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Governo Italiano

La Cooperazione italiana in Tunisia: sintesi degli interventi

Data:

25/03/2011


La Cooperazione italiana in Tunisia: sintesi degli interventi

Paese tradizionalmente vicino alla Tunisia e solidale nei suoi confronti (con aiuti DGCS pari a circa 185 milioni di euro negli ultimi 3 anni) l’Italia è immediatamente intervenuta sul piano umanitario, con aiuti di emergenza immediati, per allentare la pressione esercitata al confine tra Tunisia e Libia dalle popolazioni fuoriuscite dalla Libia

1. Interventi umanitari e d’emergenza

Poche ore dopo la richiesta delle Autorità tunisine di contribuire al rimpatrio dei cittadini stranieri recatisi al confine tra Tunisia e Libia, l’Italia ha avviato un’operazione umanitaria consistita nell’invio sul campo di un advanced team, nell’immediato rimpatrio delle popolazioni interessate, nella costituzione di un presidio che funge da coordinamento internazionale per le operazioni ancora in corso e nell’equipaggiamento dei campi di accoglienza.

2. Strategie di medio-lungo periodo

o Accompagnamento alla transizione democratica.

La DGCS intende ora sostenere il Paese nell’importante transizione in atto, con azioni a favore dell’Institution Building ed a consolidamento del sistema istituzionale democratico e della Good Governance, soprattutto nel settore privato (con particolare riferimento alle piccole e medie imprese), dove l’Italia vanta un indubbia storia di successo.

o Sostegno alla crescita economica

PMI: L’Italia sostiene la crescita economica tunisina nel settore attraverso importanti strumenti quali il Programma di sostegno alla bilancia dei pagamenti (95 milioni di euro) e numerose linee di credito per le PMI avviate e completate sempre con successo. Lanceremo ora una nuova linea di credito da 73 milioni di euro appena approvata, un programma di assistenza tecnica da 9,5 milioni di euro a dono per il settore privato (5 milioni sono immediatamente erogabili e siamo in attesa dell’avvio da parte tunisina) e la disponibilità a finanziare una nuova linea di credito da 40 milioni di euro.

Ambiente e turismo: Intendiamo concentrare la nostra attenzione sullo sviluppo delle regioni costiere, dal punto di vista ambientale, turistico e della sicurezza marittima. Programmi già predisposti (creazione di una rete radar per il monitoraggio delle coste) o già approvati (programma per la protezione del Mediterraneo e programma per la diversificazione dell’offerta turistica) permetteranno di innescare un ciclo virtuoso di sviluppo nelle regioni interessate.

3. l’Italia intende sostenere con decisione in ambito UE una ridefinizione delle risorse e degli strumenti a disposizione per il Mediterraneo e sollecitare un accresciuto sforzo finanziario sia a livello di Commissione che dei singoli Stati membri.

ATTIVITA’ DI ASSISTENZA UMANITARIA

ALLE POPOLAZIONI IN FUGA DALLA LIBIA VERSO LA TUNISIA

Punto di situazione al 22 marzo

Come noto, quale conseguenza della crisi in atto in Libia si sono registrati massicci movimenti di popolazione verso i paesi limitrofi. Ad oggi, secondo quanto riportato dall’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dall’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), 335.658 persone hanno lasciato la Libia attraversando le frontiere dei Paesi limitrofi. Di esse: 170.614 sono fuggite in Tunisia, 143.349 in Egitto, 9.727 in Niger, 9.168 in Algeria e 2.800 in Sudan.

In Tunisia si è registrato il più alto numero di persone in fuga dalla Libia pari complessivamente a 170.614 con nazionalità tunisina, egiziana, sudanese, filippina, vietnamita, somala, ghanese, maliana, bangladese, irachena ed altre.

Al confine libico-tunisino, l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e l’OIM hanno, rispettivamente, allestito un campo di accoglienza a Choucha (8 Km dal valico di Ras Edjir) e realizzato operazioni di identificazione e rimpatrio dei fuoriusciti.

