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Governo Italiano

Libia: Gruppo di contatto a Doha, partecipa il Cnt

Data:

13/04/2011


Libia: Gruppo di contatto a Doha, partecipa il Cnt

La crisi libica è al centro della seconda riunione del Gruppo di Contatto a Doha. L’obiettivo sarà proseguire il confronto, avviato a Londra, per trovare una soluzione politica per l'uscita di scena di Gheddafi e l'avvio di una transizione che porti alla costituzione della 'nuova Libia'. Partecipano i rappresentanti di venti Paesi. Ci sarà il primo intervento ufficiale del Consiglio nazionale di transizione.

I rappresentanti del Cnt - come ha riferito ieri Frattini dopo averli incontrati - proporranno una road map "molto precisa" per la transizione democratica della Libia: "Due settimane dopo l'uscita di scena di Gheddafi loro sono pronti a varare un comitato nazionale costituente per adottare una costituzione libica e preparare poi entro pochi mesi le elezioni generali e le elezioni presidenziali".

Il Cnt può contare sul pieno sostegno dell’Italia. Da parte dell'Italia c'è la disponibilità a garantire al Cnt un aiuto alla 'institution building' con l'invio di esperti per le attività e il funzionamento della nuova amministrazione e un team di tecnici per la logistica portuale a Bengasi. Inoltre, la terza conferenza del Gruppo di contatto - prevista a Roma nella prima decade di maggio - sarà focalizzata sull'aspetto umanitario.

L’Italia vuole “mettere i ribelli libici in condizioni di difendersi” e chiede al Gruppo di contatto riunito a Doha di valutare la possibilità di fornire “materiale per l’autodifesa e assistenza di intelligence e nelle comunicazioni”. Lo ha spiegato il portavoce del Ministro degli Esteri, Maurizio Massari, a margine della riunione nella capitale del Qatar. La risoluzione 1973 dell’Onu, ha ricordato Massari, indica la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti necessari per proteggere i civili. Massari ha inoltre escluso un incontro a Doha tra il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, e l’ex collega libico, Mussa Kussa, che peraltro non partecipa ai lavori del Gruppo di Contatto sulla Libia.

L’Italia resta contraria ad un’azione di terra, ma questa ipotesi non è sul tavolo a Doha. E c’è perplessità anche sull’ipotesi di partecipare con gli aerei italiani ai bombardamenti, per via della storia coloniale italiana, anche se Frattini ha spiegato: "Vedremo cosa ci chiederà il presidente del Cnt Abdul Jalil: se vi fosse una richiesta tranquillizzante in questa situazione, la nostra riluttanza, che è forte, potrebbe essere rivista".


Luogo:

London

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