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Governo Italiano

Gaza: appello di Italia e Francia per tregua - Terzi, lavoriamo per ripresa dialogo finalizzato alla pace

Data:

21/11/2012


Gaza: appello di Italia e Francia per tregua - Terzi, lavoriamo per ripresa dialogo finalizzato alla pace

21.11.2012 - ore 20.00 - Accordo sul cessate il fuoco a Gaza; Terzi, importante passo avanti per la soluzione della crisi

Commentando da Parigi la notizia dell’accordo sul cessate il fuoco a Gaza, il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, che in queste ore accompagna il Presidente della Repubblica nella sua visita in Francia, si è detto “molto soddisfatto per un’intesa che costituisce un importante passo avanti per la soluzione della crisi”.

“Questo risultato - sottolinea Terzi - è il frutto anche dell’intensa azione svolta in questi giorni dalle diplomazie occidentali e della regione, in cui anche l’Italia ha avuto un ruolo attivo con costanti contatti con i principali partner europei, con l’Egitto e la Turchia”.

“Auspico ora che tutte le parti rispettino l’accordo - ha concluso Terzi - e che questo importante sviluppo contribuisca a restituire tranquillità alle popolazioni locali e possa costituire il primo passo di un percorso verso una riapertura delle prospettive del dialogo fra israeliani e palestinesi”.

 

21.11.2012 - ore 17.00 - Gaza: appello di Italia e Francia per tregua - Terzi, lavoriamo per ripresa dialogo finalizzato alla pace

L’Italia insiste per un cessate il fuoco tra israeliani e palestinesi. Da Parigi i presidenti Giorgio Napolitano e Francois Hollande hanno lanciato un forte appello affinché tutti gli sforzi siano fatti per raggiungere una tregua a Gaza. Napolitano, in particolare, ha ribadito la "più ferma condanna nei confronti del terrorismo", esprimendo "la solidarietà a Israele che si sente brutalmente attaccata e vicinanza alle vittime" di Gaza.

Arginare escalation della violenza

Francia e Italia - hanno affermato i due capi di Stato - chiedono "la cessazione immediata di tutte le violenze, che causano sofferenze ingiustificabili fra le popolazioni civili". In tale contesto, si "condanna con la massima fermezza tutti gli attacchi terroristici", riaffermando "il diritto di Israele a proteggere la sua popolazione dagli attacchi che colpiscono deliberatamente le popolazioni civili innocenti. Tale diritto deve essere esercitato in maniera proporzionata ed in modo da assicurare la costante protezione dei civili". Al contempo, "siamo convinti - hanno aggiunto Napolitano e Hollande - che si debba porre in essere quanto necessario per arginare un'escalation della violenza che potrebbe minare ancor più la stabilità dell'intera regione, con conseguenze imprevedibili. In questo spirito, Francia e Italia sono determinate a svolgere insieme un ruolo attivo, intensificando i loro contatti con tutte le parti impegnate a conseguire un cessate il fuoco duraturo", allo scopo di "creare le condizioni che consentano la ripresa di un dialogo aperto e costruttivo fra israeliani e palestinesi".

Attentato allontana prospettiva pace

La condanna al terrorismo è stata espressa anche dal ministro Giulio Terzi - che accompagna il presidente della Repubblica a Parigi - a proposito dell’ allontanare la prospettiva della pace avvenuto oggi a Tel Aviv, definito "un atto vile che mira ad allontanare la prospettiva della pace, per la quale sono attivamente impegnate in queste ore le diplomazie occidentali e dei principali attori regionali".

Il governo italiano è impegnato fortemente nel negoziato, con contatti ripetuti con gli interlocutori israeliani, egiziani, turchi e qatarini, ha sottolineato Terzi, che vede nel prolungamento o deterioramento dello scontro "conseguenze inaccettabili sul piano umanitario, ma anche sulla stabilità della regione e dell'area mediterranea". In questo contesto, l’Italia ripone fiducia nel ruolo moderatore che può essere esercitato dall’Egitto. In ambito europeo, il governo si è battuto per una posizione unitaria, che è si espressa nell’ultimo Consiglio Affari esteri con la richiesta di un cessate il fuoco immediato e per una soluzione duratura e sostenibile al conflitto con due Stati che vivano in pace l’uno accanto all’altro.


Luogo:

Roma

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