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Governo Italiano

Consiglio Affari Esteri: dall’Italia proposte per lo sviluppo del Mediterraneo

Data:

18/02/2011


Consiglio Affari Esteri: dall’Italia proposte per lo sviluppo del Mediterraneo

La difficile transizione nei Paesi nordafricani e in Medio Oriente sarà l’argomento principale del prossimo Consiglio Affari Esteri, in programma a Bruxelles il 20 e 21 febbraio. Il Ministro Franco Frattini presenterà ai colleghi europei un pacchetto italiano di proposte per sostenere lo sviluppo del Mediterraneo.

L’azione italiana, ha spiegato il portavoce del Ministro, Maurizio Massari, si fonda su due pilastri: in primo luogo, il “comprehensive approach” (tutti gli attori sociali devono contribuire allo sviluppo del Paese) e “l’equal partnership” (non si possono imporre ricette dall’esterno, ma bisogna condividerle con gli attori locali). Poi, “è necessaria un’azione rapida”. L’UE deve cioè assumere, insieme con gli altri partner internazionali come gli USA, un “ruolo da protagonista” a partire dall’utilizzo più efficace degli strumenti comunitari esistenti. Per l’Italia “è il momento di agire adesso”, perché lo chiedono i partner regionali coinvolti, che in cambio “devono garantire una stabilizzazione che tenga conto del rispetto dei diritti umani”.

La stabilizzazione del Mediterraneo è una priorità della politica italiana. Il 22 febbraio il Ministro Frattini sarà in Egitto, “per dare un segnale di particolare attenzione verso un Paese nostro partner strategico e con reciproci interessi”. L’Italia segue le tappe della transizione egiziana che porterà alla riforma costituzionale, al referendum popolare e ad elezioni libere e democratiche e ed “auspica che tutto ciò sia ispirato a criteri di inclusività e rappresentatività”.

L’Italia vuole anche “coinvolgere la Turchia” nel rilancio del Mediterraneo (a Bruxelles il Ministro Frattini presiederà una riunione del ‘Turkey Focus Group’, che comprende i Paesi europei maggiormente favorevoli all’ingresso di Ankara nell’UE). La Turchia, ha precisato Massari, è un modello “estremamente positivo per conciliare mondo musulmano e democrazia in un quadro di legalità e ordine costituzionale”. Tuttavia, “ogni Paese ha le sue dinamiche interne e quindi ogni transizione ha le sue logiche”.

Medio Oriente, Somalia e libertà religiose saranno gli altri temi al centro del confronto tra i Ministri degli Esteri europei a Bruxelles. Sul primo punto, ha spiegato Massari, l’Italia vuole “rilanciare il processo di pace”, attraverso un ritorno al negoziato, approfittando di questa “fase di cambiamento nell’area”. Sulla Somalia l’Alto Rappresentante Catherine Ashton anticiperà le linee di una nuova strategia. Da parte italiana, “si sollecita da tempo la nomina di un Inviato Speciale UE per il Corno d’Africa”.

Per quanto riguarda le libertà religiose, l’Italia ha accolto “con soddisfazione la menzione specifica alle minoranze cristiane” nel documento Ue che dovrà essere approvato lunedì a Bruxelles, fermo restando che l’Italia “vuole difendere tutte le minoranze religiose, che sono sempre un valore aggiunto nella crescita di una società”.

Delle minoranze ha parlato anche il Ministro dell’Ambiente iracheno, Sargon Lazar Sleiwa (unico esponente di religione cristiana della compagine governativa irachena), in Italia per incontrare i Ministri Prestigiacomo e Frattini e fare il punto sui progetti della Cooperazione Italiana. La situazione – ha ammesso – si è “deteriorata dal 2003 in poi”, dopo la caduta di Saddam Hussein, e “si sono creati ambienti in cui si sviluppano idee di discordia”. Idee, ha precisato Sleiwa, “non condivise dalla maggioranza degli iracheni”, e che tuttavia “creano tensione tra le diverse etnie”. “Tutte le confessioni sono bersaglio”, ma la strage di cristiani alla chiesa di Nostra Signora della Salvezza, il 31 ottobre scorso a Baghdad, che ha provocato oltre 50 vittime, “ha rappresentato il massimo dell’atrocità, una nuova via tracciata dal terrorismo”. Il Governo iracheno, ha spiegato il Ministro Sleiwa, ha fatto molto per ricostruire le forze di sicurezza, ma “ci sono ancora lacune sul fronte dell’intelligence e della prevenzione”. Per questo, “si ringrazia l'Italia e l'Unione Europea” per il loro sostegno ai cristiani iracheni, ma “anche per tutte le altre minoranze: il loro sforzo sia volto a contattare le leadership delle diverse confessioni, a capire le loro esigenze effettive e aiutarle a rimanere nei loro luoghi di origine”.


Luogo:

Roma

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