Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dei/Sole 24 Ore - Turchia: rilancia progetto centrali a lignite a Afsin-Elbistan

Data:

20/01/2015


Dei/Sole 24 Ore - Turchia: rilancia progetto centrali a lignite a Afsin-Elbistan

La Turchia, con l’obiettivo di contenere le importazioni di energia necessarie a sostenere la crescita del Paese,  prevede di espandere e modernizzare il complesso di centrali elettriche alimentate dai  giacimenti di lignite vicini alla città di Elbsitan, nella provincia  sudorientale di Kahramanmaraş,   che contengono riserve per  4,4 miliardi di tonnellate pari al 38% delle riserve totali del Paese. Il complesso è composto da un primo impianto (Elbistan A) con 4 elementi per complessivi 1.335 Megawatt entrato in servizio negli anni ’80,  affiancato da una  seconda centrale di costruzione più recente  (Elbistan B) con altre 4 unità per complessivi 1.440 Megawatt. Entrambi fanno capo al gruppo statale  Elektrik Üretim. Attualmente  sono in corso colloqui  con diversi partner esteri per espandere la potenza complessiva con almeno due nuovi impianti, una da 1.200 e uno da 1.400 Megawatt.  E’ un progetto su cui, a partire dal 2013, si sono intrecciate diverse trattative che hanno coinvolto inizialmente  Abu Dhabi National Energy (Taqa) e successivamente Mitsui, Acwa Power (Arabia Saudita)  nonché  alcune società cinesi.  Nel corso di una recente visita il  ministro dell’energia Taner Yildiz, ha confermato che il Governo intende finalizzare il progetto nel contesto di un piano di sviluppo dell’intera Provincia che comporterà investimenti per  3,6 miliardi di dollari. La potenza complessiva a lignite del parco centrali di Elektrik Üretim ammonta a 7.470 Megawatt e il sito di Afsin-Elbistan è quello di maggiore rilevanza.
(Il Sole 24 ore Radiocor)

 Fondo Monetario: stima crescita PIL mondiale + 3,5% nel 2015


Il calo dei prezzi del greggio offre un'importante spinta all'economia  mondiale ma questo fattore positivo e' "piu' che compensato"  da altri fattori di debolezza, "fra cui la perdurante eredita' della crisi e il minor potenziale di crescita che si  registra ormai in molti paesi". E' quanto si legge  nell'aggiornamento al World Economic Outlook pubblicato oggi a Washington dal Fondo Monetario Internazionale che ha  tagliato dello 0,3% rispetto alle proiezioni di ottobre sia  le stime per il 2015, che sono ora a +3,5%, che per il 2016, anno in cui l'economia del mondo aumentera' del 3,7%.  Nell'ultimo biennio, l'economia mondiale e' cresciuta ogni  anno del 3,3.  A far da traino all'economia mondiale saranno ancora una volta gli Stati Uniti per cui il Fondo prevede una crescita del 3,6% nel 2015 (+0,5%) e del 3,3% nel 2016 (+0,3%) mentre l'Eurozona restera' in difficolta' con un tasso di espansione molto piu' modesto, pari all'1,2% quest'anno (-0,2%) e all'1,4% il prossimo (-0,3%). Il Giappone e' visto invece in crescita rispettivamente dello 0,6% (-0,2%) e dello 0,8% (-0,1%) mentre il Regno Unito e' atteso a un solido +2,7% nel 2015 (invariato) a un +2,4% nel 2016 (-0,1%). Diminuisce il contributo dei paesi emergenti e della Cina in particolare che dovrebbe crescere quest'anno del 6,8% (-0,3%) per poi frenare al +6,3% il prossimo (-0,5%).
(Il Sole 24 ore Radiocor)

UE: nuovi finanziamenti BEI nel 2014 pari a  11,4 mld


Nel 2014 il  Gruppo Bei, che oltre alla Banca Europea per gli Investimenti include anche il Fei (fondo europeo per gli investimenti) ha  fornito un sostegno record all'Italia: 11,4 miliardi (di cui  10,9 provenienti dalla Bei e 0,5 miliardi dal Fei) che hanno  innescato progetti per un valore complessivo di 27 miliardi  di euro. Sono alcuni dei numeri del bilancio per lo scorso  anno che e' stato presentato oggi alla stampa a Milano dal  vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco. Alla fine del  2014, il totale degli impieghi attivi in Italia  era pari a 67,3 miliardi di euro, una somma che  conferma la preminenza dell'Italia nello scacchiere di  investimenti della Bei. Dall'anno della costituzione della Banca nel 1958, l'Italia ha infatti ricevuto investimenti per  circa 180 miliardi di euro, il che ne fa il principale  beneficiario dell'istituzione. "Dallo scoppio della crisi nel 2008 - ha spiegato Scannapieco - la Bei ha fatto nuovi  prestiti in Italia per 63 miliardi di euro che hanno attivato  circa 180 miliardi di euro. Nello stesso periodo sono state finanziate circa 77.000 pmi, di cui 6.700 circa nel solo  2014.  Nel corso del 2014, la Bei nelle sue nuove  attivita' in Italia ha seguito in particolare cinque  direttrici principali. La prima e' stata quella riavvio delle  cartolarizzazioni bancarie, effettuate insieme a Creval,  Popolare di Bari, Unicredit e Bcc, per complessivi 1,1  miliardi di euro. La seconda  iniziativa ha visto il lancio del primo Abs con le banche di  credito cooperativo (Iccrea). Il 2014 ha inoltre visto l'emissione della  prima cartolarizzazione a favore di un gruppo di utility del  Veneto (Hydrobond). Infine il varo dello strumento  Italian Risk Sharing con il Mef e il Mise per progetti di  ricerca e sviluppo di imprese italiane: a fronte di una prima garanzia di prima perdita con fondi statali per 100 milioni  di euro, e' stato attivato un portafoglio di finanziamenti  Bei da 500 milioni". Infine e' stato lanciato InnovFin, nuovo programma di strumenti finanziari con risorse Bei e  Commissione europea focalizzato a sostenere gli investimenti.
(Il Sole 24 ore Radiocor)


19934
 Valuta questo sito