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Governo Italiano

Italia-Gb; Terzi: nasce gruppo di lavoro contro terrorismo e pirateria

Data:

22/03/2012


Italia-Gb; Terzi: nasce gruppo di lavoro contro terrorismo e pirateria

Italia e Gran Bretagna hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro di alto livello in materia di lotta al terrorismo e alla pirateria. Lo ha annunciato il ministro Giulio Terzi al termine di un incontro alla Farnesina con il collega britannico William Hague. Il gruppo si riunirà a livello di alti funzionari ed esaminerà l’intera gamma della cooperazione in materia di antiterrorismo, inclusi i sequestri, la lotta alla pirateria e la radicalizzazione, Yemen, Somalia e Libia.

Da parte sua Hague ha spiegato che "abbiamo chiaramente riaffermato oggi all'Italia la nostra determinazione a lavorare insieme nella lotta al terrorismo e a intensificarla. Penso che questo aiuterà tutti ad affrontare gli eventuali prossimi casi" come quello del sequestro degli ostaggi italiano e britannico Franco Lamolinara e Chris McManus.

E proprio sul blitz britannico costato la vita ai due ostaggi, Terzi ha ribadito che l’Italia era "fortemente contrariata dal fatto di non essere stata informata prima che l'operazione fosse lanciata" per liberare gli ostaggi in Nigeria, ma "prendiamo atto della situazione molto difficile sul terreno e dei rapidi sviluppi" che hanno portato Londra ad agire in fretta. Tra l’altro, ha aggiunto, la comunicazione tardiva "non era intenzionale", anche perché Italia e Gran Bretagna "condividono i valori del rispetto della vita umana e della sicurezza degli ostaggi, che è un'assoluta necessità quando si prendono queste decisioni".

Hague ha puntualizzato che i due paesi hanno "affrontato questo rapimento con la stessa linea e hanno condiviso lo stesso approccio" sulla gestione del sequestro. E certamente anche in Gran Bretagna c’è stato " molto disappunto per quello che è successo: l'operazione di salvataggio non ha avuto successo. Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile fare insieme all'Italia". Hague ha spiegato che Londra ha intrapreso "quell'azione perché pensavamo fosse la migliore opportunità di salvare quelle vite che si trovavano in una situazione disperatamente difficile" e che quindi per loro quella è stata "la decisione giusta da prendere". Allo stesso tempo, ha aggiunto, "penso che tutti noi che abbiamo la responsabilità di prendere decisioni dobbiamo convivere con le conseguenze, sia se hanno successo che se falliscono".

Al centro dei colloqui anche il caso dei due marò italiani detenuti in India. Terzi ha spiegato che Londra "comprende" la "necessità di riportare i marò i a casa" e per l'Italia è il segno di "sostegno considerevole". Terzi ha aggiunto di "contare" sulla collaborazione della Gran Bretagna anche su "alcuni aspetti del diritto internazionale in materia di lotta alla pirateria che devono essere riaffermati nei confronti di tutti i paesi dell'Onu", che sono alla base della posizione italiana nella vicenda dei marò.

Hague da parte sua ha sottolineato che Londra collabora con l'Unione Europea, che si è già attivata sul caso. Quindi, ha assicurato che il suo governo "darà tutto l'aiuto possibile" all'Italia, anche nell'individuare "di che aiuto si tratta".

Tra i due paesi si confermano i rapporti "eccellenti", all'insegna di una "solida amicizia", che "si conferma oggi in un'importante e gradita visita dopo i tragici fatti che hanno portato alla barbarica uccisione di Franco Lamolinara e Christopher McManus", ha aggiunto Terzi. Hague, che stamane ha incontrato il premier Mario Monti e il presidente Giorgio Napolitano, ha confermato che l'Italia è tra i "principali partner in Europa" e che i due governi lavorano per rafforzare un "partenariato fruttuoso".

Profonda sintonia tra i due Ministri anche per quanto riguarda gli altri principali temi dell’attualità internazionale come la Siria, per cui si è tornato ad invocare l’accettazione del piano Annan da parte del regime di Damasco. Poi l’Iran, per cui è stata ribadita la necessità di proseguire con la politica del doppio binario, ossia portare Teheran al tavolo negoziale ma allo stesso tempo insistere con le sanzioni economiche per indurre il regime ad abbandonare i piani nucleari. Quanto alla Libia, Roma e Londra offriranno un ulteriore sostegno alle autorità per impedire ai terroristi di trarre vantaggio dalla disponibilità – in seguito al conflitto – di armi e combattenti in Libia ed in tutta la regione.

 

 


Luogo:

Roma

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