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Governo Italiano

L’intervista: Terzi, il “Sistema Italia” ha spazi di crescita nel Mondo

Data:

09/01/2012


L’intervista: Terzi, il “Sistema Italia” ha spazi di crescita nel Mondo

La Diplomazia economica è decisa ad essere punto di riferimento per la promozione di una efficace presenza dell'Italia nelle diverse aree del Mondo. Lo afferma il Ministro Giulio Terzi nell’intervista pubblicata dalla newsletter “Diplomazia economica italiana” nel numero di dicembre 2011. Ecco il testo dell’intervista.

Quali sono le priorità geografiche e strategiche della Diplomazia Economica Italiana nel 2012?

Le priorità della Diplomazia Economica Italiana sono evidentemente legate ad un obiettivo chiaro e, aggiungo, per noi fondamentale: rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati esteri, con particolare attenzione verso i Paesi emergenti. Nelle nostre strategie questo equivale a mettere in campo azioni, attività e strumenti per rafforzare la capacità di proiezione estera del sistema produttivo italiano nel suo insieme, grazie al coordinamento degli interventi ed alla stretta collaborazione con gli attori del settore privato. Dal punto di vista geografico, l'Italia deve preservare e consolidare le proprie posizioni all'interno dei mercati maturi e muovere ogni passo possibile nella direzione del rafforzamento nei Paesi emergenti: in Asia, America Latina ed Africa, regioni per noi di grande interesse, nelle quali si gioca la vera partita del futuro. Vi sono significativi spazi di crescita per le relazioni economiche e commerciali e, consapevoli di ciò, stiamo lavorando alacremente per una decisa ed incisiva azione di promozione del Sistema Italia. Vorrei però aggiungere un ulteriore elemento. L'attenzione rimane per noi molto alta anche sul fronte interno, dove abbiamo già in cantiere attività volte ad incidere su quei fattori che determinano una, ahimé, debole capacità del nostro Paese di attrarre capitali dall'estero. È in fase di realizzazione, in collaborazione con la Camera di Commercio degli Stati Uniti, una survey che ha come destinatarie le imprese americane presenti in Italia, finalizzata a catturare il loro punto di vista sulle problematiche che gli operatori stranieri incontrano nella loro attività quotidiana sul nostro territorio, facendo allo stesso tempo sentire loro la vicinanza delle Istituzioni.

Fare Sistema all'estero è uno dei compiti che il Ministero si prefigge nella sua azione di promozione ed assistenza delle imprese italiane all'estero. Cosa si intende più in dettaglio con questo termine?

Fare Sistema vuol dire fare un gioco di squadra: quanto più forte sarà la coesione tra tutti i giocatori, tanto più alta sarà la probabilità di successo. Oltre alla coesione serve però anche un buon coordinamento e in questo senso il Ministero gioca sicuramente un ruolo determinante per la sua capacità di operare in sinergia con tutti gli attori del Sistema Paese, a partire dall'azione propulsiva condotta all'interno della Cabina di Regia, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture; grazie al costante lavoro di raccordo con la rete di Ambasciate e Consolati italiani nel mondo; tramite il coordinamento delle attività di internazionalizzazione realizzate dalle autonomie territoriali; attraverso il costante dialogo e la fattiva collaborazione con gli interlocutori più qualificati del settore privato. Siamo consapevoli, infine, che il rafforzamento della presenza italiana all'interno delle istituzioni finanziarie internazionali, che molto spesso riescono a costituire delle importanti fonti di finanziamento per progetti infrastrutturali di vasta portata, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, costituisca un aspetto su cui lavorare per favorire la penetrazione delle nostre imprese in questi contesti. Non bisogna poi dimenticare che il nostro Paese è portatore di un'immensa cultura in termini di patrimonio artistico e culturale, un asset di importanza strategica che può contribuire in modo decisivo a costruire il soft power dell'Italia all'estero. Per questo sono convinto della necessità di affiancare alla diplomazia economica anche quella culturale e della necessità di ragionare sempre più in un'ottica di "economia della cultura", che faccia di essa un volano di nuove opportunità per il sistema delle imprese. Per rispondere concretamente a quest'esigenza, la recente riforma della Farnesina ha dato vita ad una nuova Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese che ci consente di inquadrare in un unico ambito strategico gli aspetti di promozione economica, culturale e scientifica.

Una richiesta diffusa delle imprese italiane è quella di una maggiore flessibilità/ rapidità nell'erogazione di visti per attività di business da parte di Ambasciate e Consolati italiani all'estero. Ci sono iniziative previste in questo senso?

Il Ministero degli Affari Esteri è consapevole della fondamentale importanza rivestita dal rilascio di visti d'ingresso nel nostro Paese, attività essenziale per la circolazione di imprenditori e uomini d'affari che, grazie al loro lavoro quotidiano, contribuiscono a costruire la trama di relazioni economiche e commerciali tra il nostro sistema produttivo e i mercati esteri. Un'attività, questa, che in ogni momento va bilanciata con l'obiettivo di combattere i fenomeni di immigrazione clandestina nel nostro Paese. Ciò detto, posso citare alcune cifre a testimonianza del crescente impegno del Ministero degli Affari Esteri nel favorire la concessione di visti per ragioni d'affari e di turismo. Il 2010 ha fatto registrare un aumento del 9%, rispetto all'anno precedente, nelle domande di visto trattate dalla nostra rete diplomatico-consolare, dato cui hanno contribuito principalmente i visti per affari e turismo, che hanno raggiunto il massimo storico di oltre 1 milione e 200 mila. Rispetto all'anno precedente si sono registrati aumenti superiori al 30% nel numero di visti concessi a favore di cittadini della Federazione Russa, della Repubblica Popolare Cinese e della Turchia, mentre sono aumentati del 10% i visti concessi a favore di cittadini indiani. Mosca, Shanghai, Pechino e Mumbai si confermano in testa alla classifica per numero di visti rilasciati, a testimonianza di una crescente attenzione per questo aspetto evidenziato.


Luogo:

Roma

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