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Governo Italiano

L’Italia celebra i primi 150 anni - I documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale

Data:

14/09/2011


L’Italia celebra i primi 150 anni - I documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sul sito della Farnesina sarà pubblicata, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale. Custoditi presso l’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune. Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia "buon compleanno".

Il tredicesimo documento

La Haye, 31 luglio 1861

Il Ministro degli Affari Esteri dei Paesi Bassi, de Zuylen de Nievelt, al Ministro Plenipotenziario olandese a Torino, Tieldervier.

Nel 1861 sedeva sul trono dei Paesi Bassi re Guglielmo III, detto “l’antiliberale”. Le inclinazioni politiche del sovrano ed i legami dinastici della casa regnante olandese con gli Asburgo d’Austria furono le cause della posizione assunta dalla monarchia orientata a rispondere negativamente alla richiesta di riconoscimento del nuovo Regno d’Italia, presentata dal nostro rappresentante all’Aja, barone Taliacarne, al principio dell’aprile 1861. Alla posizione di chiusura della corona si opponevano le correnti di opinione liberali, forti all’interno del paese, preoccupate di garantire gli interessi commerciali olandesi (l’Italia occupava ovviamente una posizione strategica per i traffici nel Mediterraneo).

Sulla questione del riconoscimento si aprì in Olanda anche una disputa di carattere religioso: i cattolici erano ovviamente anti-italiani, per l’offesa recata dai Savoia allo Stato Pontificio. Essi tuttavia, invece di appoggiare la tesi dell’esplicito rifiuto del riconoscimento patrocinata da Re Guglielmo, preferirono premere sul Governo affinché questo non fornisse alcuna risposta ufficiale, ciò nel timore che l’esplicito rifiuto potesse indurre i protestanti a dare il loro sostegno al partito liberale, non per condivisione della causa nazionale italiana ma per l’attitudine a prendere sempre una posizione contraria rispetto alle scelte operate dai cattolici.

Da questa complessa contesa politica uscirono vincitori i liberali, alla fine del luglio 1861, concedendo al nuovo Regno il richiesto riconoscimento con una formula che esprimeva riserva sugli strumenti militari e diplomatici attraverso i quali si era riusciti ad imporre l’unità di buona parte dei territori della penisola italiana.

Il documento che di seguito si pubblica è tratto dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887” b. 1516, f. 1.

Il tredicesimo documento

Trascrizione:
La Haye, le 31 juillet 1861

Monsieur,

je vous ai communiqué la note par laquelle la Monsieur Taliacarne a porté à la connaissance du gouvernement Néerlandais que sa Majesté la Roi Victor Emmanuel II avait pris pour lui et pour ses successeurs la titre de Roi d’Italie.
Vous connaissez le motif qui nous ont empêché jusqu’ici de répondre à cette communication par une adhésion formelle. Il serait donc inutile de les exposer de nouveau. Je me bornerai à rappeler que nous avons été guidés dans notre abstention par le juste désir de séparer le fait, dont on nous demandait la reconnaissance, des causes qui l’avaient amenée, ainsi que des conséquences ultérieures qui pourraient en découler.
La reconnaissance pur et simple, dont quelques souverains nous avaient donné l’exemple, nous semblait pouvoir être interprétée dans le sens d’une approbation trop générale, pour que nous puissions nous y rallier. Nous avons donc dû nous abstenir jusqu’à ce que l’occasion s’offrit à nous de constater d’une manière positive la portée et la signification que le Cabinet de Turin attache à la reconnaissance par les Gouvernements étrangers du titre que vient de prendre le Roi Victor Emmanuel.
Cette occasion nous croyons l’avoir trouvée à présent que le Baron Ricasoli, en s’abstenant de contester la libre appréciation des faits accomplis pour chaque Gouvernement, selon son point de vue, a donné à l’acte de la reconnaissance le caractère plus restreint que nous désirons y avoir attribué.
Les motifs que nous ont retenu jusqu’ici de formuler une réponse à la note du Marquis Taliacarne, ont perdue par là une grande partie de sa leur valeur.
Je puis en conséquence, Monsieur, avoir l’honneur de porter à votre connaissance, que le Roi mon Auguste souverain, s’est décidé à déférer à l’invitation contenue dans la note précitée, en attribuant au Roi Victor Emanuel II le titre de Roi d’Italie.
Vous êtes chargé, Monsieur, de donner lecture et de remettre copie de cette dépêche à Monsieur le Baron Ricasoli.
Agréez, Monsieur, l’expression de ma considération distinguée.     


Traduzione:
La Haye, 31 luglio 1861

Signore, vi ho comunicato la nota con la quale il marchese Taliacarne ha portato a conoscenza del governo olandese che sua Maestà il Re Vittorio Emanuele II aveva preso per sè e per i suoi successori il titolo de Re d’Italia.
Voi conoscete i motivi che ci hanno impedito fino ad ora di rispondere a questa comunicazione con una adesione formale. Sarebbe dunque inutile esporli nuovamente. Mi limiterò a ricordare che noi siamo stati guidati nella nostra astensione dal giusto desiderio di separare il fatto, di cui ci si domandava il riconoscimento, dalle cause che l’avevano prodotto, così come dalle conseguenze ulteriori che potrebbero derivarne.
Il riconoscimento puro e semplice, di cui qualche sovrano aveva dato esempio, ci sembrava poter essere interpretato nel senso di una approvazione troppo generale, perché noi potessimo allinearci.
Abbiamo dunque dovuto astenerci fino a che l’occasione ci è stata offerta di constatare in una maniera positiva la portata ed il significato che il gabinetto di Torino attribuisce al riconoscimento da parte di governi stranieri del titolo che il Re Vittorio Emanuele ha appena assunto.
Questa occasione noi crediamo di averla trovata ora che il Barone Ricasoli, astenendosi dal contestare il libero apprezzamento dei fatti compiuti da parte di ogni governo, secondo il suo punto di vista, ha dato all’atto del riconoscimento il carattere più limitato che noi desideravano vedergli attribuito.
I motivi che ci hanno fino a qui trattenuto dal formulare una risposta alla nota del Marchese Taliacarne hanno perso così  una grande parte del loro valore.
Io posso di conseguenza, Signore, avere l’onore di portare a vostra conoscenza che il Re mio augusto sovrano si è deciso ad accogliere l’invito contenuto nella nota precitata, attribuendo al Re Vittorio Emanuele il titolo di Re d’Italia.
 Voi siete incaricato, Signore, di dare lettura e di rimettere copia di questo dispaccio al Signor Barone Ricasoli.
Accogliete, Signore, l’espressione della mia distinta considerazione.


L’archivio del MAE

L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali "La politica estera dell'Italia: testi e documenti".L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali. La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali. La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.


Luogo:

Rome

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