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Governo Italiano

Nuove misure dell'UE contro la repressione in Siria; Appello all'Onu: si pronunci il Consiglio di Sicurezza

Data:

14/11/2011


Nuove misure dell'UE contro la repressione in Siria; Appello all'Onu: si pronunci il Consiglio di Sicurezza

L'Unione europea manda un nuovo segnale al regime di Damasco, allungando con altri 18 nomi la lista delle persone a cui sono congelati beni e visti, e sospendendo tutte le linee di credito della Bei, la Banca degli investimenti europei, mentre per l'Iran, dopo il rapporto sul nucleare dell'Aiea, la decisione su un eventuale inasprimento di misure restrittive potrebbe essere deciso dopo la riunione dei governatori dell'Agenzia in programma giovedì prossimo.

Sono le conclusioni del Consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue che sottolineano che l'Europa continuerà ad aumentare la sua pressione internazionale e a premere "per una forte azione delle Nazioni Unite perché il Consiglio di sicurezza assuma le proprie responsabilità in relazione alla situazione in Siria". La situazione in Siria'' è causa di enorme preoccupazione", ha detto l'alto rappresentante della Ue Catherine Ashton.

"Ho parlato con il segretario generale della Lega araba e gli ho espresso il nostro impegno a lavorare in stretto contatto con loro", ha aggiunto il capo della diplomazia Ue. La Lega Araba ha deciso di sospendere la Siria per non avere rispettato l'impegno a mettere fine alla violenta repressione delle proteste.

Sostegno a tale decisione e' stato espresso dalla Farnesina: il portavoce, Maurizio Massari ha sottolineato che "Le decisioni assunte dalla Lega Araba, insieme a quelle finora prese dall'Unione Europea e che l'Italia ha sostenuto attivamente sin dall'inizio contribuiscono a consolidare la coesione internazionale e rendono più efficace la pressione sulle autorità siriane per porre fine alle repressioni violente ed avviare una transizione politica democratica''.

L'Italia e' stata, nell'agosto scorso, il primo Paese europeo a richiamare per consultazioni il proprio Ambasciatore a Damasco mentre ha concorso a determinare la posizione dell'Europa che nel Consiglio dei ministri degli esteri dell'ottobre scorso ha affermato che Assad ha perso ogni legittimità e non potendo più essere un interlocutore credibile, deve farsi da parte.

L'Italia, dunque, si riconosce pienamente nelle attese dell'Europa affinché in Siria si avvii al più presto un processo di transizione politica improntato ai principi di democrazia, non violenza, massima inclusività delle etnie e confessioni presenti nel Paese.

LIBIA: UE PREOCCUPATA PER VENDETTE ED ESECUZIONI SOMMARIE

I ministri degli esteri della Ue hanno preso nota con preoccupazione dei rapporti sulle violazioni di diritti umani e delle leggi internazionali che includono vendette ed esecuzioni sommarie in Libia.

I ministri accolgono l'impegno delle autorità libiche "a prendere azioni per porre fine a questi atti, condurre investigazioni imparziali e assicurare i responsabili di queste violazioni alla giustizia".

AFGHANISTAN: UE; AL VIA ACCORDO COOPERAZIONE A LUNGO TERMINE

L'Unione europea sosterrà la ricostruzione dell'Afghanistan anche oltre la fine del processo di transizione, previsto nel 2014: i ministri degli esteri della Ue hanno incaricato l'alto rappresentante Catherine Ashton a negoziare un accordo di cooperazione sul partenariato e lo sviluppo con l'Afghanistan. Raggiunto anche un accordo di massima per una proroga della missione Eupol fino alla fine del 2014 ed espresso l'impegno a sostenere gli sforzi afghani nel rafforzamento della polizia e dello stato di diritto.


Luogo:

روما

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