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Governo Italiano

L’Intervista: Amb. Rosso, in Etiopia crescita record tra i Paesi dell'Africa Subsahariana

Data:

17/01/2011


L’Intervista: Amb. Rosso, in Etiopia crescita record tra i Paesi dell'Africa Subsahariana

L'Etiopia, attualmente sede dell'Unione Africana, fa parte del crescente numero di Paesi africani che stanno uscendo dalla trappola del sottosviluppo e della povertà. In questo percorso può puntare su un grandissimo patrimonio di risorse con particolare riguardo all'agricoltura, all'energia e anche su un non trascurabile potenziale minerario. E soprattutto il Governo di Addis Abeba è fortemente impegnato a sostenere e accelerare questa crescita. Si aprono quindi, anche per le imprese italiane, numerose opportunità e occasioni che altri Paesi hanno già iniziato a cogliere, come spiega l'Ambasciatore italiano ad Addis Abeba, Renzo Rosso, in un’intervista sulla newsletter Diplomazia Economica Italiana.

L'Etiopia ha attratto l'attenzione di molti osservatori per gli alti tassi di crescita registrati negli

scorsi anni. Quali sono le prospettive per il prossimo futuro?

L'Etiopia ha sperimentato una crescita molto sostenuta negli anni passati che si è aggirata intorno all'11% nel periodo 2003-2008, ha poi avuto una flessione in coincidenza della crisi finanziaria internazionale. Adesso è di nuovo in ripresa. Si stima che manterrà un buon trend, con un tasso di crescita tra il 7 e l'8% annuo, anche nei prossimi anni. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale attualmente l'Etiopia è il Paese che ha il più alto tasso di crescita tra i Paesi dell'Africa sub-sahariana non produttori di petrolio ed il terzo più alto se si considerano anche i Paesi produttori.

Come si configura per composizione settoriale l'economia etiopica?

L'economia etiopica è ancora basata in modo predominante sull'agricoltura. Il caffè rappresenta la principale coltura commerciale, seguita da fiori recisi, semi oleaginosi e legumi. Il settore dei servizi rappresenta circa il 40%. Il settore manifatturiero risulta caratterizzato da industria leggera di piccola scala e artigianato locale e da imprese agroalimentari che hanno vissuto una dinamica di rapida espansione negli ultimi anni. Il settore minerario, infine, rappresenta soltanto lo 0,5% del PIL ed è principalmente incentrato sull'estrazione e sulla vendita di oro. Il piano quinquennale di sviluppo economico relativo al periodo 2011-2015 varato dal Parlamento etiopico prevede una consistente crescita del settore agricolo che dovrebbe rimanere il motore dello sviluppo economico del Paese per i prossimi cinque anni ed un'ulteriore crescita dell'industria che dovrebbe preparare la "rivoluzione industriale" da attuarsi nel quinquennio successivo.

L'idea di un piano di sviluppo rimanda a suggestioni dirigistiche. Quale è l'atteggiamento delle Autorità etiopiche nei confronti dell'economia e del libero mercato?

In effetti il Governo etiopico promuove il "Developmental State", un assetto che prevede un forte intervento dello Stato nell'economia sia a livello di emanazione di indirizzi agli operatori economici, sia come presenza attiva nella gestione di interi settori. Gli osservatori occidentali vedono proprio nella mancata liberalizzazione di importanti settori, ad esempio quello bancario o delle telecomunicazioni, uno dei principali ostacoli alla promozione di un pieno sviluppo del Paese. Su altri importanti settori, ad esempio quello dell'energia elettrica, è invece in fieri una riflessione che dovrebbe portare a vararne la liberalizzazione.

Quali sono le opportunità di investimento per le imprese italiane? E quali gli eventuali ostacoli?

L'Etiopia ha un grande potenziale di sviluppo nel settore agricolo, agro-industriale, nel tessile, nell'industria della pelle, nel settore energetico, come illustrato nelle presentazioni settoriali che seguono. Imprese cinesi ed indiane, soprattutto, sono entrate e continuano ad entrare nel mercato locale in grandi numeri. Al momento il settore delle infrastrutture è dominato dalla presenza cinese, quello dello zucchero dagli indiani, mentre la Turchia ha investito molto nel tessile. Proprio la concorrenza con le aziende di questa nazionalità è la prima barriera all'ingresso da affrontare per le nostre imprese, che però possono puntare sulla riconosciuta qualità dei prodotti e processi italiani. Un altro importante ostacolo è l'incertezza del diritto, sia sotto l'aspetto della pubblicità e della consultabilità delle leggi in vigore, non sempre agevole, sia sotto l'aspetto della sua applicazione. È questo uno dei motivi per cui nonostante l'elevato potenziale di sviluppo del mercato etiopico, la presenza di investitori italiani è ancora ridotta. Sarebbe importante affrontare i rischi del mercato con strutture robuste proprie delle aziende di medie-grandi dimensioni o dei consorzi di aziende.

Quali sono le maggiori iniziative svolte dall'Ambasciata anche in collaborazione con ICE previste per il 2011?

L'Ambasciata, insieme a ICE e all'Italian Business Community Association, che riunisce imprenditori italiani residenti in Etiopia, sarà presente alla 15ma edizione della Addis Ababa International Trade Fair organizzata dalla Addis Ababa Chamber of Commerce, che si terrà nel prossimo mese di febbraio. In occasione della Fiera saranno organizzati incontri tra le aziende italiane partecipanti e potenziali controparti locali, eventi e seminari a margine. L'Ambasciata organizzerà diversi altri eventi promozionali e seminari nel corso dell'anno, anche in collaborazione con IBCA. Il 12 gennaio scorso il Ministro dell’Industria, S.E. Mekonnen Manyazewel, ha presentato alla comunità imprenditoriale italiana qui residente il piano di sviluppo economico quinquennale (Growth and Transformation Plan), varato recentemente dal Parlamento etiopico. L’evento, che ha avuto luogo in Ambasciata, ha avuto un ottimo successo per numero di presenze e contenuti. È in corso di definizione anche la Guida agli investimenti che sarà pronta all'inizio dell'anno e potrà essere richiesta dagli imprenditori interessati anche via e-mail a maria.santangelo@esteri.it.


Luogo:

Roma

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