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Governo Italiano

Libia: E' anche emergenza umanitaria - NATO, missione militare e’ ancora necessaria

Data:

30/08/2011


Libia: E' anche emergenza umanitaria - NATO, missione militare e’ ancora necessaria

La preoccupante situazione umanitaria in diverse parti della Libia, inclusa Tripoli, e l'esigenza di una rapida azione delle Nazioni Unite a favore della popolazione maggiormente colpita, sono al centro dell'azione diplomatica dell'Italia che ha indicato e praticato la strada, attraverso lo scongelamento, per ora di 300 milioni di euro, di asset libici per aiutare la popolazione e consentire la ripresa mentre la Nato annuncia che la missione militare e’ ancora necessaria. L'emergenza umanitaria e lo scongelamento degli asset libici sono stati al centro di un lungo e cordiale colloquio telefonico del Ministro Franco Frattini ed il suo omologo britannico William Hague. I due ministri hanno convenuto sulla priorità di giungere quanto prima allo scongelamento dei beni libici all'estero per consentire la ripresa dell'economia del paese e condiviso l'auspicio che già la settimana entrante possa essere raggiunto a New York l'accordo per una Risoluzione delle Nazioni Unite. I due Ministri hanno discusso anche dell'importanza di una rapida e possibilmente raccordata riapertura delle ambasciate europee a Tripoli. L'Italia, come del resto la Gran Bretagna, ha ribadito Frattini, e' pronta in tal senso ed auspica che altri paesi possano fare altrettanto.

Intanto il portavoce della Nato, Oana Lungescu in un incontro con la stampa a Bruxelles afferma che la missione militare della Nato in Libia "é ancora necessaria" e le operazioni a protezione della popolazione civile continueranno "finché necessario, ma non un giorno di piu’’’.

"La nostra missione è importante, efficace e ancora necessaria. Fino a quando persisterà la minaccia contro la popolazione civile, il nostro lavoro non sarà terminato", ha detto la Lungescu. "Siamo quasi vicini, ma non ci siamo ancora", ha sottolineato. "La missione continuerà finché la popolazione civile non sarà più minacciata", ha ribadito il portavoce di Unified protector, colonello Roland Lavoie, in collegamento da Napoli. "Resteremo impegnati finché non potremo dire che la popolazione civile non è più sotto minaccia". Lungescu ha precisato che la decisione sulla fine della missione in Libia è una decisione che spetta alla Nato e "che sarà presa dal consiglio Nord atlantico dei 28, sulla base della valutazione delle autorità militari dell'Alleanza". La valutazione militare riguarderà - ha detto il colonnello Lavoie - "se il popolo libico potrà dirsi in salvo o no". La Nato ha ribadito che al termine della missione si attende che sia l'Onu ad assumere "un ruolo guida" nel processo di transizione per un nuovo futuro della Libia.

Luogo:

Rome

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