Al momento, nel campo di accoglienza di Choucha, si registra un sensibile calo di presenze di fuoriusciti, ora stimato a 4.748 persone, che rimangono in attesa di evacuazione (ghanesi, ivoriani, sudanesi, bangladeshi, nigeriani, liberiani) o per le quali vi sono obiettive difficoltà nel procedere al rimpatrio (trattasi in particolare di 973 persone di cui 803 somali e 170 eritrei). Il campo di Choucha risulta ben gestito da UNHCR e dalle Autorità tunisine (Ministero della Difesa, Ministero della Sanità e Mezza Luna Rossa) ed occupato al di sotto della sua capacità (20.000 persone).

Dopo l’adozione della Risoluzione CdS n 1973, si sono registrati, il 19 marzo, 3.569 transiti verso la Tunisia di cui 38 tunisini, 1.285 libici e 2.236 di paesi terzi; il 20 marzo si sono registrati 2.457 transiti ed il 21 marzo 3.141 persone hanno attraversato la frontiera.

La risposta umanitaria

La risposta Italiana alla situazione di emergenza umanitaria determinata dalla fuga di popolazione dalla Libia verso la Tunisia si è tradotta nella realizzazione di interventi sia in via bilaterale che in via multilaterale:

Ø L’avvio dell’operazione. A partire dal 3 marzo, a seguito delle determinazioni del Consiglio dei Ministri, è stata lanciata l’operazione umanitaria italiana volta ad assistere e rimpatriare la popolazione in fuga dalla Libia. A tal scopo il Ministero degli Esteri tramite la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha coordinato la risposta coinvolgendo altri attori istituzionali quali la Protezione Civile, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno (in particolare Vigili del Fuoco), il Ministero della Salute, la Croce Rossa Italiana.

Ø Il presidio italiano. E’ stato quindi inviato il 4 marzo, in Tunisia un advanced team con lo scopo di prendere contatto con le Autorità tunisine e le Agenzie UN nell’area di Ras Ejder per avviare le procedure di evacuazione degli sfollati e valutare le modalità di installazione di un presidio italiano all’ interno del campo di accoglienza di Choucha gestito da UNHCR.

Il presidio italiano, costituito da quattro tende della Protezione Civile, è operativo e consente di fornire assistenza alla popolazione in fuga e cooperare nelle operazioni di rimpatrio. Tale postazione ospita anche personale dell’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) e di UN OCHA (United Nations Office for Coordination of Humanitarian Affairs), della Commissione Europea (DG ECHO) nonché rappresentanti delle Ambasciate dei Paesi che registrano fuoriusciti e della Protezione Civile tunisina, rappresentando, al momento il centro di coordinamento e pianificazione.

Ø Il rimpatrio di fuoriusciti. Contemporaneamente, d’intesa con le Autorità tunisine e nel quadro del coordinamento prestato da UNHCR ed OIM è stato avviato un ponte aereo con C-130 dell’Aeronautica Militare e vettori Alitalia per il rimpatrio di cittadini di paesi terzi in particolare egiziani. In dettaglio, sono stati realizzati 6 voli, di cui 3 verso l’Egitto, 1 verso il Mali e 2 verso il Bangladesh. Nel corso dell’operazione sono stati rimpatriati complessivamente 863 persone.

Ø L’assistenza umanitaria ai non rimpatriati. La Cooperazione Italiana ha predisposto l’immediato stanziamento di 300.000 Euro presso l’Ambasciata d’Italia a Tunisi con lo scopo di prestare assistenza alla popolazione non ancora rimpatriata e presente nel campo di Choucha. Al riguardo sono in corso primi interventi da parte dell’Ufficio di Cooperazione in loco nel settore igienico-sanitario ed è stato fornito sostegno diretto a nuclei familiari con elevato numero di bambini e perciò particolarmente vulnerabili. In aggiunta sono in fase di definizione ulteriori interventi volti a migliorare le condizioni di vita del campo di accoglienza quali la realizzazione di un punto di telefonia per consentire alle persone presenti nel campo di poter telefonare alle proprie famiglie.

