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Diplomazia Economica/Sole 24 Ore - Turchia: al ribasso previsioni PIL e Piano Medio Termine

Data:

24/09/2013


Diplomazia Economica/Sole 24 Ore - Turchia:  al ribasso previsioni PIL e Piano Medio Termine

Turchia: al ribasso previsioni PIL e Piano Medio Termine

Il ministro dell'economia turco, Gaglayan, ha annunciato che il governo di Ankara rivedra' tutte le valutazioni che sono alla base del Programma di Medio Termine, compresa la stime crescita del PIL per il 2013. Recentemente il vice primo ministro Babacan, aveva parlato di una crescita della Turchia per il 2013 sopra il 3%. La dichiarazione era apparsa significativa perche', sino a quel momento, il Governo, negli interventi ufficiali, aveva sempre mostrato fiducia nella possibilita' di realizzare una crescita del PIL del 4%, come fissato dal Programma di Medio Termine per il 2013. Gli interventi dei due ministri sembrano hanno una doppia valenza. Sono, da una presa d'atto delle difficolta' che il Paese sta affrontando. In particolare, Babacan, nella sua intervista, ha ricordato come si siano verificate alcune circostanze che, all'inizio dell'anno, non erano assolutamente prevedibili ma che hanno prodotto conseguenze negative sulla crescita del Paese, fra le quali gli eventi di Gezi Park, una congiuntura internazionale sfavorevole, le situazioni di crisi in Egitto e Siria.D'altro lato, il mantenimento di un obiettivo di crescita superiore al 3%, vuole essere un messaggio di rassicurazione sia interna che esterna e la conferma di un'inversione di tendenza rispetto al rallentamento del 2012 in cui la crescita del PIL e' stata del 2,2%. Babacan e Gaglaya, in sostanza, intendono ridimensionare, pur senza sottovalutarle, le difficolta' del momento e lanciare un segnale di fiducia sia ai propri concittadini (con un occhio probabilmente rivolto alle tornate elettorali, locali e nazionali, del 2014), sia agli investitori internazionali. Al riguardo, Babacan si e' anche detto sicuro che le agenzie di rating non rivedranno al ribasso il giudizio sulla Turchia.

(infoMercatiEsteri)

Trasporto aereo: nei prossimi 20 anni serviranno 28.350 nuovi aerei

Nei prossimi 20 anni (2013-2032) il traffico aereo crescera' a un tasso annuo medio del 4,7%, creando la domanda per oltre 29mila nuovi aeromobili passeggeri e cargo del valore di 4,4 trilioni di dollari. E' la stima dell'ultimo Global Market Forecast di Airbus, secondo cui un settore dell'aviazione sempre piu' accessibile in tutte le regioni del mondo portera' ad un maggiore utilizzo dei viaggi in aereo, in particolare da e verso i mercati emergenti. In particolare di questa domanda di nuovi aerei circa 28.350 riguardera' velivoli adibiti al trasporto passeggeri, per un valore di 4,1 trilioni di dollari. Di questi, 10.400 sostituiranno degli aeromobili gia' esistenti con modelli piu' efficienti. Considerando la flotta attuale di 17.740 aeromobili, questo significa che entro il 2032 - sottolinea la nota di Airbus - la flotta disponibile a livello mondiale raddoppiera' per raggiungere un totale di quasi 36.650 aeromobili.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Bilancia commerciale: saldo positivo con Paesi extra UE (agosto)

Ad agosto il surplus commerciale dell'Italia con i Paesi extra Ue migliora a 559 milioni, a fronte di un disavanzo di 903 milioni dello stesso mese del 2012. Lo comunica l'Istat aggiungendo che al netto dell'energia, il saldo commerciale si riduce da +4,8 miliardi di agosto 2012 a +4,6 miliardi di agosto 2013. Nei primi otto mesi del 2013 il surplus con i paesi extra Ue e' pari a 11,1 miliardi. Guardando a import e export, su base congiunturale le esportazioni verso i paesi extra Ue registrano una crescita contenuta (+0,2%), mentre le importazioni diminuiscono dello 0,5%; su base annua entrambi i flussi flettono, in misura piu' marcata per le importazioni (-15,4%) che per le esportazioni (-5,4%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Spagna: ingresso Telefonica non incide su rating Telecom (Moody's)

L'operazione Telefonica-Telco annunciata questa mattina non mette in salvo Telecom Italia da un possibile declassamento del debito a livello "spazzatura" da parte delle agenzie di rating. Lo spiegano gli analisti di Moody's. La modifica della struttura di Telco non ha impatti sul debito di Telecom e non cambia quindi i parametri per un'eventuale decisione da parte delle agenzie di rating. La situazione potrebbe cambiare solo in caso di cessione del Brasile, asset valutato ai valori di mercato 8 miliardi per il 100%. I riflettori sono quindi puntati sulla decisione che prendera' il cda Telecom il 3 ottobre e, in particolare, sulla possibile proposta di un aumento di capitale, operazione che, se venisse approvata dal consiglio, dovrebbe comunque passare al vaglio dell'assemblea dei soci.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Spagna: Telefonica controllera' il 66% di Telco

Accordo fatto tra i soci italiani di Telco e l'azionista spagnolo Telefonica a cui andra' il controllo del 66% della holding che detiene il 22,4% della societa' di tlc. In una nota congiunta Generali, Intesa SanPaolo e Mediobanca precisano che e' stato modificato il patto parasociale di Telco che prevede due fasi di esecuzione. La prima comporta un aumento di capitale riservato a Telefonica, che lo sottoscrivera' oggi stesso, per 324 milioni di euro valorizzando cosi' la quota detenuta da Telco in Telecom a 1,09 euro per azione (0,59 euro il prezzo di riferimento di ieri in Borsa). Generali, postaumento di capitale, deterra' il 19,33% di Telco, Intesa SanPaolo e Mebiobanca avranno il 7,34% ciascuna. Telefonica ha assunto l'impegno a sottoscrivere un altro aumento di capitale per 117 mln a seguito del quale salira' al 70%. Dal primo gennaio 2014 inoltre il gruppo spagnolo ha un'opzione call per acquistare tutte le azioni di Telco dai soci italiani.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Libia: Eni si prepara per nuove gare oil&gas

"Ho sentito dire che lanciano una procedura per un 'big round' esplorativo:lo guarderemo e vedremo cosa offrono.In Libia ci siamo e vogliamo esserci". Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine dell'audizione in Commissione industria del Senato commentando la decisione della Libia di riesaminare i termini delle offerte a imprese straniere su blocchi esplorativi e avviare nuove gare.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Luogo:

Roma

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