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Governo Italiano

Libia: la Nato decide sulla missione. Frattini, ora riconciliazione e svolta democratica

Data:

21/10/2011


Libia: la Nato decide sulla missione. Frattini, ora riconciliazione e svolta democratica

La Nato si avvia a dichiarare "compiuta" la sua missione in Libia mentre, da più parti, si guarda al futuro del Paese, dopo la morte del colonnello Gheddafi sulla quale l’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu ha chiesto di indagare. Ora “riconciliazione, senza vendette e senza rappresaglie”, dice il Ministro Franco Frattini che sottolinea come l’Italia abbia svolto un ruolo di primo piano, nell’ambito della coalizione internazionale a guida Nato, per attuare le risoluzioni Onu a difesa delle popolazioni libiche e con l’impegno più volte confermato di aiutare il Paese a portare a compimento la svolta democratica.

Dopo la morte di Muammar Gheddafi e la conquista di Sirte, per il Segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussenn il momento di dichiarare concluse le operazione "é molto più vicino. Concluderemo la missione coordinandoci con l'Onu e il Cnt". La decisione e’ sul tavolo del Consiglio Atlantico e dopo le parole di Rasmussen e quelle di Obama ("la missione della Nato in Libia finirà presto") in molti scommettono sull'annuncio della fine dell'operazione Unified Protector.

"Il cammino che il popolo libico deve intraprendere è difficile è pieno di ostacoli. Bisogna deporre le armi e tutti i cittadini devono mostrarsi uniti". E' l'appello lanciato dal Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, per il quale in Libia non è il tempo della vendetta, "ma quello della ricostruzione e della riconciliazione", e la Lega Araba si augura che la morte di Gheddafi faccia "voltare la pagina della tirannia", auspicando, come sottolineato dal segretario generale, Nabil el Araby, che i libici dimentichino "le ferite del passato e guardino al futuro senza sentimenti di rancore o vendetta, rifiutando tutto ciò che potrebbe minare l'unità nazionale e la pace". In questa direzione Nabil al-Arabi ha fatto appello a "tutte le forze politiche libiche a serrare i ranghi e costruire una nuova Libia in grado di soddisfare le speranze e le ambizioni del popolo per la libertà" attraverso una "transizione pacifica verso un nuovo sistema politico democratico che esprima la libera volontà del popolo e salvaguardi l'indipendenza, l'unità, la sicurezza e la stabilità" del paese.

L'Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite si è pronunciato per un'indagine sulle circostanze "non chiare" della morte di Muammar Gheddafi. "Ci sono quattro-cinque versioni diverse. C'é bisogno di un'indagine" ha detto oggi a Ginevra il portavoce dell'Alto commissario, Rupert Colville. Per l'Alto Comissariato "maggiori dettagli sono necessari per stabilire se (Gheddafi) è stato ucciso durante una forma o l'altra di scontri o se è stato giustiziato dopo la sua cattura", ha detto il portavoce che ha ricordato che l’Onu ha già avviato una commissione di inchiesta sulla Libia.


Luogo:

Roma

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