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Belgio - Istituto Italiano di Cultura: il 12/1 via a seconda edizione di 'A due'

Data:

21/12/2016


Belgio - Istituto Italiano di Cultura: il 12/1 via a seconda edizione di 'A due'

Si inaugurerà il prossimo 12 gennaio presso l'Istituto Italiano di cultura di Bruxelles la mostra 'What We Can Use, What We Can't Move' di Raffaella Crispino e Hans Demeulenaere che apre il secondo anno di 'a due', arte contemporanea in Italia e Belgio 1990-2015. Il progetto ideato e curato da Laura Viale e Maria Elena Minuto nasce dall'idea di aprire un dialogo tra una serie di artisti italiani e belgi emersi dagli anni '90 sino alle generazioni più recenti. Con una serie di appuntamenti che proseguiranno fino alla fine del 2018, 'a due' ospita mostre, performances e incontri che mettono in valore il dialogo tra artisti provenienti da diverse culture, esperienze e generazioni. Ogni artista italiano, infatti, invita ad esporre un'artista belga con cui stabilisce una relazione di affinità o contrasto. Tra novembre 2015 e giugno 2016 hanno esposto gli artisti: Davide Bertocchi (Modena, 1969) e Joris Van de Moortel (Gand, 1983), Enrico Gaido (Torino, 1971) e Freek Wambacq (Bruxelles, 1978), Margherita Moscardini (Donoratico, 1981) e Futurefarmers (Belgio-USA, collettivo fondato nel 1995), Laura Viale (Torino, 1967) e Stijn Cole (Gand, 1978 'What We Can Use, What We Can't Move' di Raffaella Crispino e Hans Demeulenaere nasce come un'ironica analisi sui limiti e sulle possibilità offerte dallo spazio espositivo dell'Istituto Italiano di Cultura.

La mostra prende avvio dai rispettivi archivi fotografici degli artisti, che divengono punto di partenza per l'elaborazione dei lavori. Partendo da una rilettura critica del display nell'arte e "dell'arte del display", Crispino e Demeulenaere riflettono sulle logiche critiche e linguistiche alla base delle metodologie espositive e curatoriali contemporanee. Una selezione di materiale prodotto e conservato dagli artisti sviluppa un racconto complesso fatto d'immagini, oggetti, sculture e installazioni che lascia visibili le tracce del loro percorso creativo e di ricerca.


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