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De Chirico al Cairo tra opere e versi - Al via la mostra dell'Istituto italiano di cultura

Data:

16/10/2014


De Chirico al Cairo tra opere e versi - Al via la mostra dell'Istituto italiano di cultura

Gli squilli di tromba degli sbandieratori di Sant'Elpidio a Mare hanno acceso le luci al Cairo sulla mostra di grandi artisti, a cominciare da Giorgio De Chirico, organizzata dall'Istituto italiano di cultura al Cairo. Il direttore Paolo Sabbatini è letteralmente circondato da strepitose litografie e incisioni, tele e sculture. La mostra si intitola "Immagini e parole": raccoglie opere in cui "il Genio della letteratura si incontra con il Genio dell'artista visivo.

Immagini e parole

E' il caso dell'Hebdomeros di Giorgio de Chirico, definito da Cocteau nel 1929 "il piu' grande romanzo surrealista mai scritto". O delle incisioni per "i Quaderni di Aasverus" e per i versi e gli scritti di Giacomo Leopardi targati Renzo Vespignani. E ancora le opere di Francesco Sereni, assistente di Gaetano Castelli e Franco Zeffirelli, che con il suo "Gazometro" per i 'Luoghi di Pasolini' ha scatenato l'interesse e la curiosità dei visitatori. E ancora le opere di Roberta Sereni "le cui tele tecnicamente ineccepibili potrebbero essere pagine di un romanzo di Lewis Carroll", scrive il curatore Carmine Siniscalco nella presentazione della mostra, visitabile fino al prossimo 13 novembre.

“De Chirico è uno degli artisti epitome dell'Italia”

"De Chirico è uno degli artisti epitome dell'Italia un po' come gli spagnoli hanno Picasso", sottolinea il direttore Sabbatini: "E' una scelta certamente arbitraria, però De Chirico tra i grandi artisti italiani è quello che ha illustrato delle opere letterarie. L'Istituto si occupa della promozione della lingua e della cultura, quindi per questa grande apertura mi è sembrato significativo contemperare sia la letteratura che l'arte". Occorre "dare l'esempio dell'Italia come paladina del 'gusto del bello' - prosegue - che ha caratterizzato la nostra civiltà fin dai tempi dell'Impero romano".

La mostra è l'inizio di una grande stagione, il prossimo 23 ottobre l'Istituto accoglierà la maggior parte dei direttori delle missioni archeologiche italiane, perchè l'archeologia deve "uscire da questa atmosfera giustamente polverosa e 'scuotersi i calzari', come dice una frase famosa, che contemperi la ricerca scientifica ma anche l'attrazione dei turisti, per dimostrare che nel sistema Italia turismo, cultura, aspetto scientifico, eccellenze, vanno tutti a braccetto", conclude Sabbatini.


Luogo:

Roma

19461
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