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Governo Italiano

Digital media in zone di guerra - Terzi: Strumento di democrazia ma attenzione a rischi rete

Data:

21/03/2013


Digital media in zone di guerra - Terzi: Strumento di democrazia ma attenzione a rischi rete

I social media sono un importante “strumento di democrazia” ma bisogna anche stare attenti ai rischi legati al “magma” della rete. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi aprendo alla Farnesina il seminario “Digital Media in zone di guerra” organizzato in collaborazione con la rivista Wired Italia.

Connettere le coscienze

Terzi ha ricordato il ruolo di strumenti come Facebook e Twitter nelle primavere arabe per “connettere le coscienze, favorire l’organizzazione della protesta e raccontare al resto del mondo ciò che accade durante una rivoluzione, quando i mass-media convenzionali sono oscurati dalla censura”. Negli scenari di guerra, inoltre, i digital media documentano piccole storie non coperte dai media tradizionali e le immagini, le storie e gli episodi narrati sui blog "restano come testimoni indelebili, a portata di un semplice click su Google", ha aggiunto il ministro.

Rischi di abuso

Non mancano i "rischi di abuso", come nel caso dei video di guerra registrati con microcamere poste sull'elmetto dai militari in missione, che possono "banalizzare l'azione di guerra, trasformandola in un video-game". Quindi, occorre "grande professionalità" nel raccontare questo tipo di eventi.

I social media garantiscono una velocità di informazione mai conosciuta. Ad esempio, il primo tweet da Haiti è stato postato 7 minuti dopo il terribile terremoto del 12 gennaio 2010, 24 ore prima della diretta televisiva, ha ricordato Terzi, rilevando tuttavia che utilizzare la rete come fonte di informazione aumenta il rischio di “notizie infondate” pubblicate ad esempio da persone che utilizzano false identità. La rete, ha concluso Terzi, è un “magma di comunicazione mista a propaganda” e per utilizzarla come fonte utile, c’è bisogno di "giornalisti preparati e rigorosi nella verifica, capaci di filtrare, approfondire e contestualizzare i fatti".

Presa diretta

Al seminario, a cui partecipano anche gli studenti, esperti di “digital strategy” si confrontano sull’informazione in territori geograficamente distanti, ma percepiti come assai prossimi da molti nostri connazionali grazie al lavoro di documentazione svolto da militari in missione, cooperanti, giornalisti e blogger. Oggi i digital media consentono di riportare fatti in "presa diretta", avvenimenti e storie di persone che vivono sulla propria pelle il dramma del conflitto. Nell’evento si rifletterà quindi sul ruolo dei nuovi media, che ci informano in modo totalmente “disintermediato” rispetto ai mass-media tradizionali.

Luogo:

Roma

15005
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