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Governo Italiano

Stragi naziste: Terzi, Italia e Germania costruiscono memoria comune per la pace

Data:

19/12/2012


Stragi naziste: Terzi, Italia e Germania costruiscono memoria comune per la pace

Italia e Germania vogliono costruire una "memoria comune" sugli anni delle violenze naziste, in onore delle vittime ma anche per "mostrare che da quelle tragedie i nostri Paesi sono riusciti ad uscire" ed oggi "lavorano insieme" per il futuro dell'Unione Europea. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi, alla presentazione del rapporto della commissione degli storici italo-tedesca sugli avvenimenti del biennio 1943-'45, insieme con il collega tedesco Guido Westerwelle.

Superare pregiudizi e stereotipi

La commissione è stata istituita nel 2008 per approfondire il passato di guerra italo-tedesco ed in particolare la vicenda degli internati militari italiani. L'obiettivo è di superare i pregiudizi e gli stereotipi ancora presenti nei due paesi sulla via della riconciliazione, solidarietà e integrazione. I dieci storici italiani e tedeschi impegnati nella ricerca forniscono suggerimenti ai governi italiano e tedesco su iniziative concrete, come ad esempio la creazione di un memoriale degli internati italiani a Berlino, la creazione di un foro sui rapporti italo-tedeschi, il finanziamento di fondazioni presso i comuni delle vittime, borse di studio e letture specifiche nelle scuole sul dramma di quelle centinaia di migliaia di deportati tra le file dell'esercito italiano, dopo l'armistizio dell'8 settembre che trasformò Italia e Germania da alleate a nemiche.

Custodire il ricordo del sacrificio

Il rapporto è "un punto di partenza", ha specificato Terzi, sottolineando che "custodire il ricordo del sacrificio di tante vittime rappresenta un dovere civile e morale per ognuno di noi, in particolare per mantenere viva nelle giovani generazioni la consapevolezza delle sofferenze che hanno segnato il difficile cammino dei nostri Paesi verso la pace, la libertà e la democrazia".

Certe ferite non ancora rimarginate

"Bisogna stare in guardia perché ciò che è accaduto può tornare", ha sottolineato Westerwelle citando Primo Levi, aggiungendo che "certe ferite" di quegli anni "non sono ancora rimarginate" e sono "terreno fertile per stereotipi che non si addicono alla profondità e varietà dell'amicizia italo-tedesca". Ricordando quegli anni, Westerwelle ha sottolineato che "in nome tedesco in Italia furono compiuti crimini ingiustificabili" e nemmeno la sentenza dell'Aja che ha dato ragione a Berlino sugli indennizzi "mette in dubbio le responsabilità tedesche". Quindi, ha sottolineato che "la risposta al capitolo più buio della Germania è stata l'Europa", nella quale "la cooperazione ha preso il posto della contrapposizione".


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