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Governo Italiano

Le imprese italiane di costruzioni sempre più presenti all’estero

Data:

29/09/2011


Le imprese italiane di costruzioni sempre più presenti all’estero

Le imprese italiane di costruzioni lavorano di più oltreconfine che nel nostro paese, per via della forte crisi: il sorpasso del fatturato estero rispetto a quello nazionale e' stato messo nero su bianco nel rapporto 2011 dell’Ance sulle attività delle imprese di costruzione italiane nel mondo, presentato oggi alla Farnesina. Se nel 2004 erano stati prodotti 3 miliardi di euro fuori dall’Italia, contro i 6,6 conseguiti in patria, nel 2010 sono stati prodotti 7,4 miliardi all’estero e 6,3 nel nostro Paese: il 54% del fatturato totale.

''Si lavora piu’ all’estero che in Italia'', ha ammesso il presidente dell’Ance Paolo Guzzetti, parlando di un’attivita’ all’estero che cresce in modo ''eccezionale'' e ''costante'', per via di un mercato italiano in ''grandissima difficolta'''.

Il rapporto parla di un vero è proprio ''boom'' di commesse acquisite nel 2010: i 250 nuovi lavori conseguiti hanno rappresentato un controvalore di 18,5 miliardi di euro, 12,3 miliardi dei quali di diretta competenza delle imprese italiane. E questa progressione, a confronto con ''la calma piatta del mercato italiano'', fa pensare ad un ''ulteriore allargamento della forbice tra le due componenti del fatturato''.

Per quanto riguarda la presenza geografica, il Sud America continua a essere il principale mercato di riferimento, ma si registra una crescita in Asia e Oceania. Ed e' proprio sui nuovi mercati che si deve puntare, ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti: ''Sfruttando la grande competitivita' del vostro settore, bisogna approfondire rapporti con i nuovi attori globali e radicarsi nelle aree a maggiore crescita del mondo come Africa, Asia e America Latina. Il Ministero degli Esteri sostiene questo processo, assicurando copertura istituzionale alle imprese italiane''.

Chiudendo i lavori, il viceministro per le Infrastrutture Roberto Castelli ha ricordato che l'espansione delle imprese italiane all'estero costituisca un ''motivo di orgoglio'' per il paese ed ha parlato anche della grandissima capacita' italiana anche sul fronte delle ''infrastrutture intangibili'', e quindi il know how che si fornisce agli altri paesi.

Quanto al mercato italiano, il viceministro ha approfittato della presenza alla Farnesina di diversi ambasciatori stranieri per invitarli ad investire nel nostro Paese, che ha elaborato un piano per le infrastrutture da 132 miliardi. ''Le lentezze burocratiche - ha assicurato - saranno superate perche' il governo a brevissimo presenterà un decreto legge in materia''.


Luogo:

Roma

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