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Governo Italiano

Assemblea Onu - Il contributo dell’Italia ai temi al centro del dibattito

Data:

22/09/2011


Assemblea Onu - Il contributo dell’Italia ai temi al centro del dibattito

Incontri bilaterali, partecipazione al dibattito sui temi in agenda continuano a caratterizzare il lavoro della delegazione italiana, guidata dal Ministro Franco Frattini il cui intervento all’Assemblea dell’Onu, che si e’ aperta a New York lunedì scorso, e’ previsto il 24 settembre.

Frattini ha partecipato al vertice dei ministri degli esteri G8, formato Deauville. Al centro del vertice la transizione democratica in Tunisia, Egitto, Libia, Giordania e Marocco che, secondo quanto deciso, va sostenuta senza indugi sia a livello politico sia economico. Sul primo versante con attività di institution building a favore di riforme politiche e amministrative. Sul secondo, con sostegno finanziario ai Paesi partner, in primo luogo attraverso le istituzioni finanziarie internazionali. Frattini, ha ribadito il costante appoggio del nostro paese alla Partnership. Inoltre, il capo della diplomazia italiana ha auspicato rapidi progressi da parte degli stati della "Primavera araba". Soprattutto sulla transizione democratica, sottolineando la disponibilità del nostro paese a fornire il proprio sostegno, su richiesta dei partner.

Riforma del Consiglio di sicurezza, lotta al terrorismo e tutela delle minoranze religiose: sono stati i temi dell'incontro tra il Ministro Frattini e la collega pachistana Hina Rabbani Khar. In vista della riunione del 23 settembre del gruppo Uniting for consensus - di cui l'Italia e' uno dei Paesi leader e che auspica un ampliamento del Consiglio, puntando sulla dimensione regione e con mandati per i membri non permanenti più estesi di quelli attualmente previsti -, i due ministri hanno sottolineato la necessità di coesione e di convergenza sulla strategia da adottare in Assemblea. Coesione e convergenza già emerse in occasione della conferenza internazionale tenutasi il 16 maggio scorso alla Farnesina. Durante il colloquio con il capo della diplomazia di Islamabad, Frattini ha rinnovato il sostegno dell'Italia nella lotta al terrorismo e ribadito l'importanza del dialogo sul rispetto dei diritti delle minoranze religiose.

"Non risparmieremo alcuno sforzo per liberare i vostri ostaggi". Lo ha assicurato il Primo Ministro somalo Abiwely Mohamed Ali al Ministro Frattini che lo ha incontrato a New York a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu per la firma di un accordo che stabilisce lo sblocco di fondi pari a 15 milioni di euro da parte dell'Italia a favore della Somalia, fondi rimasti bloccati dal 1988. Un impegno verso il quale Frattini ha manifestato grande fiducia, motivato anche dal fatto che - ha spiegato - "loro conoscono assai bene le realtà territoriali, i villaggi e le coste, conoscono luoghi e persone e probabilmente anche le tribù". In particolare rispetto al Primo Ministro somalo, il capo della diplomazia italiana ha sottolineato che "viene tra l'altro dal Puntland quindi conosce in modo speciale la situazione. Sono certo che moltiplicherà l'impegno per la liberazione dei nostri ostaggi". Nelle mani dei pirati somali ci sono al momento 11 italiani, cinque a bordo della Savina Caylyn sequestrata l'8 febbraio con 22 uomini di equipaggio e sei a bordo della Rosalia D'Amato. Sulla loro liberazione Frattini ha affermato "Lavoriamo con discrezione, senza fare annunci".

Il Sottosegretario Vincenzo Scotti ha depositato a New York lo strumento di ratifica italiana alla Convenzione che proibisce la produzione e l’impiego di munizioni a grappolo. La Convenzione era stata aperta alla firma ad Oslo il 3 dicembre 2008 ed è stata firmata da 108 Stati. Con la ratifica italiana gli Stati Parte diventano 64. L’Italia, avendo fatto parte sin dall’inizio del gruppo di Paesi che ne hanno promosso l’adozione, sostiene fortemente l’universalizzazione della Convenzione. La ratifica italiana è stata resa possibile grazie ad uno sforzo congiunto di Governo, Parlamento e società civile.

Con il deposito dello strumento di ratifica, l’Italia conferma il proprio impegno in campo umanitario, e segnatamente quello volto a porre fine alle sofferenze inaccettabili arrecate alle popolazioni civili dall’uso di munizioni a grappolo. Aderendo alla Convenzione di Oslo, l’Italia diviene parte di tutti gli strumenti giuridici esistenti a livello internazionale per la messa al bando di armi aventi effetti inumani: la Convenzione di Ottawa sulle mine antipersona, la Convenzione sulla proibizione o limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (Convenzione CCW) e i suoi cinque Protocolli e, appunto, la Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo.

 


Luogo:

Roma

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