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Governo Italiano

Cooperazione: un progetto di tutela per bambini a Gerusalemme Est

Data:

07/10/2011


Cooperazione: un progetto di tutela per bambini a Gerusalemme Est

Una delegazione dell`UTL di Gerusalemme ha effettuato una visita di monitoraggio nell’ambito del progetto “Promozione della tutela psicosociale a Gerusalemme Est”, finanziato dalla Cooperazione Italiana attraverso il Programma Emergenza con un contributo di 140.000 euro e realizzato dall`ONG Save the Children Italia in partnership con il Palestinian Counseling Center (PCC).

Il progetto si propone di tutelare i minori dagli abusi e violenze causati principalmente alle condizioni di forte disagio sociale in cui versano alcuni quartieri di Gerusalemme Est, specificatamente Silwan, Shuafat e la Città vecchia. A tal fine sono state avviate numerose attività: oltre alla selezione e formazione di 21 volontari e 3 psicologi, sono stati organizzati dei campi estivi e dei workshops sull`animazione che hanno coinvolto più di 100 bambini; inoltre da meno di un mese sono in corso incontri di supporto psico-sociale rivolti a 75 bambini e laboratori settimanali aperti ai più piccoli della comunità.

“I corsi ed i laboratori si stanno rivelando utilissimi, ed il feedback dei bambini è molto positivo, tuttavia non lavoriamo solo con i giovani, ma anche con gli adulti, proprio perche il coinvolgimento delle famiglie risulta fondamentale” afferma Sara Valerio, capo progetto di Save the Children Italia, illustrando le attività in corso. A tal fine sono stati organizzati degli incontri rivolti ai genitori e ad alcuni membri della comunità locale con l`intento di discutere di abusi e violenze sui minori, temi sensibili di cui difficilmente si parla, soprattutto al di fuori delle mura domestiche.

“Dopo i primi incontri in cui si è discusso della condizione della comunità in generale, alcuni genitori hanno cominciato a parlarci dei problemi interni alle proprie famiglie, chiedendoci consigli su come affrontare specifiche situazioni”racconta Iman Abu Aid, una delle psicologhe del PCC formate all`interno del progetto. Questi incontri, costituiscono un importante momento per favorire consapevolezza, sensibilizzazione e discussione all’interno della comunità locale e porteranno alla realizzazione di un codice etico di condotta elaborato da trenta membri della comunità, rappresentanti di ogni area interessata dal progetto.

La violenza e gli abusi nei confronti dei minori sono all’ordine del giorno nelle aree più degradate di Gerusalemme e, consumandosi soprattutto all`interno della casa e legandosi strettamente al concetto di onore personale e familiare, difficilmente emergono e vengono affrontati correttamente. Oltretutto quando raramente c`è la volontà di denunciare i fatti, esistono delle criticità dettate dalla totale mancanza su Gerusalemme d’istituzioni di riferimento. Difatti, non essendo presente un organo specifico palestinese a Gerusalemme Est e considerata la chiara difficoltà di rivolgersi alle autorità Israeliane, le vittime degli abusi sono ulteriormente penalizzate dal vuoto giuridico creatisi. “Il contributo della Cooperazione Italiana a supporto dei minori dei quartier di Gerusalemme Est è più che necessario – afferma il direttore del dipartimento socio-educativo del PCC, Shaadi Jabal - In questo contesto il lavoro nella comunità portato avanti dalle organizzazioni della società civile diventa fondamentale perché, in qualche modo, si sostituisce allo Stato, quello Stato che ancora non c`è”.


Luogo:

Rome

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