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Governo Italiano

ONU: “Governance globale e riforma del Consiglio di Sicurezza’’. L’Italia rilancia il confronto e la sua proposta

Data:

13/05/2011


ONU: “Governance globale e riforma del Consiglio di Sicurezza’’. L’Italia rilancia il confronto e la sua proposta

Con l’intento di allargare il confronto, rilanciare la proposta dell’Italia che prevede, fra l’altro, una particolare attenzione all’accresciuto ruolo di organizzazioni regionali come l’Unione Europea e l’Unione Africana e riprendere il negoziato intergovernativo a New York con spirito di dialogo e di consenso, si svolgerà lunedì prossimo alla Farnesina la seconda conferenza sui temi legati alla riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Circa 100 delegazioni, tre quarti delle quali rappresentate dai loro Ministri o viceministri degli Esteri. Oltre un terzo delle delegazioni proviene dal Continente Africano, che pur essendo oggetto del 70% delle decisioni del Consiglio di Sicurezza è storicamente sotto rappresentato. Rispetto al 2009 la base dei partecipanti è aumentata del 30% è significativo delle aspettative e dei valori che sono alla base della riunione che intende promuovere un riforma del Consiglio di sicurezza che sia inclusiva e che tenga conto della complessità dello scenario globale attuale.

I temi oggetto della Conferenza: Dimensione Regionale, Criteri per la selezione dei membri del Consiglio e Metodi di lavoro, emersi dal negoziato intergovernativo in corso in Assemblea Generale, rappresentano altrettanti nodi centrali nel percorso verso una soluzione condivisa e per consenso. Una soluzione, cioè che sia fondata su un compromesso fra le varie componenti della Comunità internazionale, che metta da parte gli interessi nazionali e cerchi di trovare formule che aumentino l’efficacia e la trasparenza delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e della sicurezza.

Il cosiddetto approccio regionale, secondo la proposta italiana, include la definizione del ruolo delle organizzazioni regionali vere e proprie, dei gruppi regionali in cui si articola la membership delle Nazioni Unite ed altre dimensioni e aggregazioni regionali nella prospettiva di un Consiglio riformato. Di qui la particolare attenzione verso l’Ue e l’Unione Africana. Nella prospettiva di riforma del Consiglio di Sicurezza non può non rientrare la dimensione regionale. La legittima rappresentanza di ogni Continente ed un’efficace governance della sicurezza collettiva non potranno realizzarsi – per l’Italia - senza il coinvolgimento delle Organizzazioni regionali, Unione Europea e Unione Africana in primo luogo, che sono ormai attori di primo piano nella scena internazionale, anche se ciò non potrà avvenire in maniera diretta, ma attraverso un sistema di elezione a rotazione dei loro membri, che rappresentino in CdS posizioni del gruppo regionale, anziché quelle strettamente nazionali. Gli altri due temi si riferiscono ai principi ed ai criteri di selezione dei membri in un CdS riformato nonché ad una maggiore trasparenza dei metodi di lavoro che può comportare una sua maggiore efficacia.

Partendo dai principi della Carta delle Nazioni Unite, il criterio cardine dovrebbe essere quello del contributo che un paese da’ in termini di rispetto della legalità internazionale, finanziario e di risorse umane e logistiche per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali. E’ infine convinzione diffusa che la trasparenza dell’attività del Consiglio di Sicurezza dovrebbe essere accresciuta e si contano numerosi appelli ad intensificare le consultazioni del Consiglio con gli Stati non membri ad una più ampia e tempestiva diffusione delle bozze di documenti e a tenere un numero maggiore di riunioni aperte. In sostanza si chiede un miglioramento dei metodi di lavoro del Consiglio che consenta alle Nazioni Unite di reagire tempestivamente ed efficacemente alle minacce alla pace e alla sicurezza internazionali.

 


Luogo:

Cagliari

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