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Governo Italiano

I ricercatori italiani nel mondo ad Houston tra “passato presente e futuro”

Data:

30/11/2010


I ricercatori italiani nel mondo ad Houston tra “passato presente e futuro”

Caratterizzata ormai come uno degli eventi più importanti per i ricercatori italiani la sesta edizione della Conferenza, dal titolo “Passato presente e futuro”, e sotto gli auspici di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Salute, Ministero della Gioventu’ e Istituto Superiore della Sanita, si svolgerà il 4 dicembre prossimo ad Houston in Texas, e radunerà un gruppo qualificato di ricercatori italiani e statunitensi che illustreranno le loro ricerche e avranno l’opportunità di allacciare nuovi rapporti di collaborazione. L’evento ha suscitato grande attenzione anche in Italia, dove è servito di ispirazione per la Legge istitutiva dell’Anagrafe dei Ricercatori Italiani all’Estero, attualmente all’esame del Parlamento. L’importanza della ricerca italiana all’estero è stata peraltro ribadita dalla recente riunione dei ricercatori medici italiani nel mondo convocata dal Ministro della Salute Fazio a Cernobbio lo scorso 5 novembre, alla quale hanno partecipato numerosi connazionali residenti in Texas. I lavori della Conferenza saranno dedicati alla ricerca in numerosi settori, dalle scienze mediche, alla tecnologia ed agli studi umanistici. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dell’Italia nello spazio, in ragione dell’importanza del ruolo svolto dall’Italia specialmente nella Stazione Spaziale Internazionale e nel campo satellitare.

La scelta di convocare questa Conferenza a Houston scaturisce dalla presenza nello Stato del Texas ed in particolare in questa città di una numerosa e qualificata comunità di ricercatori e studiosi italiani, grazie alla presenza a Houston del “Lyndon B. Johnson Center” della NASA, del Texas Medical Center, uno dei principali poli ospedalieri mondiali, e della Rice University, che è una delle principali Università degli Stati Uniti per lo studio delle nanotecnologie.

Il Texas Medical Center, esempio di eccellenza

Il Texas Medical Center ha una superficie di 1,000 acri, pari al 12mo “business district” negli Stati Uniti, e comprende 49 tra ospedali, laboratori e istituti nei quali lavorano 4,000 medici, 17,000 scienziati, ricercatori ed altri professionisti ad elevata specializzazione, e dove studiano oltre 71,000 studenti, di cui 5,600 provenienti dall’estero. Alcuni degli Ospedali del Texas Medical Center sono annoverati tra i migliori al mondo in particolare per oncologia e cardiochirurgia. Grazie ai sei milioni di pazienti annuali (di cui 18,000 dall’estero), il Texas Medical Center fattura 14 miliardi di dollari l’anno, generando 93,500 posti di lavoro diretti e 121,500 indiretti. Tra questi dati e’ importante segnalare gli 1.2 miliardi l’anno spesi in ricerca. Gli istituti di ricerca e ospedalieri italiani che interagiscono e collaborano con il Texas Medical Center sono numerosi e qualificati. Tra di essi merita sottolineare in particolare la Fondazione Telethon, che intrattiene un solido legame di ricerca con il Baylor College of Medicine.

Il Lyndon B. Johnson Center

Il “Lyndon B. Johnson Center” e’ la sede principale della National Aeronautics and Space Administration (NASA) e del programma spaziale statunitense, che viene diretto da Houston sin dai suoi albori all’inizio degli anni sessanta. Attualmente lo Johnson Center ospita circa 18,500 tecnici e ricercatori. Il NASA Authorization Act approvato il 29 settembre di quest’anno rinnova i finanziamenti all’Agenzia e conferma la centralità di Houston nel programma spaziale statunitense; esso sancisce il termine del programma Shuttle nel 2011, l’abbandono definitivo del programma Constellation voluto dalla Presidenza Bush per riportare l’uomo sulla luna entro il 2020, l’obiettivo di una missione su Marte e l’adozione di una decisione di portata storica che consente alle aziende private di effettuare voli commerciali per il trasporto di persone e materiali da e per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), le cui attività sono prorogate fino al 2020.

Il ruolo dell’Italia nell’attività’ della Stazione Spaziale Internazionale (Iss)

L’attivita’ dell’ISS, che rappresenta uno dei principali progetti di ricerca scientifica al mondo, registra un ruolo molto importante da parte dell’Italia, presente nel progetto sia tramite l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che la European Space Agency (ESA), di cui l’Italia e’ il terzo contributore. L’Italia partecipa al progetto con tre moduli pressurizzati per il trasporto di materiali da e per l’ISS prodotti dall’Alenia Spazio (oggi Thales Alenia Space) tra il 1993 e il 2000. Il modulo “Leonardo” e’ stato modificato per servire da componente permanente dell’ISS, alla quale aggiungerà 100 metri cubi pressurizzati per magazzinaggio ed esperimenti scientifici, e sarà trasportato sull’ISS con la missione Shuttle 133 la cui partenza e’ stata rinviata a dicembre. In aggiunta ai moduli, l’industria italiana ha prodotto circa il 50% delle componenti pressurizzate dell’ISS, a testimonianza del profilo elevato della tecnologia italiana nello spazio.

La scelta di dedicare parte della Conferenza dei Ricercatori all’Italia nello Spazio e’ dovuta anche alla particolare coincidenza di tre eventi di grande visibilità nell’arco di pochi mesi: la messa in orbita del Quarto Satellite del programma Cosmos Skymed il 5 novembre scorso, la prossima partenza del modulo pressurizzato per l’ISS e la missione in febbraio dell’astronauta Vittori, che incontrerà nell’ISS l’astronauta italiano Paolo Nespoli.


Luogo:

Roma

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