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Governo Italiano

Messaggio del Ministro Di Maio in occasione della Presentazione del IV Piano d’Azione in attuazione dell’Agenda “Donne, pace e sicurezza” organizzato dall’Università La Sapienza di Roma

Data:

19/02/2021


Messaggio del Ministro Di Maio in occasione della Presentazione del IV Piano d’Azione in attuazione dell’Agenda “Donne, pace e sicurezza” organizzato dall’Università La Sapienza di Roma

La promozione dell’empowerment femminile e della prospettiva di genere rappresenta una priorità della politica estera italiana. Il nostro Paese ha garantito un sostegno immediato alla Risoluzione 1325, adottata all’unanimità nel 2000 dal Consiglio di Sicurezza e istitutiva dell’Agenda Donne Pace e Sicurezza, e svolge un ruolo di primo piano in tutti i principali fora internazionali per promuoverne un’attuazione piena ed efficace.

Il nostro impegno mira a favorire, anche con risorse significative, la partecipazione delle donne ai processi di pace e mediazione internazionale. La recente approvazione del Quarto Piano d’Azione Nazionale su Donne, Pace e Sicurezza e il contestuale stanziamento di 3 milioni di euro per i prossimi 3 anni deciso dal Parlamento italiano, a sostegno della sua attuazione, confermano tale impegno. Anche il precedente Piano d’Azione Nazionale aveva beneficiato di un analogo stanziamento economico da parte del Parlamento: 4 milioni di euro messi a disposizione per un periodo di 4 anni, a sostegno dei progetti elaborati da varie organizzazioni delle società civile e mirati all’attuazione della Risoluzione 1325.

Possiamo affermare con orgoglio di essere all’avanguardia in seno alla Comunità Internazionale, essendo uno dei pochi Paesi che dedicano finanziamenti pubblici all'attuazione del proprio Piano d'Azione Nazionale.

L’Italia ha approfondito, in particolare, il nesso tra l’Agenda Donne Pace e Sicurezza e la mediazione, al fine di promuovere un sostanziale coinvolgimento delle donne nei processi di pace, nella consapevolezza del loro ruolo nel rendere più inclusivi e sostenibili gli accordi e le società post-conflitto. Con questo spirito, nell’ottobre del 2017, nell’ambito del mandato in Consiglio di Sicurezza e della Presidenza del G7, l’Italia ha costituito una rete di mediatrici ed esperte in mediazione dell’area mediterranea (Mediterranean Women Mediators Network, MWMN), che coniuga tre priorità italiane: il Mediterraneo, il sostegno alla diplomazia preventiva, l’esigenza di assicurare l’effettiva partecipazione delle donne ai processi di prevenzione e risoluzione dei conflitti.

Il Network, che si compone di oltre 60 donne di diversa estrazione ed età, provenienti da 21 Paesi dell’area del Mediterraneo allargato, con esperienza o conoscenza in materia di mediazione, risoluzione dei conflitti, diritti civili e politici, si è progressivamente sviluppato e oggi rappresenta un modello di riferimento a livello internazionale, anche grazie alle sinergie con organizzazioni analoghe.

Occorre però continuare a intensificare l’impegno per attuare l’Agenda Donne Pace e Sicurezza. Nonostante i recenti progressi, le donne infatti continuano a essere fortemente sottorappresentate nei processi di pace. Con questo spirito, siamo determinati a confermare il ruolo di primo piano del nostro Paese nell’attuazione dell’Agenda Donne Pace e Sicurezza, e non lesineremo alcuno sforzo per promuovere la partecipazione delle donne nei processi di pace e di mediazione e, quindi, nella vita politica, sociale ed economica del futuro dei loro Paesi.      

 

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