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Governo Italiano

L’Italia celebra i primi 150 anni

Data:

22/06/2011


L’Italia celebra i primi 150 anni

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sul sito della Farnesina sarà pubblicata, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale.
Custoditi presso l’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune.
Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia "buon compleanno".


L’undicesimo documento


Assuncion, 5 luglio 1861

Il Ministro degli Esteri della Repubblica del Paraguay, Francisco Sanchez scrive al Ministro degli Affari Esteri di S.M. il Re d’Italia, Conte di Cavour

Al momento della proclamazione del nuovo Regno, l’Italia aveva con il Paraguay dei rapporti di natura essenzialmente commerciale e per questo i due paesi avevano instaurato relazioni di carattere consolare e non diplomatico. Il Paraguay aveva un proprio console nella città portuale di Genova, punto di partenza di tutti i traffici tra l’ex Regno di Sardegna e le Americhe, mentre la corte di Torino si faceva rappresentare ad Assuncion dal console residente in Brasile. Il Governo della Repubblica paraguayana non tardò comunque a concedere il riconoscimento del titolo di Re d‘Italia a Vittorio Emanuele II, anche nell’intento di consolidare ed intensificare gli scambi commerciali. La comunicazione ufficiale avvenne con la lettera che qui si pubblica, tratta dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887” b. 1516, f. 1.

 

 

Trascrizione:
Assuncion, 5 luglio 1861

Tengo el honor de aviar recibo à V.E. de su nota del 23 de Marzo ultimo dirigida al E.xmo Señor Presidente de la Repùblica, comunicandole el fausto hicero de que S.M. Victor Manuel II ha assumido el 17 de dicho mes para h’y sus herederos el titulo de Rey de Italia con aplauso general de los Pueblos Italianos y votacion unànime del Parlamento Nacional. S.E. el Senior Presidente de la Republica felicita muy cordialmente a S.M. Victor Manuel II Rey de Italia: se regociga del rinacimiento de la Nacvion de V.E. y se complace en la confianza de que se confirmaràn y aumenteràn las relaciones amigales y los interces comerciales que felizemente hubsisten entre los dos paises. Al defar complida la orden de mi Gobierno, ruego à V.E. aceptar la seguridad de mi distinguida consideracion y alto aprecio.


Traduzione:
Assuncion, 5 luglio 1861

Ho l’onore di inviare ricevuta a V.E. della sua nota del 23 marzo scorso diretta all’Eccellentissimo Signor Presidente della Repubblica, comunicandogli il fausto evento dell’assunzione, da parte di sua maestà Vittorio Emanuele II, il 17 di detto mese, per sè e i suoi eredi, del titolo di Re d’Italia, col plauso generale dei popoli italiani e votazione unanime del Parlamento nazionale. S.E. il signor Presidente della Repubblica si felicita molto cordialmente con sua maestà Vittorio Emanuele II Re d’Italia: gioisce e si compiace del rinascimento della nazione di V.E., confidando nella conferma e nell’incremento delle relazioni amichevoli e degli interessi commerciali che felicemente sussistono tra i due paesi. Considerando rispettato l’ordine del mio Governo, chiedo a V.E. di accettare la certezza della mia distinta considerazione e alto apprezzamento.


L’archivio del MAE


L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali "La politica estera dell'Italia: testi e documenti".L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali. La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali. La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.



Luogo:

Roma

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