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Governo Italiano

UE: Consiglio Ministri Esteri, israeliani e palestinesi riprendano i colloqui diretti

Data:

23/11/2010


UE: Consiglio Ministri Esteri, israeliani e palestinesi riprendano i colloqui diretti

L’appello dei ministri degli esteri riuniti a Bruxelles per discutere anche dei recenti sviluppi in Libano ed Iraq nonché del prossimo vertice Ue-Africa. Mantica, presto una missione Ue in Birmania per incontrare anche la leader dell’opposizione birmana e premio nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi.

Un appello perché israeliani e palestinesi riprendano i colloqui diretti  è stato lanciato dal Consiglio Esteri dell’Ue svoltosi a Bruxelles al quale ha partecipato, per l’Italia, il sottosegretario Alfredo Mantica. I ministri hanno sottolineato il continuo sostegno dell’Ue agli sforzi degli Stati Uniti per riavviare il negoziato diretto, ma anche la preoccupazione per la mancanza di progressi. Il consiglio ha anche ricordato la illegalità degli insediamenti secondo il diritto internazionale. Essi costituiscono un ostacolo alla pace nonché alla finalità di avere due Stati per due popoli. I ministri hanno espresso preoccupazione per la situazione a Gaza chiedendo la riapertura dei valichi, in particolare per il transito dei beni di prima necessità.
Sulla situazione in Libano, il Consiglio ha espresso il pieno sostegno al governo di unità nazionale  guidato dal Primo Ministro Saad Hariri costituito a seguito di elezioni democratiche, ed ha invitato le parti al dialogo nello spirito di consenso e di rispetto allo Stato di diritto e alle istituzioni. Il Consiglio, inoltre, ribadisce il pieno sostegno dell’Ue al Tribunale speciale, come tribunale indipendente creato in ottemperanza della risoluzione Onu 1757. Ricordato il ruolo cruciale dell’Unifil la cui attività a fianco dell’esercito libanese continua ad essere essenziale per la pace nella regione. I ministri hanno avuto un breve scambio di opinioni sulla situazione politica e sui recenti sviluppi in Iraq accogliendo con favore l’accordo sulla nomina del presidente iracheno, un passo avanti verso un “governo inclusivo”. L’Ue esprime preoccupazione e ferma condanna per i recenti episodi di terrorismo contro luoghi di culto e l’uccisione di cristiani.
I ministri hanno discusso anche della situazione in Birmania. L’alto rappresentante della politica estera dell’Ue Catherine Ashton – ha riferito il sottosegretario Alfredo Mantica al termine del Consiglio-  invierà presto un suo inviato personale  in Birmania, perché contatti le forze politiche ed in particolare la leader dell’opposizione birmana e premio Nobel per la Pace 1991, Aung San Suu Kyi, rimessa in libertà dalla giunta militare alcuni giorni fa dopo sette anni di arresti domiciliari. La Ashton incaricherà l’alto funzionario del Consiglio Robert Cooper di condurre la missione esplorativa che si propone come una premessa necessaria ad una missione dello stesso Alto rappresentante in Birmania, quando i tempi – ha precisato Mantica – saranno maturi.
Per quanto riguarda la situazione in Sudan il Consiglio ha deciso l’invio di una missione di osservatori per monitorare il referendum di autodeterminazione ed ha discusso i preparativi per il prossimo vertice UE-Africa.


Luogo:

Roma

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