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Governo Italiano

Disarmo - L’Italia completa con cinque anni di anticipo la distruzione delle scorte nazionali di munizioni a grappolo

Data:

14/12/2015


Disarmo - L’Italia completa con cinque anni di anticipo la distruzione delle scorte nazionali di munizioni a grappolo

L’Italia ha completato le attività di distruzione delle scorte nazionali di munizioni a grappolo cinque anni di anticipo rispetto alla data fissata dalla Convenzione di Oslo (marzo 2020), stabilita dall’articolo 3 del documento. Il nostro paese è fortemente impegnato da tempo su questo tema, tanto da essere tra i protagonisti in tutti i principali fora internazionali sulla materia. A questo proposito, in occasione della prima Conferenza di Riesame della Convezione di Oslo (Dubrovnik 7 -11 settembre 2015), ha avuto modo di valorizzare le proprie attività a sostegno dell’universalizzazione del Trattato e della sua completa e puntuale attuazione, auspicando al contempo maggiori sinergie con altri strumenti multilaterali, quali la Convenzione di Ottawa sulle mine anti-persona e la Convenzione su certe armi convenzionali. Successivamente, l’Italia ha partecipato alla diciottesima riunione annuale del Comitato Nazionale per l’Azione Umanitaria contro le Mine Anti-persona (Cnauma). Questo incontro a cadenza annuale coinvolge, oltre alle istituzioni, anche numerose associazioni impegnate nel settore, creando un forum di dibattito e di confronto con la società civile sulla questione del disarmo umanitario e dimostrando la particolare sensibilità italiana a questo problema.

L'impegno dell'Italia

Parallelamente agli sforzi nei fora, l’Italia e il Ministero degli Esteri in particolare sono impegnate a fornire assistenza tecnica e finanziaria agli Stati colpiti dalla presenza delle munizioni a grappolo, soprattutto attraverso attività di rimozione degli ordigni inesplosi, anche con operazioni umanitarie e di assistenza alle vittime, con progetti svolti in tutto il mondo. In questo contesto, il Fondo per lo sminamento umanitario, gestito dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina, ha potuto contare quest’anno su una disponibilità complessiva di circa 3,5 milioni di euro, superiore di oltre un milione rispetto alla media degli anni precedenti. Con questi fondi sono stati finanziati progetti di sminamento umanitario in alcune aree particolarmente afflitte dalla piaga degli ordigni inesplosi, tra cui Afghanistan, Bosnia Erzegovina, Colombia, Somalia, Striscia di Gaza e Sudan.


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