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Governo Italiano

Siria: Frattini, “No ad inerzia davanti al massacro di civili”

Data:

03/08/2011


Siria: Frattini, “No ad inerzia davanti al massacro di civili”

"Abbiamo scelto per primi di richiamare l'ambasciatore perché non potevamo restare inerti davanti a un simile massacro di civili". Il ministro , Franco Frattini, in un'intervista, spiega le ragioni del richiamo a Roma dell'ambasciatore italiano a Damasco, Achille Amerio, e puntualizza di aver "proposto il richiamo degli ambasciatori di tutti i Paesi dell'Ue in Siria". Frattini, che ha anche chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ritiene che "occorre convincere anche gli stati arabi e non solo le diplomazie occidentali a prendere una posizione forte" e ricorda che l'Italia ha "congelato anche i progetti della Cooperazione per 50 milioni" mantenendo "solo un progetto per l'accoglienza dei profughi iracheni". "Un governo che massacra i civili – sottolinea il ministro - non riceverà più un euro dall'Italia". Il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari ha ribadito che il richiamo dell’Ambasciatore italiano, costituisce un "messaggio politico molto chiaro" a Damasco perché cessi la repressione "contro la popolazione civile". Speriamo – ha aggiunto – che “altri membri dell'Unione europea facciano altrettanto”, perche’ “e’ necessario incrementare la pressione politico-diplomatica sul regime di Assad”.

Il Sottosegretario Stefania Craxi nel corso di un’informativa urgente del governo alla Camera dei Deputati ha sottolineato che il presidente siriano Bashar Assad si é dimostrato “incapace” di gestire la situazione nel Paese e avviare le riforme chieste dalla popolazione e dalla comunità internazionale. Craxi ha denunciato le “sconcertanti” violazioni dei diritti umani da parte del regime di Damasco ed ha detto che l'Italia ha interrotto i programmi di cooperazione con la Siria ma restano operativi i programmi di aiuto umanitario destinati ai profughi iracheni nel Paese. Il Sottosegretario ha ribadito che il regime siriano deve “porre fine immediatamente alle violenze” per non oltrepassare una “soglia irreparabile”, sottolineando che le riforme avanzate dal regime, ha spiegato Craxi, hanno un sapore “propagandistico”, non riducono il monopolio del partito Baath e non mostrano una chiara volontà di iniziare quel percorso verso la democrazia che la comunità internazionale chiede alla Siria. Onu e Ue stanno “facendo pressioni su Damasco per incoraggiare il regime a fare vere riforme”, ha concluso, in un processo in cui “devono essere incluse” le forze di opposizione.

Luogo:

Roma

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