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Governo Italiano

Cooperazione: Iniziative per i minori nei Territori Palestinesi

Data:

29/04/2011


Cooperazione: Iniziative per i minori nei Territori Palestinesi

Per celebrare la chiusura del progetto “Diritti dei minori in Palestina: tutela giuridica e psico-sociale” promosso dalla ONG Oxfam Italia (ex Ucodep) in collaborazione con la controparte palestinese DCI- Defence for Children International, Oxfam Italia ha organizzato il workshop ”Gli interventi a favore dell’Infanzia nei TOP: criticità e nuovi orizzonti nel settore psico-sociale”, evento conclusivo delle attività progettuali che suggella la forte sinergia creatasi in questi anni di collaborazione tra Oxfam Italia e il DCI. Il finanziamento della Cooperazione Italiana, dal 2004 ad oggi, ha permesso la creazione di tre centri per la tutela dei minori a Hebron, Betlemme e Nablus, sviluppando un sistema di aiuto legale e psico-sociale per i minori in difficoltà, e monitorando costantemente le violazioni dei loro diritti fondamentali. All’evento erano presenti i rappresentanti dell’Ufficio di cooperazione Italiana a Gerusalemme, del Ministero degli Affari Sociali palestinese, di Oxfam Italia e della controparte locale DCI. Come ha ricordato Riccardo Sansoni, responsabile dell’Ufficio Mediterraneo e Medio Oriente di Oxfam Italia, “il seminario e’ il risultato di un processo lungo e continuativo nel tempo. Alcuni anni fa, abbiamo iniziato a pensare a come lavorare nel settore psico-sociale, a quali interventi sarebbero stati necessari e già nel 2003 abbiamo stabilito la prima partnership con DCI e altre associazioni locali, coinvolgendo anche istituzioni e università italiane.”

I lavori si sono aperti con il discorso introduttivo del rappresentante della Cooperazione Italiana Francesco Tropea che ha colto l’occasione per ricordare la difficile situazione in cui vivono i minori nei territori Palestinesi e si e’ felicitato per gli eccellenti risultati raggiunti, grazie alla piena collaborazione di Oxfam Italia, DCI e delle istituzioni palestinesi, in un campo cosi delicato e di grande importanza per le nuove generazioni.

Il progetto, che ha beneficiato di un contributo DGCS per un valore di circa 657 mila euro, ha contribuito ad un effettivo riconoscimento dei diritti dei minori in Palestina. Costante e’ stato il sostegno del governo palestinese e delle autorità locali, in termini di supporto istituzionale e di coinvolgimento diretto del proprio personale nelle attività progettuali.

L’intervento progettuale ha promosso il miglioramento della tutela giuridica e psico-sociale dei minori attraverso attività di formazione rivolti agli operatori giuridici, l’attivazione di servizi di supporto psicologico e legale, attività di partecipazione diretta dei minori nei processi di sviluppo e di crescita comunitaria, e mediante il coinvolgimento della comunità locale.

Il traguardo principale del progetto è consistito nella creazione di un centro di servizi per la tutela dei minori nella municipalità di Nablus, in pieno funzionamento e con numerose attività, che si aggiunge ai due centri di Betlemme e Hebron riabilitati da Oxfam Italia grazie a un precedente progetto finanziato e promosso dal Ministero degli Affari Esteri Italiano “Riabilitazione e potenziamento di due centri di aggregazione per bambini e adolescenti nelle città di Betlemme e Hebron” realizzato tra il luglio 2004 e settembre 2005.

Altro progetto, appena concluso è sullo “sviluppo delle risorse sociali ed educative a favore della popolazione minorile di Beit Ula, distretto di Hebron, Cisgiordania” co-finanziato dalla Cooperazione Italiana con un contributo di 256 mila euro e promosso dalla ONG italiana Terres des Hommes in collaborazione con la controparte palestinese Beit Ula Cultural Center di Beit Ula (BUCC), cittadina di circa 11.000 abitanti che si trova a nord-ovest di Hebron, in Cisgiordania. La cerimonia i chiusura del progetto che lascia nelle mani della comunità locale un centro di aggregazione, in piena attività, per i bambini e gli adolescenti di Beit Ula, si e’ svolta presso il Bir Al Qus Garden di Bet Ula.

Alla cerimonia, cui hanno presenziato oltre ai capi progetto, il Console Aggiunto Storaci e il Governatore di Hebron, Kamel Hamed, ha partecipato gran parte della popolazione di Beit Ula. “Sono orgoglioso di essere qui per testimoniare la chiusura di un progetto molto importante per la Cooperazione Italiana, la cui sostenibilità sarà ampiamente assicurata grazie anche alle sinergie avviate con altri donatori internazionali. Indispensabile e’, infatti, la cooperazione di tutti gli attori della comunità internazionale a sostegno della società palestinese” – ha commentato il Console Storaci.

Il progetto ha favorito la formazione e la crescita dei giovani di Beit Ula proponendo una serie di attività stimolanti ed interessanti. Considerata la centralità della famiglia, sono stati creati spazi e momenti formativi ed informativi per i genitori dei ragazzi, indirizzati in particolare alle madri e volti a valorizzare il ruolo della donna. Tali incontri hanno offerto alle donne di Beiut Ula la possibilità di confrontarsi su problematiche quotidiane, personali e legate ai figli.

Tutte le attività realizzate nel Centro hanno una particolare attenzione per l’integrazione dei minori con disabilità fisiche e psichiche o con problemi relazionali. In un’ottica inclusiva, la ristrutturazione del centro e stata realizzata coinvolgendo i giovani in un percorso di progettazione partecipata guidata da un architetto. Il centro, restaurato e ampliato, e' composto ora da quattro locali dove si svolgono le attività invernali, mentre quelle estive si tengono in un giardino alla periferia della cittadina. Il centro e’ stato ristrutturato eliminando barriere architettoniche, la biblioteca e il computer center sono stati spostati al piano terra così da essere accessibili anche ai ragazzi con difficoltà motorie. Nel giardino Bir Al Qus e’ stata creata una rampa immersa nel verde, utilizzata indistintamente da persone disabili e non per accedere ai locali coperti.

Programmi specifici sull’educazione alla salute e artistica sono stati e continuano ad essere rivolti ad operatori ed insegnanti. In collaborazione con il Ministero dell’Educazione Palestinese si offrono ai bambini corsi bisettimanali di supporto scolastico, di informatica e scrittura creativa. Per permettere a un numero maggiore di ragazzi di partecipare alla vita del centro si e' creata una rete di trasporti, e i formatori del BUCC hanno iniziato a svolgere attività di formazione anche all’interno delle scuole.

I campi estivi, le proiezioni di film, i tornei sportivi, le gite conoscitive, le esposizioni di lavori manuali, le esibizioni teatrali e i laboratori artistici sono pianificati insieme agli educatori del centro, riflettendo i bisogni e le problematiche rilevate nella popolazione giovane che frequenta il BUCC. La metodologia di lavoro privilegia il coinvolgimento di strumenti artistici, quali il teatro, la narrazione di storie, l’arte terapia con l’uso di materiali e colori, il canto, la danza.

La creazione di una rete di contatti con associazioni locali e il supporto di tutta la comunità di Beit Ula permetterà al centro di continuare ad operare, anche a conclusione del progetto. Il BUCC, in effetti, ha già ottenuto due nuovi finanziamenti da donatori internazionali, interessati a sostenere un progetto che, considerati gli importanti risultati raggiunti, e’ una delle best practice della Cooperazione Italiana.

Luogo:

Roma

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