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Governo Italiano

Terzi e Di Paola al Parlamento: un bilancio sulle missioni italiane di pace

Data:

11/10/2012


Terzi e Di Paola al Parlamento: un bilancio sulle missioni italiane di pace

Le missioni internazionali di pace che vedono l’impegno dell’Italia nonche’ la situazione in aree di particolare crisi come la Siria, sono state al centro di un’audizione dei ministri Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola alle commissioni Difesa congiunte di Camera e Senato. "Preoccupa molto" sopratutto nella sua "dimensione umanitaria’’ ha detto Terzi con riferimento alla Siria: l'emergenza riguarda 350.000 persone, "che rischiano di raddoppiare perché gli sfollati interni sono oltre un milione". "C'é molto da fare per sostenere la massa di rifugiati che rischia di finire coinvolta nella tratta di esseri umani di cui abbiamo già avuto episodi in Italia con profughi arrivati sulle barche", ha aggiunto.

"Molto preoccupante" la situazione nel Sahel

"Molto preoccupante’" la situazione nel Sahel e "auspichiamo che sia organizzata molto rapidamente la forza di pace Ecowas". Si tratta, ha ricordato Terzi, di 3.300 peacekeeper nel Mali, "con finalità di stabilizzazione e dialogo con gli islamisti moderati". La posizione dell'Algeria in questo momento "é fondamentale", e il Paese "sta riflettendo sulle modalità con cui accettare la forza Onu". Sulla Libia Terzi ha detto che "La prioritaria necessità é affrontare il problema della sicurezza interna non appena la situazione politica si sarà assestata, e l'Italia intende continuare a contribuire" al processo di stabilizzazione in Libia che e' in via di assestamento. ‘’Di fondamentale importanza ‘’ la presenza italiana in Libano dove c’e’ "una situazione fragile’’. Terzi ha poi sottolineato "lo splendido lavoro del generale Serra", che ha assicurato "un ritorno positivo per la nostra politica estera’’.

Afghanistan: dal 2013 riduzione "leggera" italiani

La missione Isaf in Afghanistan procede secondo i tempi stabiliti: nel 2013 inizierà una riduzione 'leggera' del contingente italiano, che sarà più 'pesante' nel 2014 in modo da arrivare alla fine di quell'anno alla conclusione della missione con la cessione della responsabilità alle forze di sicurezza afghane. Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. In Afghanistan, ha spiegato Di Paola, "continua la fase di transizione ed entro fine anno il 90% della popolazione sarà in distretti affidati alle forze di sicurezza afghane. Non ci sono accelerazioni per quanto riguarda Isaf, proseguiamo tutti insieme e nel 2013 partirà la riduzione complessiva dei militari della coalizione". Ci sarà poi, ha proseguito Di Paola, "un'altra missione post 2014, che sarà di assistenza e addestramento, non combat, e saranno probabilmente il nuovo Parlamento ed il nuovo governo a decidere nel 2013 il tipo di apporto da parte dell'Italia".

Maro’: Terzi, allibiti e sconcertati da caso

"Allibiti e sconcertati" per la questione dei due maro’, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone arrestati in India – ha detto Terzi - per il fatto che uno "Stato di diritto come l'India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri marò". L'Italia si riserva "una serie di azioni a livello internazionale" nel caso in cui la sentenza dell'India sui marò sia sfavorevole, ha aggiunto Terzi che ha spiegato che "se c'é una cognizione dei valori fondamentali nel sistema giuridico indiano, deve esserci una conclusione che vada nel senso a noi favorevole". "Il tema - ha spiegato Terzi - è stato portato in tutte le istanze, ho contato oltre 100 interventi specifici", e in tutti è stato dato "riconoscimento di principio" alla posizione italiana, che è "chiarissima sul piano giurisdizionale". All'Assemblea generale dell'Onu é stato fatto un ulteriore passo avanti. Ma l'Italia, ha detto il ministro, nella peggiore delle ipotesi, ovvero qualora la sentenza fosse sfavorevole, è pronta a prendere azioni internazionali. Il ministro della Difesa ha riferito che i due maro’ sono "seguiti tutti i giorni: c'é la presenza costante di un team di 5-.6 persone dal 15 febbraio. Siamo fiduciosi nella Corte Suprema indiana, che ha i suoi tempi’’.


Luogo:

Roma

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