Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Crisi in Nord Africa e Medio Oriente: l’impegno italiano per l’assistenza e lo sviluppo

Data:

09/03/2011


Crisi in Nord Africa e Medio Oriente: l’impegno italiano per l’assistenza e lo sviluppo

Per fronteggiare le crisi in atto in Nord Africa e Medio Oriente, secondo l’Italia la strategia europea deve dispiegarsi in tre direttrici: l’immediato aiuto umanitario per alleviare le sofferenze delle popolazioni e decongestionare il concentramento di profughi di varie nazionalità; un piano di assistenza nel breve periodo per aiutare i nuovi regimi ad evolvere verso sistemi istituzionali democratici (assistenza al sistema legislativo, alla tenuta di elezioni libere e trasparenti, ecc.); la creazione di un partenariato euro-mediterraneo per lo sviluppo, che assicuri nel medio-lungo periodo tassi stabili di crescita ed equa distribuzione delle ricchezze.

La pronta risposta umanitaria italiana si è concretata nell’invio di aiuti di prima necessità (Bengasi ed Egitto), nella prima assistenza e rimpatrio dei fuggitivi dai teatri di guerra (creazione di una struttura di appoggio al campo gestito dalle Agenzie ONU in Tunisia, al confine con la Libia, e operazioni di rimpatrio di cittadini egiziani, maliani e bengalesi), nella preparazione in Italia di centri di accoglienza che possano far fronte a fenomeni di immigrazione di massa nel nostro Paese.

Nel breve e lungo periodo l’Italia può innanzitutto mettere in campo un variegato pacchetto di aiuti allo sviluppo che – tra doni, crediti di aiuto, meccanismi di conversione del debito – ammonta già ora a circa un miliardo di euro a beneficio di Paesi che vanno dal Marocco ai Territori Palestinesi. Si tratta non di rimpinguare questo già sostanzioso volume di aiuti con ulteriori impegni selezionati in base alle necessità dei singoli Paesi beneficiari, ma soprattutto di riorientarne l’utilizzo in funzione della necessità di facilitare la transizione democratica nel breve periodo, e di innescare un processo virtuoso di sviluppo nel medio e lungo.

Dialogo con la società civile e centralità delle giovani generazioni maghrebine e medio orientali: questi i pilastri di una politica italiana (ed europea). Dunque programmi di institution building istituzionale, di stimolo alla creazione di una classe di piccoli e medi imprenditori, di attenzione alle necessità dell’istruzione e dell’educazione.

L’Italia ritiene poi che il baricentro della politica europea debba spostarsi verso il Mediterraneo, che aumenti il volume degli aiuti allo sviluppo destinati a Nord Africa e Medio Oriente, che si ricorra ad un più coraggioso utilizzo degli strumenti della Politica di Vicinato e che si avvii la costruzione di un partenariato con la sponda sud del Mediterraneo. In quest’ottica il miglioramento della capacità produttiva di questi Paesi non è sufficiente, se ad essi non si offre come sbocco naturale delle loro merci anche il mercato europeo.

IMPEGNO FINANZIARIO ITALIANO PER NORD AFRICA E MEDIO ORIENTE

Egitto:

  • Conversione del debito in corso: circa 72 milioni di euro
  • Conversione del debito da negoziare: 115 milioni di euro
  • Linea di credito in corso a sostegno delle PMI egiziane: 15 milioni di euro
  • Linea di credito da avviare a sostegno delle microimprese egiziane: 13 milioni di euro

Tunisia:

  • Programma di conversione del debito in corso: 20 milioni di euro
  • Commodity Aid (linea di credito per acquisto beni settore pubblico): 95 milioni di euro
  • Linea di credito a favore delle PMI tunisine da avviare: 73 milioni di euro
  • Credito d’aiuto per un sistema di controllo delle coste contro l’inquinamento (VTS): 35 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto disponibili da negoziare a favore del settore privato: 40 milioni di euro

Algeria:

  • Conversione del debito in fase di negoziazione: 10 milioni di euro

Marocco:

  • Conversione del debito in corso: 20 milioni di euro
  • Conversione del debito da negoziare: 35 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto in fase di negoziazione: 20 milioni di euro

Siria:

  • Conversione del debito in fase di negoziazione: 14 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto disponibili da accordi 2008: 63 milioni di euro
  • Linea di credito in fase di avvio a favore delle PMI siriane: 25 milioni di euro
  • Linea di credito in fase di avvio a favore del settore agroindustriale siriano: 9 milioni di euro

Giordania:

  • Conversione del debito in fase di negoziazione: 16 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto disponibili per settore sanitario: 9 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto disponibili per settore idrico: 10 milioni di euro

Territori Palestinesi:

  • Linea di credito in corso a favore di PMI palestinesi: 25 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto in fase di negoziazione per settore agroindustriale: 40 milioni di euro

Libano:

  • Crediti d’aiuto messi a disposizione da protocolli vigenti: 132 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto disponibili da Conferenza di Parigi 2007: 37 milioni di euro

Per tutti:

alle disponibilità derivanti dalla conversione e dai crediti vanno aggiunte quelle a dono: si tratta di circa 50 milioni di euro nel triennio 2011-2013, che finanziano iniziative le più disparate, ciascuna di limitato valore finanziario (spesso si tratta di progetti di assistenza funzionali alla realizzazione dei programmi a credito o a dono).

Totale:

  • Conversione del debito: 302 milioni di euro
  • Crediti d’aiuto: 641 milioni di euro
  • Doni 50 milioni di euro

Luogo:

Rome

11421
 Valuta questo sito