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Governo Italiano

L’intervista: Ambasciatore Fornari, le Filippine sulla strada dello sviluppo

Data:

07/12/2010


L’intervista: Ambasciatore Fornari,  le Filippine sulla strada dello sviluppo

Le Filippine, un Paese di 92 milioni di abitanti con un PIL pro capite (a parità di potere di acquisto) pari ad oltre 3.500 dollari all'anno, sono in piena ripresa economica. Il tasso di crescita del Pil, nel primo semestre del 2010, è stato del 7.8% annuo e l'aumento dei consumi, che coprono il 70% del prodotto lordo, ha sfiorato il 6 per cento. L’Ambasciatore italiano a Manila, Luca Fornari ha analizzato in un’intervista a ‘’Diplomazia Economica italiana’’ nel suo numero di dicembre, i cambiamenti in atto nell’economia e nella societa’ filippine. Ecco il testo dell’intervista:

Quali sono le caratteristiche delle Filippine rispetto agli altri Paesi della Regione Asia-Pacifico?
Nelle Filippine un imprenditore europeo riscontra, indubbiamente, minori difficoltà di approccio rispetto ad altri Paesi dell'area: in tutto il Paese la lingua utilizzata nel mondo degli affari e nella vita quotidiana è l'inglese, retaggio positivo di circa mezzo secolo di presenza degli Usa nel Paese. Il costo del lavoro è molto contenuto ed i filippini hanno una buona attitudine al lavoro. C'è un clima cordiale, scevro di arroganza. Mentalità e cultura locale risentono anche dell'influenza cattolica, dovuta a quasi quattro secoli di presenza spagnola, che danno al Paese un'atmosfera latino-americana che consente agli europei, anche se in un contesto asiatico, di sentirsi a "casa" propria.

Quali sono le potenzialità del Paese sotto il profilo economico?
Le Filippine negli ultimi 25 anni sono state la cenerentola dello sviluppo economico asiatico: ma l'atmosfera negli ultimi due anni è mutata, registrando un forte dinamismo. Nei primi nove mesi del 2010 il PIL è salito del 7,9% con dati macroeconomici sostanzialmente di segno positivo e in continua crescita: l'OCDE al riguardo vede una crescita fino al 2015 del 4.7 per cento. Anche se interessanti, credo però che siano dati sottostimati e che non tengono pienamente conto delle sfide economiche e sociali che il Governo Aquino si è posto. Nel contempo l'ambiente imprenditoriale negli ultimi anni si è internazionalizzato, allacciando alleanze con gruppi Usa, cinesi, coreani, giapponesi ed europei.La stessa classe media del Paese si è ampliata passando dal 21% della popolazione del 1990 al 47% del 2008 (ADB) con una forte richiesta di miglioramento delle condizioni di vita.

Sembra che le Filippine, sotto il profilo delle opportunità economiche, risentano di un gap di immagine.
I tradizionali partner, soprattutto europei, non sembrano ancora aver afferrato il cambiamento in corso e le conseguenti opportunità con vuoti da colmare che tale evoluzione sottende, dando un vantaggio competitivo ad imprese e società prevalentemente asiatiche. Manca ad esempio una base di piccole e medie aziende con una vera mentalità imprenditoriale, anche se ci sono una moltitudine di microimprese familiari che operano in filiere produttive tradizionali come legno e arredamento, nonché tessile e abbigliamento, che invece vorrebbero crescere e non domandano di meglio che diventare filiera. Il potenziale minerario del territorio deve ancora essere pienamente sfruttato. La forte carenza di energia sta spingendo il Governo ad investire nel settore delle rinnovabili (principalmente idrico, eolico e geotermico) facilitando le iniziative di settore con leggi ad hoc. Al riguardo, con il progetto "Ponte di Archimede", l'Italia ha proposto al Governo filippino, per il tramite dell'UNIDO, un progetto pilota che utilizza le correnti marine per generare energia con una turbina Kobold per piccole comunità che vivono sul litorale lontano da centri abitati.
Nel campo delle infrastrutture ci sono molti progressi da fare, introducendo una programmazione più razionale e un'ottimizzazione degli investimenti. La nuova amministrazione Aquino si sta muovendo con coraggio e determinazione in questa direzione annunciando un vasto programma di opere da realizzare in partnership tra settore privato e settore pubblico il cui elenco provvisorio è in allegato.

Le Filippine sono considerate però un Paese non molto affidabile sotto il profilo giuridico e poco incline ad aprirsi agli operatori stranieri?
In realtà, le leggi e le regole ci sono. Le carenze sono soprattutto sotto il profilo dell'applicazione del diritto, ma occorre distinguere. Rispetto alle 217 Free Trade Zones esistenti ben 206 sono dedicate alle imprese esportatrici i cui investitori godono di importanti agevolazioni fiscali e tariffarie e anche le procedure sono più friendly. Esiste al riguardo un'attenzione crescente verso questo Paese da parte delle grandi aziende multinazionali. Diverse società statunitensi di componentistica hanno annunciato negli ultimi mesi nuove iniziative sull'arco di un quinquennio con investimenti complessivi per 2 miliardi di dollari. Il gruppo Nestlè ha appena annunciato che farà investimenti nei prossimi 4 anni per circa 1 miliardo di dollari.
Un indubbio elemento di attrazione di questo Paese è rappresentato dai volumi del consumo interno, che si mantiene elevato grazie, principalmente, agli oltre 21 miliardi di dollari annui di rimesse con cui i lavoratori filippini emigrati - sono circa 6 milioni di cui circa 180/200 mila in Italia - sostengono le rispettive famiglie.


Luogo:

Roma

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