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Governo Italiano

Il Ministro Frattini in Cina (18-21 luglio) - Relazioni economiche e grandi dossier internazionali

Data:

18/07/2011


Il Ministro Frattini in Cina (18-21 luglio) - Relazioni economiche e grandi dossier internazionali

L'obiettivo principale della visita in Cina del Ministro degli Esteri Franco Frattini, dal 18 al 21 luglio, "è di portare le relazioni Italia-Cina a un livello più alto, che non sia limitato unicamente a un rapporto economico bilaterale, per quanto importante esso sia, ma porti ad approfondire la cooperazione tra i due Paesi sui grandi dossier politico-strategici della politica internazionale". Lo sottolinea il portavoce della Farnesina Maurizio Massari.

In agenda - spiega - ci sono "il G20, le principali crisi regionali, il Consiglio di sicurezza e tutti i principali temi politici internazionali". Secondo Massari, "il comitato intergovernativo che fu creato nel 2004 dovrebbe svolgere proprio questa funzione: organo di indirizzo politico per rilanciare il rapporto politico strategico tra i due Paesi".

Stabilizzazione dell'euro e primavere arabe "sono due temi sui quali la cooperazione con la Cina è assolutamente indispensabile", spiega il portavoce, che ricorda come "la democrazia non è sufficiente a stabilizzare il Mediterraneo se non è supportata da un livello di sviluppo economico che ha bisogno di risorse". La Cina, "grande consumatore di energia", è quindi anche "interessato alla stabilizzazione dell'area mediorientale e del Mediterraneo". Anche per quanto concerne l'euro, spiega Massari, "la Cina sta avendo un ruolo molto importante, per il semplice motivo che sta cercando di diversificare il proprio portafoglio di valuta estera oggi detenuto per oltre il 70% in dollari". Pechino, aggiunge Massari, "vede nell'euro una possibilità di diversificazione del proprio portafoglio" ma, naturalmente, "l'euro deve essere stabile e forte".

Avranno molto spazio anche i rapporti economici tra i due Paesi. "C'é un piano triennale - ricorda Massari - per raddoppiare il volume dell'interscambio, che quest'anno è stato di 45 miliardi di dollari. E c'é l'intenzione di portarlo entro il 2015 a 80 miliardi di dollari". Ma non è solo una "questione di quantità. E' anche una questione di favorire la presenza qualitativa dell'industria italiana nell'alta tecnologia, nel design, nei settori di punta". E' necessario "radicare una presenza più forte dell'industria italiana" e "attirare investimenti cinesi in Italia attraverso i fondi sovrani e attraverso imprese cinesi che sono sempre più interessate al mercato italiano".

Si parlerà anche di diritti umani che, però, "vanno affrontati in un'ottica diversa da quella che è stata utilizzata fino ad oggi. Non indicare o puntare il dito sui singoli casi dei singoli dissidenti" perché è "una strategia che porta pochi risultati, ma inquadrare il discorso dei diritti umani in un dialogo più ampio sui temi di avvicinamento delle due civiltà, delle due società e, in questo ambito, valorizzare quei diritti della persona umana che noi vorremmo fossero rispettati ovunque nel mondo e quindi anche in Cina".

Il modello di welfare italiano piace alla Cina alle prese con una grande trasformazione sociale che dal lavoro alle pensioni e all'assistenza degli anziani rappresenta una grande sfida futura: due accordi bilaterali sono stati firmati oggi a Pechino dal capo della segreteria tecnica del ministro Maurizio Sacconi, Lorenzo Malagola, in occasione della riunione annuale del Comitato governativo Italia-Cina. Comitato, presieduto dai rispettivi ministri degli Esteri, cui domani prenderà parte il Ministro Franco Frattini, giunto stamattina in Cina. Le intese sottoscritte oggi riguardano salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, protezione sociale e previdenziale, riqualificazione professionale e della riabilitazione, regolamentazione dei flussi migratori per lavoro e tutela dei disabili nonché anziani e non autosufficienti compresa la formazione degli operatori competenti.


Luogo:

Roma

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