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Governo Italiano

Libia - Incontro Frattini-Isawi: Italia rinnova sostegno a CNT

Data:

22/07/2011


Libia - Incontro Frattini-Isawi: Italia rinnova sostegno a CNT

L’Italia rinnova il proprio impegno per la nascita della nuova Libia, attraverso il sostegno economico, la cooperazione civile e aumentando la pressione sul regime perché cessino le violenze sui civili. Lo ha assicurato il Ministro Franco Frattini incontrando alla Farnesina il vicepresidente del Comitato Nazionale di Transizione di Bengasi, Ali Al-Isawi.

Sul fronte economico, ha riferito Frattini, “si stanno risolvendo gli ultimi problemi tecnici” per l’invio a Bengasi di 350 milioni di euro in cash e carburante ed “è questione di giorni”. L’Italia, ha ricordato, ha approvato "una legge nazionale che renderà possibile l'esborso di un'enorme quantità di denaro" per rispondere alle esigenze della popolazione libica nelle aree sotto il controllo dei ribelli. Frattini ha poi insistito con la controparte perché il nuovo governo libico rispetti i contratti con le aziende italiane e li implementi.

Per quanto riguarda gli aspetti politici, Frattini e Al-Isawi hanno discusso degli esiti della riunione del Gruppo di Contatto di Istanbul, in cui il Cnt è stato riconosciuto il legittimo rappresentante del governo libico. Frattini ha spiegato che “si sta preparando un piano da presentare ad entrambe le parti con una road map per la pacificazione del Paese, il cessate il fuoco con l’unica pre-condizione che Gheddafi debba lasciare il potere”. Frattini ha ribadito che la gestione dei negoziati deve essere affidata all’ONU. “Solo una delle due parti vuole negoziare, ossia il Cnt, a fronte delle continue smentite del regime”, ha puntualizzando Frattini, aggiungendo che “l’unico modo è individuare persone del Governo di Tripoli disponibili a sedersi ad un tavolo e porre Gheddafi nelle condizioni di dover lasciare il potere”.

Per quanto riguarda il futuro del leader libico, a proposito soprattutto del mandato d’arresto internazionale per crimini contro l’umanità, Frattini ha detto che la comunità internazionale “non deve impegnarsi per una misura di impunità per Gheddafi, sarebbe un errore”. Ma, al tempo stesso, “dico che siano i libici a decidere” se Gheddafi debba lasciare o meno il Paese, “non possiamo decidere noi, né tanto meno l’Italia dove lo statuto della Corte penale internazionale è nato”. "La Libia - ha quindi ricordato - non è tra i paesi firmatari dello Statuto di Roma che obbliga al rispetto delle regole (del Cpi) tra cui il mandato di arresto" e la comunità internazionale “rispetterà” le decisioni del popolo libico. Su questo punto Al-Isawi ha detto: l'obiettivo principale è che "Gheddafi lasci il potere. Dopo si potrà parlare dei dettagli".

Quanto alla situazione sul terreno, il rappresentante del Cnt ha spiegato che i ribelli “guadagnano terreno e si avvicinano a Tripoli” e ieri hanno colpito un compound in cui erano presenti “alti dignitari del governo libico”, un "segnale molto forte" di una ribellione nella stessa capitale libica.


Luogo:

Rome

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