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Governo Italiano

India: no Sua act. Vertice a Palazzo Chigi - Renzi incontra Mogherini, Pinotti, De Mistura

Data:

24/02/2014


India: no Sua act. Vertice a Palazzo Chigi - Renzi incontra Mogherini, Pinotti, De Mistura

Il procuratore generale indiano ha chiesto lunedì mattina alla Corte Suprema che i due marò italiani non siano processati per la legge anti-terrorismo ed anti-pirateria (Sua Act), ma ha chiesto che l’accusa venga formulata comunque dalla polizia anti-terrorismo Nia. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi e il giudice ha fissato una nuova udienza fra due settimane. Subito dopo la decisione si è tenuto un vertice a palazzo Chigi sulla vicenda fra il premier, Matteo Renzi, la Ministra degli Esteri, Federica Mogherini, la collega della Difesa, Roberta Pinotti, e l’inviato del governo, Staffan De Mistura.

India: niente Sua Act, ma nel processo proceda polizia anti-terrorismo Nia

Il procuratore generale indiano G. E. Vahanvati ha presentato lunedì l'opinione del governo favorevole ad abbandonare il Sua Act sul caso dei fucilieri di marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. L’applicazione della legge nel procedimento era stata richiesta inizialmente alla Corte Suprema dall’accusa, per il reato di violenza, che prevede una pena massima di dieci anni (il Sua Act in alcuni casi contempla anche la pena di morte). La richiesta aveva provocato una durissima reazione da parte di Italia, Ue e Nato, contrarie all’ipotesi che due militari impegnati in una missione internazionale anti-pirateria fossero processati per terrorismo. Di fronte alle proteste internazionali, il governo indiano aveva deciso di studiare la possibilità di non usare il Sua Act. All’udienza di martedì 18 febbraio della Corte Suprema, che doveva decidere sul capo di imputazione, il procuratore generale aveva chiesto e ottenuto un rinvio, in attesa del parere dell’esecutivo.

Scontro accusa-difesa su Nia, Corte Suprema rinvia processo di 2 settimane

Lunedì il procuratore Vahanvati ha consegnato al giudice B.S. Chauhan l'affidavit con l'opinione del ministero della Giustizia sul caso dei marò, in cui si esclude il ricorso al Sua Act. Il documento sostiene però che i capi d'accusa saranno presentati dalla polizia Nia, l'unità antiterrorismo, che ha svolto le indagini. L'avvocato della difesa Mukul Rohatgi ha però obiettato che "è impossibile utilizzare la Nia in assenza del Sua Act". Il giudice ha allora chiesto alle parti di presentare le loro posizioni, fissando per questo un termine di due settimane. La questione sarà discussa da un tribunale della Corte composto da tre giudici.

Difesa, esclusione Sua Act è primo passo

All'uscita dell'udienza in Corte Suprema, il difensore Rohatgi ha voluto sottolineare il risultato di aver eliminato lo scoglio rappresentato dalla legge anti-pirati. "Con l'eliminazione del Sua Act - ha sottolineato - abbiamo fatto un primo passo. Ora presenteremo le nostre motivazioni avverse al mantenimento della polizia investigativa Nia".

Procuratore, spiegheremo perché Nia può operare nel processo

“Spiegheremo perché la Nia (la polizia antiterrorismo) può operare anche in assenza del Sua Act" (la legge contro la pirateria) – ha detto il procuratore G.E. Vahanvati al termine dell'udienza -. Abbiamo comunicato l'abbandono del Sua Act, ma la difesa dice no a che i capi di accusa siano presentati dalla Nia e consegnerà una memoria. Ma anche noi vogliamo dire la nostra".

Vertice a Palazzo Chigi Renzi-Mogherini-Pinotti-De Mistura

Subito dopo l’udienza della Corte Suprema indiana, si è tenuta una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi sulla questione marò. Hanno partecipato il presidente del consiglio, Matteo Renzi, la ministra degli Esteri, Federica Mogherini, la collega della Difesa, Roberta Pinotti, e l’inviato speciale del governo sulla vicenda, Staffan De Mistura.

Renzi,mi impegno su assurda e allucinante vicenda

"Ieri arrivato a Palazzo Chigi e ho scelto di fare alcune telefonate simboliche. Ho scelto di chiamare i due marò, che da troppo tempo sono bloccati a Nuova Delhi da un'assurda e allucinante vicenda, per la quale garantisco il mio personale impegno e quello del governo". Lo ha detto il premier Matteo Renzi in Senato durante il discorso per chiedere la fiducia.


Luogo:

Roma

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