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Governo Italiano

Libertà religiose, pressing italiano sull’UE

Data:

28/01/2011


Libertà religiose, pressing italiano sull’UE

L’Italia chiede un nuovo sforzo dell’Unione europea per la tutela delle minoranze cristiane e in generale delle minoranze religiose nel mondo. Il 31 gennaio, al Consiglio Affari Esteri di Bruxelles, il Ministro Frattini chiederà un “cambio di passo”, attraverso un monitoraggio periodico da parte delle ambasciate europee sul trattamento delle minoranze religiose. Lo ha spiegato il Portavoce del Ministro, Maurizio Massari, presentando i lavori del vertice.

A Bruxelles si farà anche il punto sulla situazione in Albania, Tunisia, Bielorussia, Costa d’Avorio e Sudan. Per quanto riguarda la Tunisia, ha spiegato Massari, l’Italia crede che occorra sostenere “il processo democratico e pacifico di questa transizione”. Inoltre, serve una “risposta unitaria dell’Ue”. Frattini, ha ricordato Massari, “ha già chiesto che venga costituito un team di alto livello che vada a Tunisi quanto prima”. L’Ue “deve dare segnali di incoraggiamento” sui negoziati per arrivare a una "partnership rafforzata", perché la Tunisia è “un partner fondamentale per la stabilità del Maghreb”.

Anche la difficile situazione in Albania sarà oggetto dei lavori su “insistenza” dell’Italia, in considerazione dei rapporti strettissimi tra i due paesi (Italia primo partner commerciale e secondo donatore dell’Albania). L’Italia, ha spiegato Massari, “segue con preoccupazione gli ultimi eventi e rinnova l’appello alla moderazione ad entrambe le parti: serve un normale dialogo politico per risolvere le questioni ed è necessario che Tirana mantenga fermo l’obiettivo europeo, di cui l’Italia è il principale sponsor”.

E c’è “preoccupazione” anche per la Bielorussia, dove si sono verificati incidenti in seguito alle elezioni presidenziali del dicembre scorso. L’Italia “ha sin da subito chiesto il rilascio immediato di chi non è stato coinvolto nelle violenze”. L’Ue “deve mandare un messaggio forte” alle autorità bielorusse: sono “inaccettabili alcuni comportamenti non conformi agli standard europei”. Allo stesso tempo, “bisogna proseguire con il dialogo critico” con Minsk.

Sudan: il referendum di gennaio è stato “libero e trasparente e con alta partecipazione” e si attendono i risultati in febbraio. “Italia e UE sono unite nell’appello a mantenere il dialogo tra le parti, sulla via di un accordo di coabitazione pacifica tra Nord e Sud”. In Costa d’Avorio si registra una situazione di stallo politico dopo le recenti elezioni presidenziali, e Italia e UE concordano “per mantenere forte pressione sul persone ed enti che stanno bloccando il Paese”.

A cena, i Ministri degli Esteri faranno il punto anche su Russia, Libano e Iran. Per quanto riguarda il Libano, c’è “grande interesse italiano” per gli ultimi sviluppi politici (è stato appena nominato un nuovo premier, che sta avviando le consultazioni per formare il governo). L’Italia ribadisce il “pieno sostegno ad un Libano indipendente, sovrano e stabile e auspica che ci sia un governo il più possibile inclusivo nel rispetto dell’unità nazionale”. Allo stesso tempo, “il Tribunale Speciale deve procedere senza interferenze nel rispetto delle regole democratiche”. Sul fronte Iran l’Italia “si rammarica” perché Teheran “non ha colto le opportunità” per far avanzare il negoziato, ma si mantiene fedele ad una “politica del doppio binario” (sanzioni e dialogo).

A Bruxelles non mancherà una riflessione sull’Egitto, su cui l’Italia “rinnova l’invito della comunità internazionale alla moderazione tra le parti”. In generale, l’Italia “è preoccupata per la destabilizzazione dell’area, e quindi sollecita Bruxelles ad un ulteriore impegno nei confronti di un’area un po’ trascurata”. L’Unione per il Mediterraneo, ad esempio, “non è ancora decollata” e bisogna superare “gli schemi burocratici e puntare su progetti concreti”, che ineriscano lo sviluppo socioeconomico di un Maghreb in cui “la disoccupazione è molto alta e il 70% dei senza lavoro è giovane”.


Luogo:

Roma

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