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Governo Italiano

Bonino a Gibuti - Mutilazioni genitali femminili, flagello non solo africano

Data:

06/02/2014


Bonino a Gibuti - Mutilazioni genitali femminili, flagello non solo africano

L’instabilità mediorientale, sullo sfondo della crisi siriana e l’emergenza profughi e la battaglia in difesa di diritti umani sono stati i temi affrontati dalla Ministro Emma Bonino nella sua missione in Libano e Gibuti. Nel paese africano la Ministro ha portato avanti una battaglia che la vede in prima linea dai tempi in cui era attivista per i diritti umani: “il flagello delle mutilazioni genitali femminili”, un dramma che “tocca non solo l'Africa, ma anche l'Occidente, anche il mio Paese”, ha detto la Ministro nel suo intervento alla conferenza "Per una regione senza Mgf", in occasione della Giornata internazionale Tolleranza zero sulle Mutilazioni genitali femminili.

Cooperazione finanzia 40 programmi

“Da diversi anni - ha ricordato - l'Italia è tra i Paesi più impegnati contro questa tragedia, ed è una priorità condivisa dal governo, dal Parlamento e dalla società civile. Ha adottato una legislazione molto severa e lavorato per mettere la questione al centro del dibattito europeo". "La Cooperazione italiana allo sviluppo finanzia circa 40 programmi nella lotta alle mutilazioni genitali femminili. Dal 2008 al 2013 ha contribuito ai programmi dell'Unfpa e dell'Unicef con 7,5 milioni di dollari. Credo che potremo presto confermare un impegno per quest'anno per altri 1,5 milioni di euro", ha detto la Bonino ricordando anche la conferenza tenuta a Roma lo scorso ottobre.

Applicare la risoluzione Onu

"La pratica delle mutilazioni genitali femminili è una violazione dei diritti umani, una violenza mai giustificata, con conseguenze drammatiche sul piano sanitario ed emotivo. Tanti passi avanti sono stati fatti: molti villaggi hanno annunciato di aver abbandonato la pratica e questo ci incoraggia ad andare avanti. Ma ci resta la sfida dell'applicazione della risoluzione Onu del dicembre 2012, che l'Italia e l'Europa hanno sostenuto", ha aggiunto la titolare della Farnesina su una delle sue storiche battaglie.

A Gibuti tante facce da combattenti per i diritti umani

"Mi ritrovo a Gibuti dopo quasi 10 anni, vedo dei visi familiari di tante combattenti per i diritti umani che sono diventate amiche", ha ricordato alla platea e alla premiere dame di Gibuti e presidente dell'unione nazionale delle donne gibutine, Kadra Mahamoud Haid. "Oggi sono felice che molti uomini, che vedo oggi in sala, si siano uniti a noi. Non era scontato. Benvenuti".

Emergenza profughi, un milione solo in Libano

La crisi siriana e l’emergenza profughi sono stati i temi al centro della missione in Libano della Ministro Bonino e dei suoi incontri istituzionali. La missione arrivava all’indomani della conferenza a Roma per gli aiuti umanitari in Siria, che vive una crisi ormai "inaccettabile", ha detto la Ministro, ricordando che il Libano ha accolto un milione di profughi siriani, pari a un quarto della popolazione libanese: "Come se in Italia ne arrivassero 15 milioni", ha spiegato la titolare della Farnesina, che mesi fa ha già visitato un campo profughi in Giordania. In Siria, ha aggiunto, è necessario "aprire l'accesso agli aiuti umanitari in alcune zone dove 7 milioni di persone ne sono totalmente prive.

A Roma conferenza per rafforzamento forze armate libanesi

Anche per contenere il contagio del conflitto siriano in Libano dove, sullo sfondo della lunga crisi politica e dei recenti attentati a Beirut, "l'Italia è interessata a organizzare una conferenza per il rafforzamento delle Forze armate libanesi", ha ribadito la Bonino dopo l'annuncio fatto nella visita di dicembre dal premier Enrico Letta. Una prima riunione "tecnico-militare" si terrà entro marzo, mentre tra aprile e maggio la riunione "a livello politico".

Visita al contingente italiano Unifil

La Bonino ha quindi concluso la sua visita in Libano con una visita al contingente italiano dell'Unifil, nel sud del Paese, di cui l'Italia si offre di guidare fino al 2015 la missione di interposizione tra Libano e Israele, comandata dal generale Paolo Serra, anche per il "riconoscimento generale di aver bene operato e ben meritato".


Luogo:

Roma

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