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Governo Italiano

Focus-Libia:Frattini, ora soluzione politica

Data:

14/06/2011


Focus-Libia:Frattini, ora soluzione politica

"La situazione non è di stallo, nessuno pensava di fare piazza pulita a colpi di bombe, non era questo l'obiettivo, non era l'obiettivo quello di uccidere né Gheddafi né la sua famiglia, ma la situazione ha consentito di salvare migliaia e migliaia di vite umane. Ora occorre una soluzione politica per l'uscita di scena di questo regime". Lo ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini, a Fiesole all'Istituto Universitario Europeo, rispondendo alla domanda se in Libia ci sia una situazione di stallo. "Il Consiglio nazionale transitorio - ha poi osservato il Ministro - che viene riconosciuto ogni giorno da importanti Paesi, da ultimo la Germania, ci ha proposto come soluzione un governo di riconciliazione nazionale che includa Tripoli e la Tripolitania ma escluda il rais e la sua famiglia. Questa è una condizione minima, specialmente dal momento in cui il procuratore della Corte penale internazionale chiede che Gheddafi sia arrestato".

Le decisioni del Gruppo di Contatto, riunito ad Abu Dhabi il 9 giugno scorso, vanno nella direzione della soluzione politica indicata da Frattini. Il Gruppo, che indica come modello da seguire quello italiano (la dichiarazione Italia-Cnt firmata il 31 maggio a Bengasi), “incoraggia i partecipanti a esplorare vie e strumenti nazionali per fornire aiuti finanziari sostanziali al Cnt, attraverso i meccanismi che consentano a entità controllate dal Cnt di esportare idrocarburi e fornire garanzie", per rispondere alle "urgenti necessità della popolazione. Il futuro governo della Libia – si afferma nel documento finale della riunione - dovrà onorare gli obblighi finanziari assunti dal Consiglio nazionale transitorio" ed "il Gruppo di contatto lavorerà con il futuro governo libico per assicurare che i crediti forniti al Cnt siano assunti dal successivo governo". "I partecipanti sottolineano anche - prosegue la dichiarazione - l'importanza del sostegno internazionale per aiutare il Cnt a riattivare la produzione ed esportazione del petrolio". E proprio in riferimento ai nuovi assetti della Libia, il Gruppo ribadisce che "Gheddafi se ne deve andare" e sottolinea che "la transizione politica deve essere basata sull'approccio inclusivo espresso nella 'Road map per la Libia' del Cnt" per il dopo-conflitto. Si riconosce inoltre che "il Cnt ha fatto importanti passi per migliorare la propria organizzazione e la sua affidabilità" e "apprezza gli sforzi del Cnt per rafforzare l'inclusività e incorporare tutte le componenti della società civile libica".

La collaborazione con il Cnt si struttura sempre di più. Nei prossimi giorni il Governo di transizione a Bengasi, ha reso noto Frattini, potrebbe annunciare il suo impegno a stipulare "un patto per contrastare l'immigrazione clandestina" dalla Libia. "Sarebbe un segnale politico", ha osservato il Ministro, aggiungendo di aspettarlo in pochi giorni come gli è stato preannunciato in recenti colloqui avuti con i rappresentanti della nuova Libia.

 


Luogo:

Roma

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