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Governo Italiano

Siria: Lega Araba, tre giorni per fermare le violenze

Data:

17/11/2011


Siria: Lega Araba, tre giorni per fermare le violenze

La Lega Araba ha concesso altri tre giorni alla Siria per porre fine alle violenze contro l'opposizione, minacciando però "sanzioni economiche" contro Damasco se la repressione non dovesse cessare. La decisione è stata presa ieri nel corso di una riunione straordinaria dell’organizzazione panaraba a Rabat, come ha reso noto il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Hamad ben Jassem, aggiungendo che la Lega araba intende inviare suoi osservatori in Siria entro tre giorni se Damasco accetterà di rispettare il piano presentato dall'organizzazione.

Nella capitale marocchina si è svolto anche il forum arabo-turco: un'occasione per rafforzare gli intenti di Ankara e della maggioranza delle capitali arabe nel condannare Damasco, nel chiedere l'ingresso di osservatori in Siria ma anche nel ribadire il secco rifiuto di un intervento militare straniero in Siria.

Intanto è già operativo il pacchetto delle nuove misure restrittive approvato dai ministri degli esteri dell’Ue contro la repressione attuata dal regime siriano. E l’attenzione internazionale è puntata sull’Onu, sollecitato anche dall’Italia ad adottare, nell’ambito del Consiglio di Sicurezza, una posizione comune che possa rendere efficace la pressione sulle autorità siriane per porre fine alle repressioni violente ed avviare una transizione democratica e condivisa tra le varie etnie. L'Italia è stata, nell'agosto scorso, il primo Paese europeo a richiamare per consultazioni il proprio Ambasciatore a Damasco mentre ha concorso a determinare la posizione dell'Europa nei confronti del regime siriano.

Un appello alle Nazioni Unite affinché il Consiglio di Sicurezza “assuma le proprie responsabilità in relazione alla situazione in Siria” è stato fatto dai ministri degli esteri Ue riuniti lunedì scorso a Bruxelles. Dal Consiglio di Sicurezza è comunque venuta una “ferma condanna” contro gli attacchi delle diverse ambasciate e sedi consolari in Siria. E' quanto si afferma in una dichiarazione di José Filipe Moraes Cabral, presidente dei Quindici per il mese di novembre. I membri del Consiglio di sicurezza hanno ribadito il loro appello alle autorità di Damasco a rispettare pienamente i loro obblighi internazionali di protezione delle sedi e del personale diplomatico.

Luogo:

Roma

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