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Governo Italiano

Cooperazione: due medici italiani, due vite per l’Angola ed il Vietnam

Data:

10/03/2011


Cooperazione: due medici italiani, due vite per l’Angola ed il Vietnam

Due medici, Maria Bonino e Carlo Urbani, e il loro sacrificio a favore di due Paesi, l’Angola ed il Vietnam. Due storie parallele, come raccontano Stefano Ferroni e Carlo Cibò, rispettivamente Capo Programma Iniziativa “Carlo Urbani” e Direttore della UTL di Hanoi, entrambi attualmente in servizio in Vietnam ma con un’analoga esperienza in Angola.

ANGOLA – Maria Bonino

Fra l’ottobre 2004 ed il luglio 2005 si verifica in Angola, nella provincia di Uige, al nord al confine con la Repubblica Democratica del Congo, un’epidemia di febbre emorragica. Nella suddetta provincia - particolarmente devastata da una guerra civile lunga trent’anni e pertanto priva, di fatto, di una vera rete sanitaria - opera da anni un’equipe di medici italiani dell’Ong CUAMM, che cerca con ogni mezzo possibile di venire incontro alle disperate condizioni sanitarie della popolazione locale. Una pediatra, Maria Bonino, assiste i bambini ricoverati nel reparto e ne è a stretto contatto giornaliero. In poco tempo contrae la malattia e muore, a causa di questa infezione, il 24 marzo 2005, a Luanda.

VIETNAM – Carlo Urbani

Nello stesso periodo anche il Vietnam non sfugge ad una epidemia di una malattia polmonare sconosciuta, altamente contagiosa, dagli esiti virulenti e quasi sempre mortali. Viene allertata l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che incarica del caso un suo funzionario, il medico italiano Carlo Urbani. Nonostante il parere inizialmente contrario delle autorità locali, Urbani riesce a porre in quarantena l’ospedale ed a mettere in pre-allarme tutte le istituzioni competenti in materia sanitaria, salvando di fatto il Vietnam da una epidemia. Ma i frequenti contatti avuti con i pazienti gli sono fatali. Il 29 marzo del 2003, dopo un brevissimo decorso della malattia, Carlo Urbani muore in un ospedale di Bangkok, dove si era auto-isolato per impedire la diffusione dell’epidemia.

Due storie simili. Due medici italiani. Due continenti fra loro lontani. Due malattie virali in genere confinate al mondo animale. Due epidemie terribili a rapida diffusione ed elevata mortalità. Nessuna cura o vaccino per fermarle. Sono le cosiddette malattie emergenti sempre più frequenti, spesso imprevedibili e con pochi rimedi a disposizione nell’arsenale medico.

La risposta della Cooperazione italiana alla minaccia rappresentata dall’insorgere delle malattie respiratorie nell’area del sud-est asiatico ed, in particolare, in Vietnam, è stata il finanziamento di una iniziativa volta a fornire al Paese uno strumento adeguato per la prevenzione, la ricerca, la formazione e la terapia nell’ambito delle affezioni respiratorie di particolare gravità Attraverso questo progetto, che si trova attualmente nel secondo triennio di svolgimento, è stato già inaugurato un laboratorio di alta sicurezza biologica - di livello 3 - ed in corso di realizzazione una unità di cura intensiva. Sono previsti ulteriori ampliamenti delle suddette strutture grazie alle sinergie che verranno create con le attività che saranno finanziate con i fondi a credito concordati a fine 2010.

Nel complesso verrà quindi costituito un vero Centro di ricerca nel settore sanitario (denominato “Centro Carlo Urbani per lo Studio delle Infezioni Respiratorie”), situato presso la facoltà di medicina dell’Ospedale Universitario di Huè nel Vietnam centrale.


Luogo:

Rome

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