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Governo Italiano

Italia-Afghanistan: Checchia, sicurezza e riconciliazione chiave di stabilità per Kabul

Data:

09/12/2010


Italia-Afghanistan: Checchia, sicurezza e riconciliazione chiave di stabilità per Kabul

L'Afghanistan è impegnato in una delicata fase allo stesso tempo di rafforzamento delle sue forze di sicurezza e di apertura di un processo di pace e riconciliazione importantissimo per la stabilità futura del paese.
Lo ha dichiarato l'inviato speciale per l'Afghanistan ed il Pakistan, Gabriele Checchia, incarico assegnatogli dal Ministro Franco Frattini.
In una conferenza stampa a Kabul al termine di una visita di vari giorni in compagnia del Direttore Generale degli Affari Politici della Farnesina, Sandro De Bernardin, Checchia ha detto che l'Italia "è pronta ad appoggiare gli sforzi dell'Alto Consiglio per la Pace, perché apprezziamo la creazione di questo organismo molto importante.
Sappiamo - ha aggiunto - che c'e’ una dimensione politica di questa questione che deve essere affrontata, ma ne esiste anche un'altra a livello sociale che punta a che, con condizioni oggettive favorevoli, la gente abbandoni l'insorgenza e si riconcili con lo Stato".
Come prova concreta di questo sostegno l'inviato, che ha assunto l'incarico dopo la nomina di Massimo Iannucci ad ambasciatore a Pechino, ha ricordato che "per quest'anno l'Italia ha versato quattro milioni di euro al Fondo nazionale per la reintegrazione".
Da parte sua De Bernardin ha ricordato che in ogni caso la cooperazione italiana con l'Afghanistan è a lungo termine e si gioca "su due tavoli: uno è sulla sicurezza, l'altro su come fare per dotare il paese di un governo forte".
Circa l'impegno preso dalla Nato a Lisbona di trasferire la sicurezza alle forze afghane nel 2014, De Bernardin ha osservato che "in quell'anno l'Afghanistan dovrà mostrare di essere in grado di proteggere la sua sicurezza.
Ma è’ probabile che abbia ancora bisogno di appoggio da parte della Comunità internazionale, e in quel caso l'Italia faràla sua parte".
La visita, la prima a Kabul di Checchia da quando ha assunto il nuovo incarico, è stata segnata da appuntamenti ed incontri a livello governativo, fra cui quelli con i ministri di Esteri, Interno e Difesa (Zalmay Rasoul, Mohammad Hanif Atmar e Abdul Rahim Wardak), con il Coordinatore per la Transizione, Ashraf Ghani edel Consigliere per la Sicurezza nazionale, Radgin Spanta.
Ma non è mancato neppure un ampio confronto con responsabili militari - come il Capo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), Generale David Petraeus - politici (il massimo responsabile civile della Nato, Mark Sedwill) e di organismi internazionali, nella persona soprattutto del capo della Missione di assistenza Onu in Afghanistan (Unama), Staffan de Mistura.
Una parte importante del viaggio è stata dedicata dalladelegazione, assistita dall'Ambasciatore d'Italia Claudio Glaentzer, ad Herat, provincia inclusa nel Comando regionale occidentale (RC-W) dell'Isaf, sotto responsabilità italiana.
Qui Checchia ha incontrato i militari del Gruppo diricostruzione provinciale (Prt) italiano, il governatore Daoud Saba e l'unica donna ai vertici della magistratura afghana, il procuratore generale di Herat, Maria Bashir.

 


Luogo:

Roma

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