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Governo Italiano

L’Italia celebra i primi 150 anni - Il secondo documento

Data:

15/02/2011


L’Italia celebra i primi 150 anni - Il secondo documento

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sul sito della Farnesina sarà pubblicata, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale.

Custoditi presso l’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune.

Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia “buon compleanno”.

Il secondo documento

2 aprile 1861: l'incaricato d'affari svizzero a Torino, Abraham Louis Tourte, al Presidente del Consiglio dei Ministri di S. M. il Re d'Italia, Camillo Benso Conte di Cavour

L’incaricato d’affari svizzero a Torino, Abraham Louis Tourte , al Presidente del Consiglio dei Ministri di S. M. il Re d’Italia, Camillo Benso Conte di Cavour L’incaricato d’affari svizzero a Torino, Abraham Louis Tourte , al Presidente del Consiglio dei Ministri di S. M. il Re d’Italia, Camillo Benso Conte di Cavour L’incaricato d’affari svizzero a Torino, Abraham Louis Tourte , al Presidente del Consiglio dei Ministri di S. M. il Re d’Italia, Camillo Benso Conte di Cavour

L'incaricato d'affari svizzero a Torino, Abraham Louis Tourte , al Presidente del Consiglio dei Ministri di S. M. il Re d’Italia, Camillo Benso Conte di Cavour

 

Turin, 2 avril 1861

 

L’envoyé extraordinaire de la Confédération Suisse à Son Excellence, Monsieur le Comte de Cavour, Président du Conseil des Ministres de Sa Majesté le Roi d’Italie

 

 

 

Excellence,

Par note du 23 courant, Monsieur le commandeur Jocteau a informé le Conseil fédéral que le Parlement National a voté, et que Sa Majesté le Roi de Sardaigne a sanctionné la loi en vertu de laquelle Victor Emmanuel II assume, pour lui et ses successeurs, le titre de Roi d’Italie.

Le Conseil fédéral me charge de remercier le Gouvernement du Roi d’Italie de cette communication, et de lui témoigner combien il a été touché des sentiments d’amitié dont, à cette occasion, il s’est montré animé envers la Suisse.

Celle-ci, de son côté, contribuera loyalement, et de tout son pouvoir, à maintenir, et à resserrer encore avec le nouveau royaume d’Italie les anciennes relation de bonne amitié qui subsistaient depuis longtemps entre Sardaigne et la Confédération.

Veuillez, Excellence, faire part au Gouvernement que vous présidez des souhaits que je forme, au nom de mon pays, en faveur de l’ère nouvelle que Sa Majesté Victor Emmanuel vient d’inaugurer pour l’Italie, et agréez l’assurance de ma très haute considération.

Traduzione:

Torino, 2 aprile 1861

 

Eccellenza,

Con nota del 23 corrente, il comandante Jocteau ha informato il Consiglio federale che il Parlamento nazionale ha votato, e che Sua Maestà il Re di Sardegna ha sanzionato, la legge in virtù della quale Vittorio Emanuele II assume, per lui e per i suoi successori, il titolo di Re d’Italia.

Il Consiglio federale mi incarica di ringraziare il Governo del Re d’Italia di questa comunicazione e di testimoniargli quanto è stato toccato dai sentimenti d’amicizia di cui, in questa occasione, egli si è mostrato animato verso la Svizzera.

Essa, per la sua parte, contribuirà lealmente, e per quanto in suo potere, a mantenere e a rinsaldare ancora con il nuovo Regno d’Italia le antiche relazioni di buona amicizia che sussistevano da così lungo tempo tra la Sardegna e la Confederazione.

Voglia, Eccellenza, far partecipe il Governo che lei presiede degli auguri che io ho formulato, a nome del mio paese, in favore della nuova era che Sua Maestà Vittorio Emanuele ha appena inaugurato per l’Italia e gradisca l’assicurazione della mia altissima considerazione.

Il Consiglio federale svizzero aveva informato Torino della sua intenzione di riconoscere prontamente il nuovo Stato, dopo che il 17 marzo il Parlamento aveva proclamato Vittorio Emanuele Re d’Italia, chiarendo tuttavia di poter procedere in tal senso solo dopo che una grande potenza avesse compiuto il primo passo.

Nell’attesa che ciò accadesse si verificò un incidente diplomatico: un giornale torinese, la Gazzetta militare, diede alle stampe un articolo in cui si parlava di una possibile tripartizione della Svizzera tra Italia, Francia ed Austria, provocando agitazione tra l’opinione pubblica elvetica e mettendo in forse le buone intenzioni del Governo di Berna. Cavour costrinse allora la Gazzetta militare a pubblicare una rettifica e comunicò alle autorità svizzere che la Corte di Torino non condivideva le tesi esposte dal giornale, giudicandole anzi assurde.

Risolto l’incidente ed ufficializzato il riconoscimento da parte della Gran Bretagna, il Consiglio federale svizzero diede mandato al suo rappresentante a Torino di comunicare al Conte di Cavour il riconoscimento elvetico.

In alto a destra, un estratto di un rapporto con testimonianza delle pressioni diplomatiche esercitate dall’Austria per impedire il riconoscimento ed il conseguente consolidamento del nuovo Regno d’Italia (“Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887”, b. 800, f. 1 “Rapporti della Legazione in Berna”).

L’archivio del MAE

L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali "La politica estera dell'Italia: testi e documenti".

L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali.

La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali.

La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.


Luogo:

Trieste

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