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Governo Italiano

Inaugurazione anno accademico - Terzi: riportare la cultura al centro del dibattito politico

Data:

14/02/2013


Inaugurazione anno accademico - Terzi: riportare la cultura al centro del dibattito politico

Riportare il tema della cultura al centro del dibattito elettorale: è l’appello che il ministro Giulio Terzi ha fatto dall’Università di Bergamo, per l’inaugurazione dell’anno accademico. La dimensione culturale, ha rilevato Terzi, è importante “per i giovani e per un’Italia che tutti vorremmo rafforzata e trasformata nei riferimenti fondamentali della nostra coscienza individuale e collettiva”, tanto quanto le altre questioni di grande rilevanza come la fiscalità, l’occupazione, la crescita, la famiglia e o modelli di società.

Indifferenza verso cultura inaccettabile

Per Terzi “l’indifferenza verso la cultura è tanto più inaccettabile quanto più la cultura è stata ed è per noi italiani grande fonte primaria di ricchezza”, in un mondo “dove ricchezza e benessere sono generati dalla conoscenza”. Il ministro ha ricordato che l’Italia dispone di 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici e 47 siti Unesco, ma si tratta di un patrimonio “mai salvaguardato abbastanza e soprattutto non ancora collegato alle potenzialità di crescita e di impresa che altri nostri importanti partners hanno da tempo saputo sviluppare”. Per Terzi, al contrario, “una nuova visione del bene pubblico, improntata a progettualità, meno influenzata da interessi corporativi o approcci burocratici, potrebbe non solo compensare le riduzioni del bilancio pubblico, ma generare profitti e gettito fiscale”.

Inoltre, “il contrasto a vere piaghe come quelle della corruzione e dell’evasione, l’attrazione degli investimenti dall’estero, la nostra stessa influenza nel mondo non possono che avvenire superando il cerchio di un certo provincialismo culturale e dimostrando che è nostra cultura il rispetto delle regole, l’integrità di impresa e la dignità della persona”.

La cultura è gigantesco soft power

“Superare la marginalizzazione della cultura” secondo Terzi è “essenziale” per gli interessi della nostra politica estera. La cultura è il nostro “gigantesco soft power, la nostra reputazione. Se nella società globale conta una “pagella di influenza”, i cui voti sono dati in primis dalle eccellenze culturali e scientifiche, l’autorevolezza dell’Italia, in una congiuntura difficile per il Paese, si è giovata dello straordinario lavoro di molti scienziati italiani”, ha sottolineato il ministro.

Per tutte queste ragioni, ha aggiunto Terzi, “ho voluto intensificare l’azione della diplomazia culturale, organizzando manifestazioni come l’anno della cultura negli Stati Uniti, sostenendo l’internazionalizzazione del sistema universitario e promovendo il networking tra scienziati, università e imprese attive nel settore dell’innovazione tecnologica”. Occorre tuttavia “un impegno culturale al centro della vita dei cittadini”, ha aggiunto Terzi, ricordando un recente intervento del Maestro Riccardo Muti in Senato che ha affermato “l’Italia non è ancora desta: dobbiamo destarla noi con la cultura”.


Luogo:

Rome

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