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Cile - Una mostra celebra Ciccarelli e Mochi

Data:

09/02/2016


Cile - Una mostra celebra Ciccarelli e Mochi

"Arte italiano, una huella en Chile": e' questo il titolo di un'esposizione, che si terra' a Santiago del Cile dal 1 al 21 marzo, il cui obiettivo e' celebrare gli artisti Alessandro Ciccarelli e Giovanni Mochi, che a meta' del diciannovesimo secolo diventarono rispettivamente primo e terzo direttore dell'allora neo nata Accademia delle Belle Arti di Santiago. Per l'occasione saranno in mostra le opere di sei artisti italo-cileni. Per l'occasione si terranno anche alcune tavole rotonde sulla prospettiva storica (Ciccarelli y el relato de la consolidacion de la Republica, Giovanni Mochi: Del realismo toscano al costumbrismo en Chile e Lectura de obras de Ciccarelli y Mochi) e su quella contemporanea (Ciccarelli Vs Mochi. Sobre los origenes de la Academia en Chile, La Transavanguardia italiana y los ecos del ultimo movimiento italiano en ejercer influencia en el arte chileno, De como se gesto el proyecto Ciccarelli + Mochi e Del Neoclasicismo de Ciccarelli al Romanticismo de Mochi).

"Arte italiano, una huella en Chile"

Le iniziative sono state organizzate dall'Istituto italiano di cultura (Iic) di Santiago del Cile, in collaborazione con la nostra ambasciata nel paese latino americano e con Achiart, l'associazione di artisti italo-cileni. Ciccarelli, nato a Napoli nel 1811, si trasferi' nel 1840 a Rio de Janeiro dove ricevette la nomina di professore privato di disegno dell'imperatrice del Brasile Teresa Cristina e partecipo' nel 1843 alla quarta Esposizione generale di belle arti della locale Accademia. Nel 1848 si stabili' a Santiago, dove ottenne la carica di primo direttore della scuola (piu' tardi Accademia) di pittura, che mantenne per piu' di venti anni. Ritiratosi a vita privata nel 1869, mori' nella capitale cilena nel 1879. Mochi fece parte del gruppo dei Macchiaioli al Caffe' Michelangelo e nel 1875 fu nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Santiago, dove vi si trasferi' con la famiglia per il resto della sua vita, innestando il seme del naturalismo toscano in Sudamerica.


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