In aggiunta, nel campo di Choucha è previsto il prossimo allestimento (sabato 26 marzo) di due tensostrutture fornita dalla Protezione Civile e volto ad allestire un consultorio psicologico su richiesta del Ministero della Salute tunisino e dell’ OIM.

Ø Fornitura di una unità di cucina da campo della Croce Rossa Italiana d’intesa con la DGCS.

La Croce Rossa italiana, d’intesa con la Mezza Luna Rossa tunisina e la Federazione Internazionale di Croce Rossa, preposizionerà una unità di cucina campale in grado di fornire sino a 4.000 pasti giornalieri caldi per i beneficiari del Transit Camp che IFRC e Mezza Luna Rossa tunisina stanno allestendo presso il confine libico-tunisino. Il campo è attualmente previsto per 2.000 persone con la possibilità di essere ampliato sino a 10.000 persone qualora la situazione lo richiedesse. Il trasporto, composto da 22 mezzi e 40 unità di personale CRI, partito via mare da Civitavecchia il 23 marzo per giungere a Tunisi il 24 per poi proseguire per il confine dove è previsto giungere non prima di sabato 26 marzo. La Cooperazione italiana, per tale operazione, ha assicurato la copertura dei costi di trasporto dell’intera colonna dà e per la Tunisia.

Ø L’assistenza umanitaria tramite multilaterale. Sul canale multilaterale la Cooperazione Italiana, al fine di fornire assistenza sanitaria alla popolazione in fuga dalla Libia e presente al confine libico-tunisino, ha messo a disposizione dell’OMS ulteriori 5 kit sanitari utili a curare patologie generali per 50.000 casi.

In aggiunta, un contributo volontario del valore di 500.000 Euro è stato impegnato in risposta all’appello “Libya evacuation and stabilization project”, del valore di 11 milioni di USD, lanciato dall’OIM e volto a facilitare il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi fuggiti verso Egitto e Tunisia fornendo accoglienza e assistenza umanitaria d’emergenza ai migranti ed assicurando, in particolare, le procedure di identificazione e dei fuoriusciti che sono stati rimpatriati.

Attualmente la pressione al campo di accoglienza di Choucha (Tunisia) è contenuta. L’Italia mantiene tuttavia attivo il coordinamento interistituzionale e, in raccordo con gli altri donatori e le Organizzazioni Internazionali, alla luce delle evoluzioni della situazione in Libia, presta attenzione ad eventuali criticità che potrebbero provocare nuove ondate di fuoriusciti dalla Libia. Al momento la priorità rimane quella di procedere al rimpatrio di cittadini di paesi terzi, stimati da OIM al confine libico-tunisino in 2.000 persone (per i tre quarti bangladeshi).

Le iniziative della Cooperazione italiana

Secondo gli ultimi dati pubblicati nel 2010 da UNDP, nella classifica dei paesi stilata in base all’Indice di Sviluppo Umano (ISU), la Tunisia si colloca al 81° posto su 169 Paesi. Il PIL pro capite si attesta a $8.509, e il tasso di disoccupazione resta elevato, soprattutto tra i giovani, al 14%.

Uno sguardo d’insieme ai settori dell’intervento italiano in corso

Ø EMERGENZA.

A partire dal 3 marzo, la DGCS ha coordinato l’intervento umanitario al confine tra Tunisia e Libia, coinvolgendo altresì la Protezione Civile, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Salute, la Croce Rossa Italiana.

§ Un advanced team è stato immediatamente inviato nell’area di Ras Ejder per avviare le procedure di evacuazione degli sfollati e l’installazione di un presidio italiano all’ interno del campo di accoglienza di Choucha, gestito da UNHCR, per l’assistenza alla popolazione in fuga e per le operazioni di rimpatrio. Il presidio rappresenta, al momento il centro di coordinamento e pianificazione delle operazioni nell’area.

