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Governo Italiano

Consiglio Affari Esteri (Lussemburgo, 10 ottobre)

Data:

10/10/2011


Consiglio Affari Esteri (Lussemburgo, 10 ottobre)

ORE 13.45 – Ministri Ue condannano le violenze contro i cristiani copti in Egitto

I ministri degli esteri della Ue hanno, in modo univoco, espresso una forte condanna delle violenze esplose in Egitto contro i cristiani copti ed hanno chiesto alle autorità egiziane di agire per tutelare le minoranze religiose.

ORE 13.00 – Nuove sanzioni contro Iran e Bielorussia per le ripetute violazioni dei diritti umani

I Ministri degli esteri della Ue hanno deciso di rafforzare le sanzioni in vigore contro l'Iran e la Bielorussia per le ripetute violazione dei diritti umani. In particolare, la Ue aggiungerà 29 iraniani e 16 bielorussi sulla lista dei nomi colpiti dal bando del visto di ingresso e dal congelamento dei beni in territorio europeo.

ORE 12.30 – Frattini, spero che la Serbia ottenga mercoledì status candidato

Il Ministro degli esteri Franco Frattini ha auspicato che mercoledì la Serbia ottenga lo status di paese candidato, nel rapporto che la Commissione Ue presenterà sull'allargamento. "In ogni caso, l'Italia appoggerà questa candidatura", ha detto Frattini, auspicando che i negoziati tra Serbia e Kosovo riprendano presto. "Non è una precondizione, ma la ripresa del dialogo aiuterebbe a migliorare l'atmosfera", ha commentato Frattini che mercoledì sarà in visita a Belgrado.

ORE 11.30 - Frattini, l’Europa condanni la violenza contro i copti cristiani in Egitto. Sarebbe in corso esodo cristiani, forse 100mila

"Spero che vi sarà la condanna di tutto il Consiglio dei ministri Ue per le gravissime violenze contro i copti cristiani dell'Egitto" e "sono certo che le autorità egiziane vorranno investigare e processare subito i responsabili": così il Ministro Franco Frattini, al suo arrivo al consiglio Ue a Lussemburgo. Secondo Frattini In Egitto, sarebbero già in corso esodo di cristiani copti. "Abbiamo sentito di esodi di cristiani. Si parla di 100 mila cristiani che avrebbero lasciato l'Egitto, ma non sappiamo se queste cifre sono vere", ha precisato il Ministro. In Egitto, "c'è un'escalation che ci preoccupa molto. Questa è una sfida per il governo transitorio che deve dimostrare che la prevenzione e la reazione saranno più energiche di quelle avute sotto il regime di Mubarak". Ha aggiunto Frattini. Il Ministro ha auspicato una reazione "non solo sufficiente, ma anche forte". La punizione dei responsabili delle violenze contro i copti in Egitto "sarebbe un buon segno in vista della prima tornata delle elezioni di novembre", ha detto.

 

Consiglio Affari Esteri - Vicinato meridionale e Medio Oriente al centro dei lavori

Vicinato meridionale (Siria, Libia, Tunisia, Yemen, Egitto), processo di pace in Medio Oriente, Bielorussia e Iran saranno i temi al centro del Consiglio Affari Esteri UE in programma lunedì 10 ottobre a Lussemburgo, a cui parteciperà il Ministro Franco Frattini. Lo ha reso noto il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, in un briefing con la stampa.

Medio Oriente - Il Ministro Frattini - ha spiegato Massari - ha avuto stamane un ''lungo e cordiale'' colloquio telefonico con il Primo Ministro della Anp, Salam Fayyad, al quale ha ribadito il ''forte sostegno dell'Italia per la ripresa dei negoziati diretti tra le due parti e per il raggiungimento dell'obiettivo della statualità palestinese, da raggiungere attraverso il negoziato''. Nel corso del colloquio il Ministro ha illustrato a Fayyad le motivazioni della decisione italiana di astenersi sulla richiesta di ammissione all'Unesco da parte dell'Anp, sottolineando il grande lavoro fatto dall'Italia per tenere coesa l'Unione Europea che, senza unità, non può avere un ruolo credibile sul processo di pace. Frattini ha quindi ribadito il sostegno dell'Italia alla ripresa dei negoziati sulla base di quanto stabilito dal Quartetto e in particolare al principio, sostenuto dal Quartetto, che ambo le parti si astengano da azioni provocatorie, ricordando l'Italia ha già espresso "rammarico e delusione per l'annuncio fatto da Israele della costruzione di mille nuovi insediamenti".

Siria - L'Italia esprime ''estrema preoccupazione per la situazione umanitaria - 2.700 vittime civili - con forti ripercussioni sulla stabilità regionale''. ''E' necessario rafforzare la pressione internazionale sul regime ed accelerare il processo di transizione politica che sia endogeno e non imposto dall'esterno''. Vanno inoltre coinvolti gli attori regionali come la Lega Araba ed in Consiglio di Cooperazione del Golfo e bisogna ''sensibilizzare'' partner come Cina e Russia che ''non hanno condiviso'' l'opzione europea al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di condanna alla repressione da parte delle autorità siriane.

Bielorussia - Per l'Italia le sanzioni devono essere ''selettive'' e ''restare reversibili a fronte di auspicati comportamenti virtuosi'' di esponenti del regime. Sul tavolo dei ministri europei, ha spiegato Massari, si deciderà sul rinnovo delle sanzioni ad esponenti del regime di Minsk in scadenza il 31 ottobre e si valuterà anche l’ipotesi di un ''allargamento della lista dei destinatari delle sanzioni'' che prevede il travel ban e l'asset freeze. Su questo fronte l'Italia ''riafferma la validità della politica del dialogo critico'' e non è contraria a sanzioni, a patto che siano ''selettive e reversibili'' e non coinvolgano la società civile, con cui bisogna ''incrementare il dialogo''.

Yemen - L’Italia “sostiene la proposta di mediazione del Consiglio di Cooperazione del Golfo e condivisa dai principali partner per una discussione tra le parti che porti ad una transizione pacifica che assecondi le istanze di cambiamento della popolazione in un quadro di sicurezza e stabilità”.

Iran - C’è “profonda preoccupazione” per gli “sviluppi negativi” sul fronte dei diritti umani, con le “massicce violazioni” da parte del regime (pena di morte, libertà di espressione e di religione). L’Italia “seguirà con grande interesse” il dibattito in sede europea e per quanto riguarda l’ipotesi di inasprimento delle sanzioni, esse “non devono essere il fine ma lo strumento per indurre Teheran a riprendere il dialogo con l’UE”.

Libia - Si farà il punto sul processo di transizione interna e sull’impegno della comunità internazionale nella fase di ricostruzione.


Luogo:

Rome

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