Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Proprietà intellettuale - Bonino, è asset essenziale per crescita

Data:

27/01/2014


Proprietà intellettuale - Bonino, è asset essenziale per crescita

Un asset essenziale per la crescita italiana e sul quale è più che mai necessaria una tutela uniforme in tutto il mondo. Così la Ministro degli Esteri Emma Bonino si è soffermata sul tema della proprietà intellettuale intervenendo al convegno “Proprietà intellettuale: fattore strategico per lo sviluppo economico nel mercato globale", teso a focalizzare i vari aspetti di un settore che, negli odierni mercati internazionali, si presenta come uno dei principali. Il convegno, articolato in più sessioni, ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI), Francis Gurry, e del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato.

Valensise, tutela indicazioni geografiche è elemento cruciale per le nostre esportazioni

Ad aprire la conferenza è stato invece il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Michele Valensise, che si è soffermato su uno degli aspetti della grande area della proprietà intellettuale e, in particolare, del Made in Italy: le indicazioni geografiche. La loro “protezione nei Paesi terzi continua a rappresentare una sfida per le nostre imprese, che devono far fronte a difficoltà" dovute a "carenze normative. La tutela efficace delle indicazioni geografiche è elemento cruciale per le nostre esportazioni, soprattutto nel settore agro-alimentare”, ha rimarcato Michele Valensise spiegando come, in un "periodo economico difficile, le opere dell'ingegno e della creatività possano contribuire alla competitività del nostro Paese e alla penetrazione delle imprese in mercati complessi".

Bonino, qualità e innovazione vantaggio competitivo per pmi solo se protetti su scala globale

Sulla stessa linea anche l’intervento della Ministro Bonino. “Sono convinta che la tutela della proprietà intellettuale è un asset essenziale non solo per mantenere le posizioni in cui siamo ma per rilanciare la crescita del Paese", ha sottolineato Emma Bonino rimarcando che "in un sistema di concorrenza sempre più agguerrita per sfruttare dal punto di vista commerciale le recenti scoperte tecnologiche, è sempre più evidente la necessità di rafforzare un sistema di regole equilibrate e condivise per arrivare ad una tutela quanto più uniforme possibile dei diritti di proprietà intellettuale".

La Ministro ha poi sottolineato il legame tra la tutela della proprietà intellettuale e l’economia italiana. Un’economia fatta soprattutto di piccole e medie imprese. "L'offerta di beni e servizi innovativi costituisce un fattore competitivo cruciale" per le pmi italiane, ha evidenziato al titolare della Farnesina ribadendo come "qualità e innovazione sono un vantaggio competitivo solo se protetti su scala globale". L'economia italiana possiede "un valore aggiunto che va tutelato", quello della qualità, e che "è cruciale per operare con successo in un mercato internazionale aperto a concorrenti che beneficiano di costi produttivi inferiori", ha infine aggiunto la Ministro.

Francis Gurry (OMPI), economia immateriale tende a cresce, si va incontro a capitale conoscenza

E le sue parole hanno trovato piena conferma nei dati elaborati da uno studio congiunto dell’Ufficio Europeo Brevetti e dell’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno. Secondo il rapporto, nel biennio 2008-2010 il 26% dell’occupazione in Ue si è localizzato in industrie ad alta intensità di proprietà intellettuale. E nello stesso periodo, la stessa tipologia di industria ha generato il 39% del Pil totale in Ue. "L'economia immateriale tende a crescere, ci si è allontanati dal capitale fisico per andare incontro a quello della conoscenza", ha spiegato il Direttore Generale dell’OMPI, Gurry, sottolineando come, anche in questo campo, si registri “uno spostamento da Ovest a Est. Nel 1994 Cina, Giappione e Corea del Sud formavano il 7% delle richieste dei brevetti, nel 2012 siamo passati al 38%".

Luogo:

Roma

17896
 Valuta questo sito