§ Contemporaneamente, è stato avviato un ponte aereo con C-130 dell’Aeronautica Militare e vettori Alitalia per il rimpatrio di cittadini egiziani(3 voli), maliani (1 volo) e bengalesi (2 voli). Sono state rimpatriate complessivamente 863 persone.

§ La DGCS ha stanziato 300.000 euro presso l’Ambasciata d’Italia a Tunisi per l’assistenza alla popolazione ancora presente nel campo di Choucha, dove è altresì previsto il prossimo allestimento (sabato 26 marzo) di due tensostrutture fornite dalla Protezione Civile e di un consultorio psicologico.

§ La Croce Rossa italiana installerà una unità di cucina campale in grado di fornire sino a 4.000 pasti giornalieri caldi per i beneficiari del Transit Camp che IFRC e Mezza Luna Rossa tunisina stanno allestendo presso il confine libico-tunisino. La DGCS ha assicurato la copertura dei costi di trasporto dell’intera colonna.

§ Sul canale multilaterale la DGCS ha messo a disposizione dell’OMS 5 kit sanitari utili a curare patologie generali per 50.000 casi. In aggiunta, un contributo volontario da 500.000 euro è stato impegnato in risposta all’appello “Libya evacuation and stabilization project”, del valore di 11 milioni di USD, lanciato dall’OIM e volto a facilitare il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi fuggiti verso Egitto e Tunisia.

Ø SETTORE PRIVATO.

o Il Comitato Direzionale del 16 marzo u.s. ha approvato una linea di credito (l’ottava) a favore delle Piccole e Medie Imprese tunisine da 73 milioni di euro, che potrebbe beneficiare di un tasso di concessionalità straordinariamente elevato, che rende il credito d’aiuto equiparabile a un dono.

o L’Italia ha recentemente destinato 9 milioni di euro a dono al rafforzamento e ammodernamento delle Piccole e Medie Imprese tunisine attraverso un programma di cooperazione tecnica.

o Sosteniamo la bilancia commerciale tunisina con un programma da 95 milioni di euro a credito d’aiuto che finanzia l’acquisto da parte del settore pubblico tunisino di beni prodotti da imprese italiane.

Ø AMBIENTE.

o L’Italia ha recentemente destinato un dono da 9,5 milioni di euro (di cui 1 milione di euro già erogati) ad un programma di protezione del Mar Mediterraneo e di preservazione delle risorse naturali tunisine, volto a mitigare i cambiamenti climatici. Il programma è in fase di avvio e si avvarrà della collaborazione del Ministero dell’Ambiente.

o Finanziamo la costruzione di due dighe per l’irrigazione nella regione di Sfax con 8 milioni di euro a dono e la creazione di tre discariche nei Governatorati di Madhia, Tozeur e Zaghouan con circa 13 milioni di euro a credito d’aiuto.

o È allo studio, inoltre, un programma di creazione di una rete radar contro l’inquinamento marino da 35 milioni di euro a credito d’aiuto (anch’esso con un tasso di concessionalità che lo rende equiparabile a un dono).

Ø TURISMO.

o Abbiamo recentemente destinato 9 milioni di euro a dono ad un programma per la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale tunisino, che consentirà la diversificazione dell’offerta turistica (creazione di nuovi circuiti turistici eco-culturali) attraverso la formazione degli operatori turistici (creazione di 30 scuole pilota) ed il sostegno alle piccole imprese attive nel settore.

Ø SANITA’.

o L’Italia finanzia con 1 milione di euro a dono l’unico programma nazionale per la prevenzione del cancro femminile al seno (diagnostica precoce e sensibilizzazione della popolazione femminile).

o È in corso un progetto da 2 milioni di euro per il reinserimento sociale delle persone disabili, attraverso il rafforzamento delle competenti istituzioni pubbliche e Associazioni di settore.

o Abbiamo recentemente destinato 6,5 milioni di euro a dono ad un programma centrato sull’inserimento scolastico dei giovani disabili, sui cancri femminili e sulla salute materno-infantile.


Luogo:

Roma

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