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Governo Italiano

L’Italia celebra i primi 150 anni

Data:

08/06/2011


L’Italia celebra i primi 150 anni

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sul sito della Farnesina sarà pubblicata, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale.

Custoditi presso l’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune.

Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia "buon compleanno".

 

Il decimo documento

Torino, 6 luglio 1861

Il Rappresentante del Portogallo a Torino, Ministro José Ferreira Borges de Castro scrive al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri di S. M. il Re d’Italia, Barone Bettino Ricasoli

Al momento della richiesta di riconoscimento da parte del Regno d’Italia in Portogallo si fronteggiavano due schieramenti: da una parte la maggioranza parlamentare di inclinazione spiccatamente liberale, propensa a simpatizzare per la causa nazionale italiana; dall’altra la Corona, conservatrice e cattolica, meno incline ad andare incontro alle esigenze di un governo che aveva osato impadronirsi di una parte dello Stato pontificio. Uno dei luoghi comuni più radicati tra le cancellerie delle grandi potenze nell’800, descriveva il Portogallo come una sorta di fedele esecutore delle politiche disegnate dalla Gran Bretagna. Anche per tale motivo il nostro rappresentante a Lisbona, Ministro La Minerva, era dell’opinione che sarebbe stato sufficiente ottenere il riconoscimento inglese per vincere le resistenze della monarchia. Nei fatti a Lisbona continuarono a prevalere per alcuni mesi le correnti conservatrici che fecero leva sull’esigenza di non essere la prima potenza cattolica a concedere il riconoscimento al nuovo Regno d’Italia. Solo a fine giugno, dopo che la Francia aveva proceduto in tal senso, il Portogallo si determinò a comunicare ufficialmente il suo riconoscimento, con la nota che qui si riproduce, consegnata dall’Ambasciatore di Portogallo a Torino, Ferreira Borges de Castro, al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano Ricasoli. Il documento è tratto dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887” , b. 749, f. “Note della Legazione del Portogallo 1861”.

Trascrizione:
Turin, 6 juillet 1861

Monsieur le Baron,

Le Gouvernement de Sa Majesté, tout en me transmettant copie de la Note qui a été adressée le 27 du mois passé à Monsieur le Comte de la Minerva pour lui communiquer que Sa Majesté le Roi Dom Pedro V a reconnu le titre des Roi d’Italie, que Sa Majesté Victor Emmanuelle II, d’accord avec le vote du Parlement italien, avait pris pour Lui et Ses Successeurs, m’ordonne de porter ce fait à la connaissance de Votre Excellence, et en même temps de vous prévenir que le Gouvernement de Sa Majesté Très-Fidèle n’entend pas renoncer, par l’acte de reconnaissance du Royaume d’Italie, au droit , qu’il tien, de faire partie d’un Congrès des Puissances Européennes qui ait à résoudre définitivement les questionnes aux quelles l’organisation du même Royaume peut donner lieu.

En remplissant, donc, auprès de Votre Excellence les ordres qui me son enjoints, je saisis l’occasion pour vous renouveler, Monsieur le Baron, les assurances de ma haute considération

Traduzione:
Torino, 6 luglio 1861

Sig. Barone,

Il Governo di Sua Maestà, trasmettendomi copia della Nota che è stata indirizzata il 27 del mese scorso al Sig. Conte della Minerva per comunicargli che Sua Maestà il Re Pietro V ha riconosciuto il titolo di Re d’Italia, che Sua Maestà Vittorio Emanuele II, in accordo col voto del Parlamento italiano, ha preso per Sé e i Suoi Successori, mi ordina di portare questo fatto alla conoscenza di Vostra Eccellenza, e allo stesso tempo di avvertirvi che il governo di Sua Maestà Fedelissima non intende rinunciare, attraverso l’atto di riconoscimento del Regno d’Italia, al diritto, che egli detiene, di far parte di un Congresso di Potenze Europee, che si proponga di risolvere definitivamente le questioni alle quali l’organizzazione del Regno stesso può dare luogo. Espletando, dunque, presso Vostra Eccellenza, gli ordini che mi sono stati impartiti, colgo l’occasione per rinnovarvi, Sig. Barone, le rassicurazioni della mia alta considerazione.

L’archivio del MAE
L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali "La politica estera dell'Italia: testi e documenti".L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali.La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali.La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.


Luogo:

Roma

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