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Africa, Ocse: Ci sono ampie aree di stabilità e crescita

Data:

23/06/2015


Africa, Ocse: Ci sono ampie aree di stabilità e crescita

“Quando ci riferiamo all’Africa, quella subsahariana in particolare, pensiamo soprattutto a immigrazione, alla spinta demografica che proviene dall’area. Ma ciò, avviene solo da un numero limitato di paesi e in Africa c’è tutta un’altra realtà di stabilità e crescita”. Lo ha spiegato alla Redazione Multimediale della Farnesina e al Velino/Pei News Luigi Marras, direttore generale per la Mondializzazione e le questioni globali (Dgmo) del ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale.

African economic outlook 2015

L’occasione è stata la presentazione del rapporto “African economic outlook 2015” dell’Ocse, in cui è stato rilevato che nonostante la crisi finanziaria globale, le economie africane mantengono tassi di crescita sostenuti, con una probabile crescita del 4,5 per cento del Pil nel 2015 e del cinque per cento nel 2016, avvicinandosi agli attuali tassi di crescita asiatici.

“È importante – ha sottolineato Marras -, saper cogliere queste opportunità. I settori che abbiamo individuato e su cui stiamo lavorando sono quello dell’agroalimentare, tutta la catena, e dell’energia, che è paradigmatico. Vogliamo fare di più anche in quello della cultura e poi ci sono spazi, come abbiamo imparato dal rapporto Ocse, molto importanti per noi sullo sviluppo territoriale. Sono settori  - ha ricordato il direttore generale -, dove siamo in grado come Italia di esprimerci con delle aziende e con delle idee, settori in cui siamo in grado di rispettare il criterio della sostenibilità, intesa in termini ambientali, sociali ed economici”.

Appendice dedicata alle relazioni tra Italia e Africa

Il diplomatico ha anche ricordato che la sua direzione generale ha commissionato all’Ocse un’appendice al rapporto, dedicata alle relazioni tra Italia e Africa. “Nell’outlook esistono indicazioni che devono essere prese molto seriamente e che sono degli spunti importanti per le nostre imprese che vogliono lavorare in Africa. Lo studio aggiuntivo che abbiamo chiesto all’Ocse – ha detto Marras – approfondisce per noi italiani le indicazioni più generali del documento complessivo”. Per lavorare al meglio, comunque, occorre attivare il nostro “sistema delle idee”. “È una filosofia operativa – ha concluso il direttore generale -, attorno a cui si possono raggruppare tutte quelle istanze italiane fatte da imprese, Ong, amministrazioni centrali, locali e territoriali che riescono a inserirsi in questo discorso e a presentarsi con un determinato volto all’Africa”.


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