ISAF in Afghanistan: lo ha stabilito il Vertice NATO di Lisbona, in cui è stata lanciata la strategia di transizione, che partirà dagli inizi del 2011. Dopo il 2014 i soldati della NATO resteranno in Afghanistan con un ruolo di sostegno. L’Italia, attraverso il Premier Berlusconi, ha assicurato l’invio sul terreno di altri duecento addestratori delle forze di sicurezza locali ed ha incassato i ringraziamenti pubblici del Presidente americano Obama, diventando la nazione con il numero più elevato di addestratori - 600 - dopo gli Stati Uniti, come ha spiegato il Ministro Frattini, ringraziato anch’egli dal Presidente Obama per il nuovo contributo italiano.

A Lisbona c’è stata una svolta anche nelle relazioni tra NATO e Russia, dopo le tensioni provocate dalla crisi in Georgia nel 2008: il Presidente russo Medvedev ha accettato l'invito a iniziare a cooperare sul progetto di sistema antimissile approvato a Lisbona. Un rapporto provvisorio sui contatti NATO-Russia verrà presentato a giugno 2011. Se ci sarà accordo il documento in questione rappresenterà una base per le decisioni, in caso contrario si proseguirà con l'analisi comune. Per Frattini si tratta di una "tappa fondamentale. La Russia è seduta al tavolo, secondo lo spirito inaugurato a Pratica di Mare. Lavoreremo sempre insieme su temi fondamentali, come la sfida al cyber-terrorismo ed il coinvolgimento della Russia nella strategia della difesa missilistica", ha sottolineato il Ministro.

E proprio per fronteggiare le nuove sfide della sicurezza mondiale il Vertice di Lisbona ha approvato il nuovo concetto strategico dell’Alleanza, indicando il percorso dei prossimi dieci anni. Premessa del documento, è la riaffermazione della vocazione della NATO a difendere il territorio e i suoi membri e la solidarietà tra alleati in caso che uno tra loro venga attaccato, così come stabilito dall'articolo 5 del trattato fondativo. La novità riguarda l'esigenza di modernizzare la struttura militare, adeguandola alle nuove minacce rappresentate dal terrorismo internazionale, la proliferazione dei missili balistici, gli attacchi informatici, il blocco dei rifornimenti economici ed energetici. La nuova NATO si impegnerà ad andare verso l'obiettivo del disarmo nucleare, ma finché nel mondo resteranno armi nucleari, l'organizzazione manterrà una dissuasione nucleare importante.

L’Alleanza sarà anche più aperta a nuovi partenariati. Su questo fronte, l'Italia svolge un ruolo "molto importante", in particolare nel dialogo con i paesi del Mediterraneo e dell'iniziativa di Istanbul, ha spiegato il Ministro Frattini, aggiungendo che l'Italia farà la punta di contatto della NATO per Israele e il Qatar, nel 2011 e 2012.

La nuova NATO sarà infine molto più snella, per effetto della riforma delle strutture militari e civili. Il progetto ipotizza tagli attorno al 30%. I dipendenti del quartiere generale scenderanno da 13 mila a 9 mila. Le agenzie saranno raggruppate da 14 a tre. I comandi generali passeranno da 11 a 6 o 7. I 400 comitati saranno ridotti a 85. I tagli riguarderanno il superfluo e i doppioni, non le capacità: "dopo Lisbona - ha assicurato Rasmussen - saremo più efficienti ed efficaci".


Luogo:

Roma

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